Grazie a stimolazioni elettriche a livello epidurale (“sopra la dura madre”, una delle tre meningi) nel midollo spinale, tre pazienti paraplegici sono tornati a camminare. Certo, sono pazienti che non avevano perso del tutto la capacità motoria e necessitano ancora di supporti fisici, ma la notizia è comunque straordinaria.

L’origine del movimento

La decisione di muoversi viene inviata al midollo spinale che attiva il muscolo

Alla base del movimento ci sono due cellule: i neuroni e le fibre muscolari. I primi comandano le seconde che agiscono. Ma come? All’interno del neurone avviene un potenziale d’azione, una corrente elettrica che si propaga lungo tutta la cellula e le permette di rilasciare molecole in alcune fibre muscolari. Queste percepiscono il segnale e si contraggono. Tutto ciò però è inserito nel complesso sistema che è il corpo umano. Avviene quindi che i neuroni sono contenuti nel midollo spinale e attraverso i nervi raggiungono i muscoli. Il movimento è quindi in origine indipendente dai centri superiori (neuroni motori della corteccia cerebrale). Con l’evoluzione poi la decisione di muoversi è salita sempre di più fino a diventare cosciente. Esiste tuttavia ancora una sorta di autonomia del midollo, che ci permette di compiere movimenti armonici e spontanei.

Recuperare il movimento

Le persone paraplegiche, a causa di traumi o infezioni, perdono non solo la capacità di muoversi ma anche la propriocettività del corpo (la percezione di esso nello spazio senza usare la vista). Questo perchè c’è un’interruzione nel midollo spinale, si perde la connessione tra esso e i centri superiori che ci permettono di percepire il corpo e di decidere il movimento. Alcuni ricercatori del Politecnico federale (Epfl) e dell’Ospedale universitario (Chuv) di Losanna hanno applicato ciò che si sta sperimentando da alcuni anni. Viene effettuata una stimolazione elettrica o più nello spazio epidurale. Questo permette ai neuroni del midollo di riprendere una connessione con i neuroni dei centri superiori. Il recupero della connessione permette quindi di effettuare nuovamente dei movimenti. La stimolazione elettrica è però per ora efficace se è rimasta comunque una parziale connessione a seguito del danno. La stimolazione quindi non permette il movimento, ma la decisione di poterlo fare. Inoltre, nonostante i pazienti non ricevano più la stimolazione elettrica per un periodo, essi migliorano comunque.

Muoversi in futuro

I movimenti, come si nota dal video, sono ancora poco armonici e sono necessari supporti per camminare. Tuttavia, già permettere una sorta di movimento a delle persone affette dalla condanna della paralisi è qualcosa di rivoluzionario e sorprendente. Sono solo esperimenti iniziali e bisogna ampliarli per determinarne la validità, ma indicano che danni neurologici, un tempo irrimediabili, ora almeno possiedono una terapia.

Alberto Martini

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