Ansia e intelligenza: identificati nuovi geni.

Fenomenali doti cognitive e tendenza a preoccuparsi facilmente, entrambi questi fattori sono connessi agli stessi geni. Un recente studio ha infatti identificato centinaia di geni appunto da cui dipendono, oltre a questi, anche nuove forme di autismo e depressione.

Da cosa è stabilita l’intelligenza di un individuo?

Il fatto che il cervello umano sia un enorme cruciverba non è una novità, in parole poverissime, l’intelligenza è data dall’insieme delle abilità cognitive dell’essere umano. Facile, no? Tuttavia ci sono altri fattori e altre circostanze che la influenzano: il tipo di istruzione ed educazione ricevuta, il contesto in cui si cresce e quello in cui decidiamo di vivere, i rapporti interpersonali e infine, non per importanza, la fortuna di aver avuto una buona ‘spinta genetica’.

Quali sono allora questi geni coinvolti? Gli studi sono ancora in corso, uno di questi, basato su 14 database riguardanti circa 250 mila individui ha identificato quasi un migliaio di nuovi geni associati all’intelligenza.

Ma come facciamo a stabilire chi è più intelligenze di chi? Test, di vari tipi: per sondare le abilità linguistiche e la velocità con cui si apprende una lingua nuova, abilità logiche e matematiche. La ricerca è stata coordinata da Danielle Posthuma, della Vrije University di Amsterdam che, oltre a queste scoperte, ha anche riscontrato importanti associazioni tra salute e ragionamento. Gli individui più longevi, infatti, sarebbero dotati di una maggiore intelligenza. Va precisato che questi studi sono stati effettuati su persone non affette da Alzheimer, schizofrenia o deficit da iperattività – segno che questi geni potrebbero avere un ruolo ‘protettivo’ contro queste condizioni. Gli stessi sembrerebbero però connessi anche a un maggiore rischio di autismo.

Da questi studi iniziali, di conseguenza, ne sono iniziati altri: 500 geni sembrano predisporre ad ansia e depressione.

Lo studio, il più esteso mai effettuato sulla genetica di questo tratto di personalità, chiamato dagli psicologi ‘neuroticism’ (nevroticismo) suggerisce che chi ha la tendenza a preoccuparsi lo fa tendenzialmente in due modi, legati a due diverse predisposizioni genetiche. Chi si preoccupa in modo eccessivo del giudizio altrui e che riscontra stati d’ansia in diverse occasioni, ha ereditato geni diversi da chi è incline all’ansia che può portare alla depressione e alla schizofrenia.

“Attualmente non possiamo ricavare predizioni attendibili per il singolo individuo – spiega Posthuma – possiamo solo dire che chi ha un particolare profilo genetico corre, per esempio, un rischio aumentato del 10% di nevroticismo”.

Le ricerche continuano veloci, gli scienziati hanno cercato anche di risalire alla tipologia di cellule in cui risiedono questi geni: la maggior parte di quelli connessi alle facoltà intellettive, ad esempio, sono espressi da un sottotipo di neuroni.

In futuro avremo probabilmente una soluzione

Lo scopo di tutto ciò? Arrivare a elaborare soluzioni (e quindi farmaci) mirate a curare le patologie citate, indentificando da subito i geni responsabili, senza dover andare a tentativi, esasperando il paziente con le più svariate cure.

Forse, non è dato sapere tra quanto, avremo un filo rosso che ci permetterà di uscire dal labirinto più complicato di tutti: il cervello umano.

 

 

Ida Luisa De Luca

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