In questi giorni sui social vediamo molti utenti che si cimentano nella cosiddetta #10yearschallenge. In buona sostanza le persone postano due loro foto, una del 2009 e una del 2019, per metterle a confronto e far vedere come sono cambiate le cose. Durante questo lasso di tempo non cambiano solo le persone ma anche ciò che le circonda, soprattutto se si tratta di sistemi molto dinamici come la natura e l’ambiente.

In dieci anni sono state scoperte nuove specie

Dieci anni di specie animali e vegetali

La #10yearschallenge parte dalle specie animali e vegetali. Ci sono in questo senso sia notizie buone sia notizie più brutte. Tra le buone notizie si segnala la scoperta di una nuova specie di genziana blu sulle Dolomiti proprio nel 2009, mentre dal 2018 il panda gigante non è più considerato una specie in pericolo ma vulnerabile. La conservazione del panda quindi è migliorata. Nello stesso anno, però, sono arrivate cattive notizie. Il rinoceronte bianco settentrionale infatti è diventato estinto in natura, poiché allo stato selvatico esistono solo due femmine. Nello stesso anno invece il coguaro orientale, una sottospecie di puma mai più avvistata in natura dal 1938, è stato dichiarato estinto. Il bilancio quindi è piuttosto contrastante, pur tendendo al negativo: la perdita di specie infatti è sempre una sconfitta.

In questo decennio ci sono stati anche molti terremoti, come a L’Aquila

Un decennio di instabilità geologica

La #10yearschallenge prosegue con la geologia, poiché in questo lasso di tempo abbiamo assistito a molti terremoti talvolta distruttivi. Alcuni esempi sono proprio qui in Italia, come L’Aquila nel 2009, i terremoti dell’Emilia nel 2012 e il sisma di Amatrice nel 2016, estesosi poi al resto dell’Italia centrale. In alcune zone i lavori di ricostruzione sono ancora in corso, soprattutto in quelle colpite in tempi più recenti. Eventi simili sono accaduti anche nel resto del mondo. Nel 2010 forti terremoti hanno colpito Haiti, Sumatra e il Cile, mentre nel 2015 la stessa sorte è toccata al Nepal. In questo caso è difficile fare un bilancio, poiché si tratta di fenomeni naturali. Va detto però che si dovrebbero migliorare le pratiche di prevenzione per scongiurare il rischio sismico.

Col passare del tempo, la qualità dell’aria non è migliorata

Com’è cambiata la qualità dell’aria?

La #10yearschallenge della qualità dell’aria è sconfortante. Per capire quanto sia ingente la portata di questa cosa bisogna fare un salto nel 2005, anno in cui entra in vigore il protocollo di Kyoto redatto nel 1997. Il termine originale per le riduzioni significative dei gas serra era il 2012, ma col trattato di Doha si arriverà al 2020. La nazione più importante a non aver aderito al protocollo sono gli Stati Uniti, che sono una fonte di gas serra molto gravosa. La crescente importanza delle grandi città inoltre non ha migliorato la situazione. Sempre più spesso infatti si sente parlare di provvedimenti mirati per la riduzione dell’inquinamento urbano, ad esempio il divieto di circolazione di determinate categorie di veicoli. In questi dieci anni quindi la qualità dell’aria è peggiorata molto.

La riduzione dei ghiacciai è un segnale allarmante dell’andamento climatico di questi anni

L’esito peggiore della #10yearschallenge: i ghiacciai

L’ultima parte di questa #10yearschallenge è la peggiore di tutte. La perdita dei ghiacciai infatti non accenna a diminuire, anzi, aumenta sempre di più. Basti pensare che negli ultimi cinque anni lo scioglimento dei ghiacciai è triplicato, con una perdita dal 2012 al 2017 pari a 219 miliardi di tonnellate. Ciò comporterà in futuro la scomparsa di numerose specie col passare del tempo, ad esempio gli orsi polari, il cui ambiente ormai è ridotto all’osso. In tutto questo il livello del mare si innalzerà, ma lo scenario in merito, per quanto catastrofico possa essere, non è del tutto chiaro. Tutto questo è la conseguenza dell’aumento delle emissioni di gas serra e della temperatura globale, quindi ogni fattore si concatena. La salvaguardia di questi ambienti dipende largamente dall’uomo e dalle sue azioni. Ora tocca a noi fare il primo passo.

Matteo Trombi

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