Tutti conoscono Huawei, ormai gli smartphone con questo marchio sono comunissimi. Una cosa che forse non è nota è che Huawei da tempo lavora in Italia sia con lo Stato Italiano che con Telecom come fornitrice di servizi per le telecomunicazioni, in particolare per le antenne.

Data questa “vocazione” del colosso cinese per le telecomunicazioni è naturale che si trovi in prima linea per lo sviluppo della quinta generazione del radiomobile (5g). Huawei presenterà al prossimo mobile world congress 2019 il primo modem 5G per smartphone “multi mode” in grado cioè di “cambiare” dal 5G alle reti pre-esistenti.

Telecomunicazioni e radiomobile

Si è parlato di 5G, radiomobile  e telecomunicazioni, ma in sostanza di cosa stiamo parlando?

Uso delle onde elettromagnetiche in funzione della frequenza

 

 

In modo molto sintetico, riesumando qualche ricordo di fisica di chi ha fatto il liceo, i nostri smartphone ( e anche le radio e le tv) comunicano tramite onde elettromagnetiche ad una determinata “frequenza”. Si dice in gergo ingegneristico che appartengono alla banda delle “onde radio”. Nelle specifico la telefonia mobile si basa su “generazioni”. La prima generazione è basata su una comunicazione molto basilare, come i walkie talkie. Andando avanti ad ogni generazione si è aumentata la velocità di trasmissione e altre caratteristiche (dal 2.5G possiamo connetterci a internet tramite telefono, per esempio). Al momento, tutti vediamo scritto sul nostro smartphone 4G. Significa che siamo alla quarta generazione.

Confronto tra le prime quattro generazioni di radiomobile. Da notare in basso la velocità di trasmissione (in kbps, kilo bit al secondo). Per approfondimenti sui bit si guardi l’articolo “l’era dell’informazione secondo l’ingegneria e la matematica”, sempre sul blog del superuovo.

Il 5G

In generale ogni generazione ha portato con sé un nuova “tecnica di accesso”, cioè un nuovo modo di accedere alla rete da parte degli utenti (della serie “ora parlo io, ora parli tu”). È stato detto “ogni”, ma il 5G non lo farà. Le novità sono ben altre. Il 5G userà più frequenze dello spettro radio e complesse tecniche dette “small cells” e di “massive MIMO” (Multiple Input Multiple Output).

Da quanto è stato detto non sembra una gran rivoluzione, anche perché in termini pratici, cosa porta di nuovo questo 5G?

Confronto con 4G e requisiti del 5G. Huawei, 2016

Il 5G porterà una rivoluzione, esso introdurrà nuovi sistemi di codifica e correzione degli errori, ossia nuove “lingue” per far fronte agli errori di comunicazione, rendendo le telecomunicazioni più affidabili e sicure (Filtered OFDM, Sparse Code Multiple Access, Polar Codes, ecc.). Non solo: aumenterà ancora la velocità di trasmissione, ma soprattutto permetterà di gestire in maniera massiccia l’IoT (internet delle cose). Infatti il 5G sarà così flessibile che gli oggetti di uso comune potranno diventare “intelligenti”, molto più di quanto non lo siano già. Per capire meglio di quali oggetti stiamo parlando possiamo dividerli in due macro categorie:

  • Massive IoT: caratterizzati da basso costo, e basso consumo di energia che offrirà il 5G, oltre che alla possibilità di far comunicare più oggetti in rete. Esempi di questo tipo saranno, per esempio inerenti ai trasporti e alla logistica, all’ambiente, alla casa intelligente, alla città intelligente e all’agricoltura.
  • Mission critical IoT: sono oggetti posizionati in settori critici e hanno bisogno di bassa latenza (basso ritardo delle informazioni), alta affidabilità e capacità trasmissiva. Tutte caratteristiche che il 5G offrirà. Ne sono esempi i settori della sanità, della sicurezza, della realtà aumentata e della guida autonoma.
Esempio di come l’IoT può cambiare le nostre città e renderle “smart”.

Rivoluzione

Una nuova rivoluzione è alle porte? Pare proprio di sì. Basti pensare che la Commissione Europea ha effettuato uno studio costi-benefici a fronte degli investimenti fatti sulle infrastrutture (e qui è entrata in gioco Huawei). Con un investimento di  55 miliardi di euro ci sarà un beneficio complessivo di 110 miliardi di euro. Questo perché questa nuova tecnologia avrà un impatto su settori industriali totalmente diversi fra loro: industria (si parla di industria 4.0 con il 5G), sanità, agricoltura, benessere e molti altri.

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Samuele Tozzi
Studente magistrale di ingegneria biomedica, curriculum eHealth presso il Politecnico di Torino, ho sempre avuto la passione per l'informatica e la tecnologia in generale. Inoltre sono appassionato di videogiochi, anime e manga. Ho fatto per molti anni nuoto agonistico presso la squadra Azzurra Race Team, i Umbria, dove sono nato e cresciuto (precisamente e Gualdo Tadino da dove viene l'acqua Rocchetta). Pur essendo uno studente di ingegneria amo la storia e la letteratura. Tra gli autori che più stimo ci sono Valerio Massimo Manfredi e Andrea Marcolongo.

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