Trama

Connor è in una fase familiare difficile: la madre è gravemente malata e il padre ha una nuova famiglia in America. Inoltre viene preso di mira dai bulli della scuola. La situazione raggiunge il suo culmine quando il ragazzo è costretto a trasferirsi dalla nonna, la quale Connor non può sopportare. Comincia però ad accadere una cosa strana: esattamente 7 minuti dopo la mezzanotte il grande albero di tasso della zona si risveglia e prende Connor. L’albero afferma di essere venuto per curare. Il tasso spiega che verrà a fargli visita molte volte e che gli racconterà tre storie, alla fine vorrà sentire da Connor la quarta.

Primo incontro con l’albero

“La quarta storia sarà la tua verità, la verità dell’incubo” così dice il Tasso nel suo primo incontro con Connor. L’albero chiede di mostrargli la verità dell’incubo, la verità degli istinti delle passioni più profonde ed oscure che tentiamo di celare e sopire in profondità nella nostra anima. Per arrivare a raccontare e accettare la quarta verità è necessario un percorso attraverso 3 storie. È necessaria una personale ricerca che porti Connor a diventare ciò che è. In questo modo potrà esprimere ed estrinsecare la propria verità, la propria volontà di potenza. Bisogna assare attraverso la decostruzione delle certezze, dei valori e di tutto ciò che sembra saldo e stabile nel reale. Il Tasso infatti dice “Che cos’è un sogno? Chi dice che non sia tutto il resto ad essere un sogno?” Questa frase è una provocazione simile a quella di Nietzsche. Il filosofo ci esorta ad essere “maestri del sospetto“, a non dare per scontato ciò che ci sta intorno, a sradicare ogni cosa, soprattutto ciò che appare certo, è la cosidetta fase “decostruttiva”.

Prima storia dell’albero

Nella prima storia la regina cattiva non è cattiva ed il principe amato da tutti compie un omicidio, anche se poi governa saggiamente. L’albero spiega che non ci sono sempre “i buoni” e “i cattivi“, le cose non sono sempre ciò che sembrano. L’invito dell’albero è quello di andare in profondità, di andare a fondo nelle questioni e scardinare i concetti di “buono” “giusto” e”cattivo“. È un’esortazione simile è quella di Nietzsche che ci mette in guardia verso ogni valore e certezza. La decostruzione dei valori è proprio l’obbiettivo primario della sua opera “La Genealogia della morale“. Nietzsche vuole mostrarci che non è possibile definire il fatto morale, la realtà è molto più dinamica e complessa, non esiste una dimensione di conoscenza pura. Il corpo è l’unica vera ragione,  i nostri istinti e le pulsioni in esso rinchiusi sono l’unica garanzia di conoscenza.

Diventare stella danzante

Per questo motivo l’albero chiede al protagonista di raccontare, e quindi accettare, la verità attraverso la quarta storia. Solo in questo modo il ragazzo potrà essere consapevole delle proprie pulsioni vitali più profonde, delle proprie paure, ed accettare il caos pulsante dentro di lui. Solo in questo modo potrà estrinsecare la propria volontà di potenza, acquisire se stesso e quindi sopravvivere a ciò che più teme: lasciar andare la madre. È questo lo scopo del Tasso. “Sono venuto per curare te, Connor” afferma. Attraverso un faticoso processo di formazione, di trasformazione e produzione, Connor estrinseca la propria verità, acquisisce se stesso in modo vivo e dinamico. Nietzsche ci mostra che per comprenderci dobbiamo vivere e moltiplicare gli enigmi della nostra esistenza. È possibile prendere il destino nelle nostre mani e plasmarlo, è tuttavia un’acquisizione dinamica che necessita di un continuo autosuperamento di noi stessi. Il protagonista nella scena finale continua a coltivare la passione per le illustrazioni e l’arte trasmessagli dalla madre. Come afferma Nietzsche infatti “Solo chi possiede il caos dentro si sé può partorire una stella danzante”, solo vivendo profondamente dolore, rabbia e caos si può impiantare il proprio senso alla vita.

Elena Bellinello 

 

 

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