Un milione di studenti ha già recuperato le postazioni nelle aule dopo la lunga pausa estiva. I primi ad aver fatto il loro ingresso a scuola sono i ragazzi dell’Alto Adige, oggi seguiti da Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. Gli ultimi ad entrare saranno gli alunni pugliesi, che sentiranno il suono della campanella il 20 settembre. In tutta Italia quest’anno saranno circa 8,6 milioni i ragazzi che andranno a scuola, tra istituti statali e paritari.

Ben 7 milioni circa frequenteranno le statali. Come ogni anno il primo giorno di scuola è condito da una ben nutrita schiera di auguri e frasi di incoraggiamento. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte regala un tweet ai giovani studenti e il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, durante un’intervista a Rai Radio 1, dopo l’annuale rito rassicurante, dedica qualche minuto alla riflessione sulla scuola italiana. Parla di responsabilità nei confronti dei bambini e dei ragazzi, gli studenti sono gli attori della società e, in quanto tali, vanno tutelati. Ricorda di aver stanziato sette miliardi di euro per sostenere i costi relativi alla gestione degli edifici scolastici. Nuove procedure e modalità per agevolare l’ingresso nelle scuole di giovani docenti, rimane un problema centrale. Purtroppo non l’unico dei problemi.

Una maglia nera per l’ItaliaAnno

Le cifre italiane riguardo la dispersione scolastica sono tra le peggiori al mondo. Ci siamo guadagnati, per l’appunto, una bella maglia nera. In venti anni si sono persi 3 milioni di studenti. Non sono esattamente numeri da prendere sottogamba. La percentuale più disastrosa è in Sardegna (33%), la più bassa in Umbria (16%). Il Nord Ovest dell’Italia ha quasi la stessa percentuale del Sud (25%). Nel mondo, Giappone, Norvegia e Corea hanno un tasso di abbandono, nell’arco di 18 anni, dello 0%. Thailandia, Russia e Kazakistan stanno intorno al 5%, mentre Canada, Australia, Israele e Singapore circolano vicino al 10%. Una panoramica interessante, che apre gli occhi di fronte ad un problema serio, da risolvere. Seguendo i dati italiani si può azzardare una previsione: dei quasi 600mila studenti iscritti alle superiori quest’anno, almeno 130mila non arriveranno al diploma. Un calcolo non eccessivo, ma basato sul trend che sta seguendo il nostro Paese negli ultimi anni. Questi 130mila sono studenti di tutta Italia, non solo del Sud, in questi dati sono coinvolti anche i ragazzi delle aree più sviluppate del Nord. Un problema che raggruppa tutti, dalla Sicilia alla Valle d’Aosta, passando per la Sardegna. Un problema da risolvere, perché potrebbe incidere sul futuro del nostro Paese. Riguarda gli attori della nostra società, come dice il Ministro Bussetti, e sono una grande responsabilità. Una responsabilità che deve essere tutelata.

                                                                                           Pierluigi Pireddu

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