Una storia commovente é quella di un padre che ha seguito sua figlia che lavora come hostess, durante i suoi voli per non farla restare sola il giorno di Natale passato a lavorare.Questo é il gesto di un uomo che ama sua figlia, la quale ama il suo genitore e non sa come ringraziarlo.Questo amore profondo é definito in psicologia con il termine attaccamento.

Cos’é l’ attaccamento?

Nella materia é l’ insieme di atteggiamenti e comportamenti che contribuiscono a creare un legame basato su cure ed affetto tra il bambino ed il proprio caregiver.

L’ attaccamento é quella certezza affettiva che si instaura nella diade madre-bambino, nella quale il bambino esordisce il mondo esterno, spinto anche dalla madre, la quale é definita come un porto sicuro, nel quale il bambino sa che in caso di cambiamenti o pericoli puó tornare, per poi essere rimotivato dalla madre all’esplorazione, come in un ciclo.

Il primo studioso a trattare di attaccamento fu John Bowlby, il quale formulo la prima teoria sull’attaccamento: il bambino é portato fin dalla nascita ad instaurare un legame con la figura che si prende cura di lui.

Attaccamento
John Bowlby

 

Successivamente, altri studiosi si sono occupati di questo legame innato; una su tutti la dottoressa Mary Ainsworth, la quale allestí un esperimento, utilizzato ancora oggi, per misurare il livello di attaccamento nella diede madre bambino: la Strange Situation: una situazione divisa in otto fasi, dove la madre é con il bambino in fase di esplorazione in una stanza con fai giochi.

Poco dopo giunge un estraneo che parla con la madre.

Poco dopo, la madre esce dalla stanza per lasciare il bambino da solo con l’ estraneo; successivamente ci sarà il ricongiungimento della diede ed in base ai comportamenti del bambino e della madre, opportunamente videoregistrati, si stabilisce lo stile di attaccamento:

  • Sicuro.
  • Evitante.
  • Ambivalente.
  • Disorganizzato.
Attaccamento
Mary Ainsworth

Cosa comporta l’ attaccamento?

Questo fenomeno si accende come una fiamma ed accompagna tutti noi individui per tutta la vita, naturalmente con delle sfumature in base all’ età.

Ad esempio, quando si é piú piccoli, alla vista di un pericolo o di una situazione sconosciuta, della quale non si sa cosa potrà succedere, si corre dalla madre a braccia aperte, che ci consola e ci fa capire come stanno le cose.

Quando si é piú grandi, invece, l’ attaccamento si puó attivare quando c’é un momento di sconforto o di tristezza anche verso un amico, oppure verso i genitori stessi; ed anche un semplice messaggio con scritto: “Ti voglio bene.”, oppure: “Vedrai che andrà tutto bene.”, puó colmare il bisogno di cure dato dall’ attaccamento stesso.

L’ insieme dei comportamenti e delle cure ricevute da piccoli vanno a formare i pilastri del nostro Io e dell’ attaccamento: i modelli operativi interni: rappresentazioni che abbiamo del nostro attaccamento  con il o i caregiver.

Attaccamento “adulto”

Una volta cresciuti e pronti a nostra volta ad accudire i nostri figli, i nostri modelli operativi interni e lo stile di attaccamento che ci contraddistingue vanno ad influenzare altamente il rapporto tra noi e la nostra prole.

Infatti sono stati formulati dei test che vanno a comparare l’ attaccamento tra noi ed i nostri figli e tra noi e i nostri genitori; uno fra tutti é l’ Adult Attacchment Interview: un’ intervista da sottoporre al genitore, nella quale si cerca di rievocare le proprie figure d’ attaccamento nella prima infanzia (al di sotto dei dodici anni), in modo da stimare uno stile di attaccamento.

Il SAT, invece, ci permette di stimare le risposte del bambino, in base a delle situazioni stressanti date da delle vignette, attraverso cui é possibile notare le strategie del fanciullo, se sono utili ed opportune o meno; inoltre é importante notare se ci sono delle risposte che sono associabili ad un attaccamento sicuro o meno.

Attaccamento

Attaccamento ed omogenitorialità: si puó fare?

Negli ultimi tempi, si é cercato di rispondere a questa domanda, data l’ accettazione dell’ omosessualità e l’ evoluzione delle leggi nell’ ambito dei matrimoni gay.

L’ affidamento di un minore ad una coppia gay puó essere nocivo o no? Ebbene le ricerche scientifiche non danno nessun risultato negativo, anzi, una delle prime ricerche riportano una maggiore probabilità di sviluppo do un attaccamento insicuro tra figli di genitori separati o comunque sottoposti a litigi, rispetto a minori affidati ad una coppia omogenitoriale; inoltre questi bambino, col passare del tempo, hanno sviluppato creatività e un ragionamento e mentalità aperti.

Mattia Mancini

 

 

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