Lumidolls: un bordello di bambole

Parliamo di un’attività completamente legale che fa parte di un franchising europeo. Discrezione, privacy e anonimato garantiti, si paga sul posto, a un receptionist che si occupa anche delle due ore di pulizia della bambola. All’ingresso si può scegliere una delle tre stanze e una delle sette bambole disponibili con diverse caratteristiche e c’è anche la possibilità di un “bambolo”. Mezz’ora costa 80€, un’ora 100€ e bisogna rispettare delle regole, come togliersi catenine e braccialetti, e mettere il preservativo. Le bambole hanno uno scheletro metallico, mentre la carne e la pelle sono in gomma termoplastica per questo non stanno in piedi da sole.

Posti di lavoro o reazione di rifiuto?

Una prima reazione è il classico atteggiamento di rifiuto. Le aziende che producono “bambole in silicone” sono ormai decine, usano tecnologie raffinate, fatturano molte migliaia di dollari e danno lavoro a molte persone. Girare la testa dall’altra parte sarà pure una reazione naturale, ma non riesce a modificare la realtà. Non parliamo di un bizzarro passatempo, ma di un’industria. In effetti, molte delle aziende che producono queste bambole spiegano che sono un ottimo sistema per uscire dal problema dell’eiaculazione precoce, o una soluzione per quegli uomini che non riescono, per i più vari motivi, ad avere una vita sessuale. Senza dubbio sono sex toys, e non è reato usarli né creare aziende che li mettano a disposizione di chi vuole solo usarli e non comprarne uno. 

Il vero scopo dell’industria

La risposta è combattuta. C’è chi afferma che grazie alle bambole molti uomini la finirebbero di molestare le donne e smetterebbe, così, il commercio di prostituzione o la tratta internazionale delle donne. C’è anche chi pensa che questo tipo di sex toys non farebbe altro che “allenare” meglio stupratori e pedofili. Purtroppo per quanto auspicabile, la prima risposta non è veritiera. Non si capisce, infatti, per quale motivo un abituale cliente di prostituzione dovrebbe rinunciare al potere che esercita sulle donne per esercitarlo su delle bambole quando può dilettarsi in entrambi i modi. Nonostante la presenza di un bambolo i frequentatori uomini sono superiori alle donne, forse proprio per l’impossibilità che hanno le bambole di muoversi autonomamente. 

 Dalla donna all’oggetto sessuale

Sono già stati registrati casi di clienti di “bambole in silicone” che le maltrattano, le rompono, le distruggono, e non accidentalmente ma perché pensano che pagando ne hanno il diritto. Né più né meno di quello che testimoniano molti clienti della prostituzione di strada. In più va ricordato quanto lo sfruttamento sessuale del corpo femminile sia un’idea tradizionale, storica e “normale”. Che tipo di immaginario sessuale ha un uomo che prova piacere nel fare sesso con un oggetto che rappresenta fedelmente il corpo di una donna? La risposta è molto semplice: un immaginario maschilista.

La nuova frontiera dell’amore

Donne che credono in un tradimento meno grave sapendo i loro partner con una bambola e uomini che possono soddisfare tutte le loro fantasie. Nonostante i dibattiti etici celati dietro la Lumidolls non vi si può impedire la frequenza. Quello che si promette è un’esperienza diversa dal solito, consumata in ambienti lussuosi ed esattamente come il cliente la desidera. Si tratta di scegliere la/il partner secondo i propri gusti senza che questo possa dissentire o approvare. Molti sono i casi in cui all’interno della monotonia di coppia una visita al Lumidolls ha riacceso la fiamma, ma si può davvero viverla come un’esperienza reale? La risposta rimane un mistero se non per i consumatori. Bisogna ricordare che le bambole in silicone sono nate come toys e non con la pretesa di sostituire una vera relazione amorosa, che ricordiamo è molto diversa dal solo atto sessuale.

Francesca Morelli

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