Tra i termini per indicare l’amico, nella lingua latina, si trovavano “familiaris” e “necessarius”. L’amicizia era uno dei valori più alti nel mondo romano e in quello greco, e lo testimoniano i trattati di Aristotele e di Cicerone e le diverse citazioni di altri autori che sono ancora impresse in un collettivo patrimonio di valori. Amicizia è protezione, condivisione, empatia e sintonia. Un amico può alleviare la solitudine e aiutare a fronteggiare le difficoltà. Un amico sopporta e, soprattutto, supporta. Il rapporto di amicizia cambia nel corso della crescita e della formazione individuale di ognuno: sono di solito i più giovani ad amare l’idea della comitiva, con cui vivere esperienze indimenticabili o serate in allegria e a cui rivolgersi per dubbi o per difficoltà personali. Sono rari i momenti di spensieratezza che in genere possono concedersi gli adulti, alle prese con il lavoro e con la famiglia, e questo porta spesso a trascurare il pensiero dei piacevoli momenti con gli amici. L’idea della compagnia di un amico ritorna forse tra gli anziani, con lo scopo di vincere la solitudine e, spesso, la malinconia.

Ci vogliono buoni compagni di viaggio

In un’epoca di contraddizioni e di forte materialismo, l’amicizia e la bellezza di non essere da soli possono essere riscoperti nella possibilità di avere più di uno sguardo sulla realtà. Diverse sono le prospettive da cui guardare ogni cosa, così come diverso può essere il modo di affrontare ogni situazione. Il confronto con un’altra persona può fornire le circostanze per un approccio migliore verso il mondo: è questo che emerge dal singolo di Ligabue, “Luci d’America”. Il brano è stato il primo singolo dell’album “START”, disponibile dall’8 marzo e che segna il grande ritorno dell’artista nello scenario musicale italiano. Nel testo della canzone vengono citate America e Africa, la prima con le sue luci, la seconda con le sue stelle. Opposte, analogamente ai diversi sguardi sulla realtà. “Vieni qui e guarda fuori, fammi un po’ vedere come tu la vedi. Io vedo fumo sulle macerie, tu guardi nello stesso punto e sorridi…”. Il videoclip, girato in California, evidenzia la diversità dei punti di vista mostrando diverse prospettive. “Prestami i tuoi occhi ancora, che io guardo un dito, mentre tu la luna”: per un migliore sguardo sul mondo è quasi necessario un confronto con qualcuno. Nel lungo e a volte complesso percorso della vita è bene avere le persone giuste vicino: “E serve pane e fortuna, e serve vino e coraggio.. soprattutto ci vogliono buoni compagni di viaggio”. Uno scenario a volte bellissimo e a volte desolato lascia emergere la contraddittorietà degli uomini e, soprattutto, la differenza tra realtà e apparenza. I protagonisti sembrano vedere un mondo diametralmente opposto a quello che hanno davanti. Quello che cercano è un modo per fuggire “fuori dagli schermi, dalle mie prigioni”, e per guardare una realtà senza limiti, abbattendo ogni confine. Con pane, fortuna, vino, coraggio e con la giusta compagnia si è pronti a riscoprire la realtà, con la consapevolezza acquisita che “di certi miracoli uno può accorgersi solo da sveglio.”

L’amicizia per Dante

L’idea di affidarsi a un amico per un consiglio o di chiedere il suo punto di vista su un dato argomento è meno recente di quanto si possa pensare. Nei primi capitoli della Vita Nova di Dante si parla di un sogno che turba l’autore al punto che decide di raccontarlo, in un sonetto, per chiedere un parere a “tutti li fedeli d’Amore”, tra cui il celebre poeta Guido Cavalcanti, da lui stesso descritto come il “primo de li miei amici”. Quello che Dante chiede ai destinatari del componimento è che “rescrivan suo parvente”, che esprimano cioè il proprio parere sulla spaventosa immagine da lui sognata: Amore che, tenendo in braccio Beatrice, dava lei in pasto il cuore del poeta. Si aspetta delle chiavi interpretative, delle diverse prospettive per comprendere al meglio la sua visione. Riceve le risposte che cercava, tra cui la più celebre è il sonetto di Cavalcanti “Vedeste, al mio parere, onne valore.” Sembra essere ben chiaro, nel pensiero di Dante, il concetto di amicizia. In un altro sonetto, risalente all’epoca giovanile e presente nella raccolta delle Rime, esprime la volontà di isolarsi con gli amici per vivere una realtà diversa, surreale, in compagnia delle donne amate: “Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io fossimo presi per incantamento e messi in un vasel, ch’ad ogni vento per mare andasse al voler vostro e mio[…]”.

La fuga dalla realtà o uno sguardo diverso per osservare la stessa: ecco cosa rappresenta un buon amico, o per meglio dire un buon compagno di viaggio, nel percorso della nostra vita.

Chiara Maria Abate

CONDIVIDI
Articolo precedente#skinisthenewcanvas: tabù, sensualità ed erotismi delle Ipazia del ventunesimo secolo
Prossimo articoloRitratto di un sognatore: Ted Mosby di HIMYM incontra Fedor Dostoevskij

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.