da ©EPFL

Il progetto e la struttura

Studiata dagli scienziati dell’École polytechnique fédérale de Lausanne (EPFL), la base di ricerca verrà costruita nel Polo Nord marziano in cui sono presenti polveri e strati di ghiaccio accumulati nel corso di migliaia di anni. E dove, sarebbe più probabile trovare tracce se mai ci fosse stata, di una vita passata. La base si compone fondamentalmente di tre moduli: un nucleo centrale, tre capsule e una cupola protettiva. Il nucleo di 12,5 metri di altezza e 5 metri di diametro sarà lo spazio in cui il team risiederà e dove sarà presente tutto lo stretto necessario per vivere. Le tre capsule fungeranno da camere di equilibrio mentre la grossa cupola, costituita da fibra di polietilene e ricoperta da uno strato di ghiaccio spesso tre metri, servirà per proteggere l’intera base dalle radiazioni e dai micrometeoriti fungendo da igloo. Oltre che contribuire a mantere costante la pressione.

È stato inoltre progettato dai ricercatori del Politecnico di Losanna un sistema di gru che, orbitando su Marte, sarà in grado attraverso un veicolo di trasportare attrezzature e risorse provenienti dalla Terra (quindi dai vari Space Shuttles) e di scaricarle sulla superficie del Pianeta Rosso. Lo si potrà riutilizzare molteplici volte e sarà alimentato da carburante prodotto proprio sul pianeta.

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La strategia

Gli scienziati prevedono l’invio di un equipaggio di sei persone e lo svolgimento della missione sarà interamente durante l’estate marziana. Quest’ultima ha infatti la durata di 288 giorni (un anno marziano sono 687 giorni terrestri) dove sarà presente luce continua. Verrà svolta in due fasi: nella prima saranno protagonisti i robot che andranno a testare le risorse presenti e a costruire la base in cui poi verrà introdotto l’equipaggio, il quale verrà inviato nella seconda fase. L’utilizzo dei robot per costruire la base minimizzerà il peso dei materiali da portare sul pianeta facilitando il trasporto.

Si prevede una permanenza di circa nove mesi e se possibile anche di più, ma per riuscirci è fondamentale sfruttare al massimo le risorse che Marte offrirà. Dal ghiaccio sarà infatti possibile ricavare acqua: dunque teoricamente anche ossigeno e azoto. Dall’aria sarà invece possibile ricavare ulteriori sostanze chimiche tra cui sopratutto CO2. Mentre dal suolo si ricaveranno silicio, ferro, zolfo e alluminio. Col tempo, la base diventerebbe potenzialmente autosufficiente riuscendo a produrre anche mattoni o plastica ma, almeno per l’inizio, sarà necessario reperire le risorse e il cibo (alimenti liofilizzati) dalla Terra.

William Mongioj