Coloro che se ne intendono di cucina sanno benissimo che, per gustare al meglio una pietanza, bisogna prima “assaggiarla con gli occhi”. È proprio alla base di questo concetto che, per abbellire le diverse pietanze, un gran numero di industrie alimentari fa largo uso dei coloranti. Il fatto che questi risultino nocivi per la salute è noto da tempo. Tuttavia, in pochi conoscono i procedimenti atti alla loro produzione. Sapevate, ad esempio, che il rosso si ottiene macinando l’esoscheletro di alcuni insetti? Ecco dunque i segreti più sconvolgenti riguardo alcuni dei coloranti alimentari più nocivi in commercio.

Cocciniglia, dall’esoscheletro di un insetto alle caramelle

Il colorante denominato “Cocciniglia” (il rosso, per intenderci) come già detto si ricava dalla triturazione dell’esoscheletro degli omonimi insetti. Per chi non lo sapesse, la cocciniglia è uno dei parassiti più invadenti del mondo vegetale. Quando si sente minacciata è in grado di secernere una sostanza purpurea che, induritasi, fornisce all’animale uno scudo contro eventuali predatori. Per estrarre un chilogrammo della tonalità occorre macinare l’esoscheletro di ben 80/100 mila esemplari femmine. Una volta ottenuta la “polvere”, questa viene trattata con acqua distillata calda al fine di estrarre l’acido carmico. Il colorante ottenuto è identificato dalla sigla E 120 e viene utilizzato frequentemente nell’industria dolciaria.

Giallo tramonto

Chiamato anche “Giallo Arancio S”, per gli amici “Sunset Yellow” e identificato dal codice E 110 è uno dei coloranti alimentari più pericolosi in commercio. La sua produzione ha come materia prima alcuni idrocarburi aromatici del petrolio ed è presente nel marzapane, nei succhi d’arancia, nel caramello, nelle patatine, nei gelati, nelle zuppe pronte, … A rendere il Sunset yellow così pericoloso è il fatto che parte della sua produzione consiste nella solfonazione de Sudan I, un potenziale agente cancerogeno. Il Giallo arancio S può inoltre provocare allergie, vomito, eruzioni cutanee e, soprattutto nei bambini, iperattività, disturbi dell’attenzione e insonnia.

Il disturbo alimentare di Big Mom

Per chi non lo sapesse Big Mom (soprannome di Charlotte Linlin) è uno dei quattro imperatori del manga di One Piece, nonché sovrana di Totto Land, un arcipelago in cui tutto è fatto di dolci. Sin da bambina Charlotte mostrava chiari disturbi alimentari dovuti all’astinenza da cibo che, uniti alla sua smisurata forza, causavano problemi a tutti coloro che cercassero di fermarla. La bambina, infatti, in preda alla fame e alla voglia di un particolare tipo di alimento, perdeva il controllo diventando iperattiva e violenta. Probabilmente ciò è la conseguenza di una scorretta alimentazione sia da parte di Charlotte, durante i primi anni di età, che di sua madre durante la gravidanza. Eiichiro Oda, autore del manga, tuttavia, non ha mai approfondito questo argomento. Ciò non toglie, però, che le cause dei disturbi alimentari di Big Mom potrebbero tranquillamente essere ricondotte (oltre che a motivi psicologici) all’assunzione di coloranti alimentari e di altre sostanze dannose per l’organismo.

Il Carbone vegetale tra i dolci della calza della Befana

Ebbene sì, anche il carbone è utilizzato dalle industrie alimentari come colorante, in particolare per la tonalità E 153 (il nero del carboncino dolce, quello tipico del 6 Gennaio). Per ottenere la sostanza è necessario carbonizzare alcune sostanze vegetali quali legno, residui di cellulosa, torba e gusci di noci di cocco, nocciole, … Il colorante ottenuto risulta dunque essere composto quasi interamente da carbone finemente suddiviso e può inoltre contenere piccole quantità di prodotti azotati, idrogenati e ossigenati. Per tanto, è facile intuire che la sostanza, se ingerita in quantità eccessive, è cancerogena a causa della presenza di idrocarburi quali il benzo[a]pirene.

Il colorante E 150 è uno dei più pericolosi

È uno dei coloranti alimentari più comuni e ne esistono ben quattro varietà differenti identificate dalle lettere a, b, c e d. Di questi, l’E 150 d e l’E150 c sono realizzati su base ammoniacale e, le reazioni chimiche atte alla loro produzione generano piccole quantità di 4-metilimidazolo, un agente potenzialmente cancerogeno. La tonalità cromatica del colorante è simile al caramello, per tanto, la sostanza è utilizzata nelle caramelle, nelle bevande, nell’aceto balsamico, nelle zuppe e anche nella CocaCola.

Azorubina

La tonalità che caratterizza il colorante E 122 è il tipico colore rosso con delle sfumature bluastre. È bene specificare sin dall’inizio che l’Azorubina non è un colorante potenzialmente cancerogeno. Per questo motivo l’industria alimentare ne fa largo uso per la produzione di caramelle, gomme da masticare, gelati e anche per dare un tocco di colore al famoso “gingerino”. Tuttavia, anche l’Azorubina ha i suoi aspetti negativi: essendo un liberatore di istamina risulta pericoloso per i soggetti intolleranti all’acido acetilsalicilico (l’aspirina). Il colorante viene inoltre utilizzato come eccipiente, cioè come sostanza liquida o solida, farmacologicamente inattiva, nella quale si scioglie o si incorpora un medicamento per meglio somministrarlo.

Perché il governo non ne ha ancora proibito l’uso?

L’elenco dei coloranti pericolosi per il nostro organismo non si limita solo a quelli menzionati precedentemente. Ma perché il ministero della salute non ha ancora preso provvedimenti? La risposta sta nel fatto che, sebbene tali sostanze sembrino pericolose, non si ha ancora la certezza su come possano realmente favorire l’insorgere di tumori e di altre patologie gravi. Per questo motivo è stata fissata una quantità limite da assumere basata sulla massa corporea di un individuo. Tuttavia, ciò non risolve il problema in quanto i bambini, di statura inferiore nonché amanti di dolci e bevande gasate, sono molto più a rischio rispetto agli adulti. Sfortunatamente, per ora, l’unica soluzione sembra quella di leggere le etichette dei prodotti che acquistiamo ed evitare di comprare quelli contenenti sostanze nocive.

Andrea Grillo

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