Forse a non tutti è chiaro quanto la psicologia sia importante nel mondo del marketing. Nel marketing è infatti fondamentale capire cosa motiva le persone ad acquistare un certo prodotto e riuscire a prevedere i comportamenti. Negli ultimi dieci anni è cambiato molto il modo di affermarsi dei brand. Se un tempo si puntava sull’ outbound, oggi si punta tutto sull’ inbound marketing, ovvero sull’ essere trovati dai potenziali clienti e guadagnarsi la loro attenzione (anzichè comprarla) creando contenuti di qualità. Il coinvolgimento delle persone è importante perchè vanno attratte e allo stesso tempo, come ultima fase, fidelizzate. Ma quali sono le strategie psicologiche che consentono a un’azienda di applicare un buon digital marketing?

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4 principi psicologici usati nel marketing

  • Reciprocità Se si è gentili col prossimo, questo ricambierà. Sempre più brand offrono dei servizi gratuiti come opuscoli, ebook o brevi video corso sperando che l’utente venga predisposto in seguito a comprare un loro prodotto. E’ lo stesso principio di quando un amico ci fa un favore e ci viene voglia di restituirglielo.
  • Social Proof Tendiamo a scegliere qualcosa quando è stata già testata da altre persone. Per questo motivo le recensioni sono uno strumento utilissimo ai brand che devono cercare di renderle positive. Quando un prodotto è stato acquistato da tante persone ci dà l’illusione di essere migliore di un altro con poche o nessuna recensione.
  • Scarsità Se ci viene fatto credere che un prodotto è limitato siamo più spinti ad acquistarlo. Alcuni siti web come booking.com ci mostrano in tempo reale quanti utenti stanno guardando lo stesso annuncio e fanno apparire sullo schermo la scritta “Affrettatevi! La disponibilità presso questo hotel sta per esaurirsi!”. Per paura di perdere l’occasione, ci assale l’impulso di prenotare.
  • Il paradosso della scelta Quanta più scelta abbiamo, tanto più siamo in crisi a decidere. Ecco perchè avere troppa scelta non è sempre la soluzione migliore. Per evitare di scoraggiare l’acquisto è importante fornire un numero limitato di opzioni.

Ma come elaboriamo i loghi dei brand?

Il logo di un brand rappresenta il “volto” del marchio e lo elaboriamo in maniera simile alla faccia di un amico. Forse è un po’ inquietante, ma anche estremamente interessante. Il logo deve essere sempre ben riconoscibile per essere ricordato più facilmente.

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Immagine presa da Larolagosta

Ecco in che modo elaboriamo i loghi dei brand:

  • Colore e forma

    Il nostro cervello è attratto intensamente dai colori e in seguito dalla forma. Inizialmente li identifica separatamente per poi riconoscerli simultaneamente come un insieme; a questo punto crea una corrispondenza tra l’immagine visualizzata e quella già presente nella memoria. L’immagine viene poi collegata ad elementi semantici come il nome del marchio e successivamente a quei bisogni che possono essere ricondotti al brand. Questo processo di elaborazione dura solo 400 millisecondi! Incredibile, vero?

  • Familiarità con il brand

    Siamo portati ad associare sensazioni positive a stimoli che già conosciamo o di cui abbiamo già fatto esperienza. Si tratta di una distorsione cognitiva del nostro cervello che ci fa credere che ciò che siamo abituati a vedere sia preferibile rispetto a ciò che è nuovo e poco conosciuto. Per questo motivo la pubblicità di un brand è molto importante perchè più sentiamo parlare di un marchio, più siamo predisposti a fidarci di esso.

  • Brand Personality 

    Il brand non rappresenta soltanto un prodotto, ma anche un modo di essere. Sono stati fatti degli studi che dimostrano che di fronte a un brand che conosciamo attiviamo aree del cervello associate alla memoria e al significato, prova del fatto che associamo un brand ad aspetti della nostra identità personale. Un esempio sono quelle persone a cui sentiamo dire ” Io sono il tipo che usa solo prodotti Apple ” oppure ” Io utilizzo esclusivamente obiettivi Nikon “. Tendiamo quindi a preferire i brand che rispecchiano l’immagine che abbiamo di noi stessi (self identity) o quella che vorremmo comunicare agli altri (social identity). E’ abbastanza comune che quando acquistiamo un prodotto non lo scegliamo soltanto per le sue caratteristiche funzionali, ma anche secondo una dimensione simbolica, ovvero per quello che la marca rappresenta. Graeme Newell, esperto di Emotional Marketing in un’intervista ha affermato che:

“Non compriamo semplicemente prodotti, compriamo delle cose che ci fanno sentire persone migliori”

Come agisce la psicologia del colore nel marketing

Quasi il 50% del cervello umano è coinvolto nel processo di elaborazione visiva, dunque non è difficile immaginare quanto il colore possa influire sulle nostre menti. Il colore influenza principalmente i nostri stati d’animo, ma non solo, ci dà un’immagine rappresentativa delle caratteristiche del brand. Perciò i brand conoscono molto bene i principi psicologici a cui rispondiamo e li sfruttano per fare brand identity. La brand identity o identità di marca è un concetto del marketing, che prevede che l’identità di un’azienda sia solida e chiara affinché il consumatore possa riconoscerla facilmente ed associarla all’immagine che il brand vuole dare. Lo scopo del brand è quindi trovare un colore che rappresenti la sua più vera identità per poter trasmettere chiaramente alle persone quali sono le sue caratteristiche e i suoi “valori”. Se per esempio penso alla Coca-Cola mi viene a mente il valore della felicità e della compagnia, immagine che si ripete in moltissimi dei suoi spot pubblicitari. Secondo Jennifer Aaker, psicologa e professoressa di Marketing, la personalità di un brand è racchiusa in cinque dimensioni: sincerità, eccitazione, competenza, sofisticatezza e durezza. Un brand deve potersi identificare in una di queste macrocategorie, riassunte in questo schema.

Il significato dei colori nel marketing

Ogni colore ci dà una percezione diversa e per questa ragione ognuno è adatto a un certo tipo di contenuto. E’ difficile trovare un sito che parla di salute di colore rosso perchè tendenzialmente preferiamo associare a questo tema i colori blu o verde che suscitano maggiore fiducia. In questa immagine sono ben riassunti tutti i significati dei colori.

Più l’identità del brand viene definita, più le persone possono instaurare un legame di fiducia con il marchio. Spesso il colore di un logo condiziona anche il tipo di target, ne è un esempio il viola che attrae più facilmente le donne che gli uomini. La psicologia esplora una vasta porzione delle nostre vite e questo non è che un accenno a uno dei campi che più ne fa utilizzo: il marketing. E’ importante essere consapevoli di come le pubblicità comunicano con noi e di come noi possiamo comunicare in maniera migliore con gli altri. Il marketing, unito alla psicologica, ci dà la possibilità di esprimere al meglio i nostri valori e di mettere in risalto i nostri punti di forza.

Virginia Famà

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Virginia Famà
Con (da sempre) la psicologia nel DNA, una spropositata curiosità per la mente umana e interesse nel benessere mentale.

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