In natura da sempre esistono le prede e i predatori. Ciò riguarda animali di tutti i tipi e di tutte le dimensioni, dai cetacei agli insetti più piccoli. Tutto questo però non è rimasto uguale nel tempo. L’evoluzione infatti è entrata in gioco permettendo alle prede e ai predatori di sviluppare adattamenti sempre più efficienti. Si parla quindi di corsa agli armamenti evolutiva poiché è una continua sfida tra due specie in competizione tra loro. Queste dinamiche, a ben pensarci, si possono vedere nel classico Disney La spada nella roccia, e più precisamente durante il duello di magia tra Merlino e Maga Magò.

La colorazione della salamandra fa da avvertimento per i predatori

Cos’è la corsa agli armamenti?

La corsa agli armamenti in biologia è una forma di coevoluzione, quindi gli adattamenti di una specie si sono evoluti in base agli adattamenti di un’altra. Questa dinamica può essere di due tipi: simmetrica asimmetrica. Si parla di corsa agli armamenti simmetrica quando due o più organismi competono per lo stesso obiettivo, come le piante in una foresta che diventano sempre più alte per ottenere più luce solare. La corsa agli armamenti invece è asimmetrica quando gli obiettivi per cui si compere sono diversi, come accade tra preda e predatore o tra parassita e ospite. Ad ogni modo, di qualunque tipo essa sia, questa corsa non va avanti all’infinito: ci sono infatti dei limiti fisiologici o climatici oltre i quali gli organismi non possono andare.

Lo scheletro cartilagineo degli squali è frutto di una corsa agli armamenti

Alcuni esempi concreti

Gli squali hanno sviluppato uno scheletro cartilagineo per via delle loro dimensioni talvolta ragguardevoli e per avere una maggiore efficienza predatoria. Uno scheletro osseo infatti non sarebbe funzionale in tal senso e li renderebbe troppo lenti. A ciò si aggiunge una forma idrodinamica che permette di raggiungere velocità sostenute. Il grande squalo bianco, per esempio, può toccare i 56 km/h. Spostandoci sulla terraferma invece si può parlare del ghepardo. Le sue prede sono generalmente molto veloci, quindi col tempo ha sviluppato sia una colorazione mimetica per non farsi vedere sia una struttura fisica particolare. Il ghepardo infatti, essendo molto snello e aerodinamico, può superare i 90 km/h. Ciò però ha un prezzo: non è possibile sostenere una velocità simile troppo a lungo, complice anche il clima molto caldo della savana. I ghepardi quindi devono affidarsi a degli scatti brevi per catturare le prede.

Durante il duello Maga Magò si è trasformata spesso nel predatore (fonte: MovieForKids)

Un esempio animato: La spada nella roccia

Un esempio particolare e divertente di corsa agli armamenti si ha nel classico Disney La spada nella roccia, che ha visto la luce nel 1963. Durante il film ad un certo punto Merlino e la sua rivale Maga Magò si affrontano in un duello di magia durante il quale si trasformano in diversi animali, come decretato all’inizio della contesa. Nelle battute iniziali Maga Magò si trasforma in un coccodrillo, quindi Merlino diventa prima una testuggine e poi una lepre. In questo modo si delinea il canovaccio della sfida: Magò spesso è il predatore, mentre Merlino si ritrova ad essere la preda. Quest’ultimo perciò deve ingegnarsi per avere la meglio sulla rivale, e alla fine riesce a vincere con un abile stratagemma.

Così come Merlino, anche in natura le prede devono sfuggire a predatori difficili da affrontare (fonte: Kitchen Decor)

Analogie tra il duello di magia e la natura

Il duello di magia e la corsa agli armamenti si assomigliano sotto diversi punti di vista. L’analogia più evidente è l’adattamento. Merlino infatti si trasforma in un animale adatto al suo scopo: diventa ad esempio una lepre se deve scappare, oppure un tricheco per spiaccicare la rivale. Le trasformazioni di Merlino si basano pertanto su quelle di Maga Magò, ed è ciò che accade in natura: se un predatore esercita una certa pressione, le prede si regolano di conseguenza. Un altro punto in comune è l’esito. Merlino si trasforma in un germe con cui fa ammalare la sua rivale, vincendo così il duello. La corsa agli armamenti quindi si ferma come in natura: si raggiunge un limite fisiologico oltre il quale non è possibile andare. Inoltre, come ha dimostrato Merlino, anche in natura l’ingegno può prevalere sulla forza.

Matteo Trombi

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