“Troveremo una cura per il cancro”. questa è una delle frasi che, molto probabilmente, almeno una volta nella vita abbiamo sentito o abbiamo detto, seppur certe volte con tono ironico per vantarci. Con gli studi recenti, questa affermazione sembra non parlare più di qualcosa che avverrà in un futuro remoto, ma quanto mai più vicino. Secondo i risultati ottenuti da un gruppo di ricercatori, sotto la guida di Mathew Garnett, la risposta per sconfiggere il cancro risiederebbe nel CRISPR.

Cosa è il CRISPR?

Il CRISPR (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats) è il nome attribuito a una famiglia di segmenti di DNA contenenti brevi sequenze ripetute. Queste brevi ripetizioni sono sfruttate dal batterio per riconoscere e distruggere il genoma proveniente da virus simili a quelli che hanno originato le CRISPR: costituiscono dunque una forma di immunità acquisita dei procarioti

La topografia del Cancro

Con le tecniche di editing sono stati fatti passi da gigante nella ricerca oncologica, stilando così, una lista di 600 geni candidati ad essere possibili vie per debellare il cancro. L’impresa, che prende il nome Cancer Dependency Map, può essere pensata come una metafora bellica, in cui si cerca di scandagliare una terra inesplorata, scoprendo così la topografia del cancro.

Data Center, Wellcome Sanger Institute

 

Il gruppo, composto dall’irlandese Fiona Behan e dagli italiani Francesco Iorio, Gabriele Picco, ha portato avanti per 4 anni il lavoro di screening con CRISPR, in modo tale da disattivare determinate sequenze genomiche. Questa tecnica viene definita Knock-out, e può essere annoverata fra i metodi investigativi in campo biologico più utili degli ultimi tempi.

Il data center del Wellcome Sanger Institute, usato per la realizzazione della prima mappa del cancro su scala genomica

 

Knock-out dei geni

Con il CRISPR, i ricercatori hanno disattivato determinati geni in cellule tumorali messe a coltura. Se dopo aver coltivato le cellule tumorali per due settimane, la quantità di una certa guida risulta diminuita, vuol dire che le cellule, che avevano in dotazione il gene disattivato, non sono riuscite a proliferare. Si può dedurre che il gene corrispondente è essenziale per la sopravvivenza del tumore, e che colpirlo potrebbe essere una strategia anti-cancro vincente.

Lande inesplorate

L’esperimento ha individuato numerosi geni funzionali allo sviluppo ed alla crescita di cellule tumorali, purtroppo molti di questi, si sono rivelati necessari per la vita di cellule sane, rendendole bersagli non ingaggiabili.

 

Nonostante le problematiche rilevate durante la sperimentazione, la topografia del cancro verrà perfezionata in modo tale da trovare un nuovo gene efficace, e quindi una nuova strada da seguire nel campo oncologico

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