I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) si presentano generalmente come un anomalo rapporto con il cibo, provocando un’eccessiva attenzione alla forma fisica, fino a raggiungere complicanze fisiche notevoli. Sia nelle donne che negli uomini, le forme più frequenti di DCA sono l’anoressia (che può diventare nervosa) e la bulimia. Approfondiremo ora la presenza di tali patologie nel mondo maschile e le sue differenze con il corso patologico delle donne. Successivamente, ci focalizzeremo sull’Anoressia Nervosa maschile.

DCA maschili vs femminili

È vero ed appurato il fatto che l’incidenza maschile di DCA sia minore rispetto a quella nel mondo femminile. Prima tra tutte le differenze di genere sta nella pressione sociale. Le donne, infatti, sono continuamente messe a confronto, volontariamente o meno, con un modello standard: magra e formosa. In questo modo è inevitabile una pressione che vada a colpire dal punto di vista alimentare, fin anche ad un controllo chirurgico, il proprio corpo. Per gli uomini, invece, è diverso. Quello che è loro richiesto è la prestanza fisica, misurata in termini di massa muscolare. Queste differenti richieste sociali portano anche ad un diverso controllo che si cerca di esercitare nei confronti del proprio corpo. Inoltre, è interessante notare che durante la pubertà nelle ragazze si riscontra aumento di adipe. Questo è un fattore preoccupante per via del danno all’immagine sociale che tale aumento può causare, generando preoccupazione che può sfociare in DCA. Nei ragazzi, al contrario, la pubertà comporta un’aumento di massa muscolare, il che è in linea con il modello sociale proposto. A rigor di logica, quindi, la pubertà non dovrebbe essere, per i maschi, causa dell’insorgenza di DCA. Diversi studi hanno però riscontrato disturbi alimentari in ragazzi puberi piuttosto che prepuberi.

“L’anoressia nervosa maschile. Una review.”

L’Anoressia Nervosa (AN) si definisce come “il rifiuto di mantenere il peso corporeo almeno all’85% dei range di normalità, la presenza di un’alterazione dell’immagine corporea, la paura psicopatologica di aumentare il peso,…” (DSM IV-TR). Una prima difficoltà riguardo l’AN nei maschi sta nei criteri diagnostici. Uno di questi, infatti, riguarda la presenza di “… amenorrea secondaria per un periodo di almeno tre mesi,…”. Non è riferita una corrispettiva alterazione ormonale nei maschi. Per l’esposizione di questo DCA in particolare ci si riferisce ad uno studio del 2005 del Dr. Donato Munno e colleghi.

Fattori psicopatologici, sessualità ed identità sessuale

Il maschio anoressico ha caratteristiche simili alla donna. Un tema particolarmente presente è l’esibizione del cibo, con cui si ha un rapporto conflittuale. In particolare, viene messo in mostra la capacità di non mangiarlo. Secondo alcuni studi, nei maschi questa esibizione può portare a perversioni sessuali, mostrando il proprio corpo emaciato come se fosse una zona erogena diffusa. Nonostante questo, è stato osservato come, rispetto alle donne anoressiche, gli uomini rifiutino maggiormente l’attività sessuale, con una generale riduzione della libido. Anche l’orientamento sessuale del maschio anoressico sembra influire su quali siano le manifestazioni di AN. Si riscontra da parte degli omosessuali “…una maggiore attenzione rivolta al peso ed un maggior numero di […] diete…“. Questa pressione sull’aspetto fisico, in particolare sulla magrezza, è giustificabile se si tiene conto dell’assunzione dei ruoli e comportamenti più femminili, rispetto agli eterosessuali. In breve, gli omosessuali manifestano atteggiamenti simili alle donne per il fatto che sono soggetti entrambi allo sguardo maschile.

Caratteristiche cliniche, decorso e mortalità

Generalmente i maschi sembrano più interessati all’acquisizione di un fisico muscoloso e mascolino come diffuso dei mezzi mediatici…“. Non vengono quindi usate condotte eliminatorie, notoriamente dannose per la salute, tra le quali il vomito autoindotto. Nonostante questo, nel caso in cui ne venga fatto uso, i maschi mostrano una minor vergogna. Diversi studi hanno tuttavia mostrato come i maschi abbiano una guarigione più veloce, nonostante nessun paziente della ricerca raggiungesse il peso ideale. Per quanto riguarda il rischio di mortalità, il più alto tasso di morte per questo tipo di DCA è dovuto al suicidio. In generale, inoltre, maggiore è il rischio di mortalità nelle donne.

Strategie di trattamento

La terapia di trattamento per l’AN è multidisciplinare. Si consigliano, infatti, interventi psicoterapeutici strutturati, dietetici e medico-chirurgici, farmaco-terapici. In particolare, la farmacoterapia si avvale, sia per le donne che per gli uomini, di antidepressivi serotoninergici.

Giuseppe Maria Pascoletti

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Giuseppe Maria Pascoletti
Studio Filosofia e Psicologia all'Università degli Studi di Perugia.