Amicizia al di sopra dei ricordi

Dory, la pesciolina chirurgo, confessa al suo amico Marlin di soffrire di perdite di memoria a breve termine, una particolare forma di amnesia. La prima reazione del pesce pagliaccio è una faccia stupita: non capisce se la sua nuova amica stia scherzando oppure no. Come è possibile convivere tanti anni con un disturbo che mira al rapporto con gli altri? È proprio ciò che la Pixar vuole farci vedere. Dory fatica a mantenere dei legami stabili perché nessuno capisce il suo disagio psicologico, ma non è impossibile trovare delle persone speciali, come Marlin, disposte a condividere parte della loro avventura con loro.

Un disturbo della memoria da classificare

L’amnesia rappresenta una della categorie dei disturbi neurologici e psicologici più inquietanti perché non ci permette di conservare i ricordiUn modo per classificare le amnesie sul piano di fenomeni e sintomi è quello di considerare la pervasività o settorialità del danno. Una distinzione fondamentale è quella fra amnesia anterograda e retrograda che considerano il danno psicologico o l’incidente avvenuto come una sorta di spartiacque. Le amnesie anterograde sono quelle che non comportano una perdita di memoria di ricordi passati, ma solo della capacità di immagazzinare nuove informazioni a lungo termine. Le amnesie retrograde riguardano invece l’incapacità di ricordare gli eventi precedenti la causa dell’amnesia stessa, ma non gli eventi futuri. Dory non ricorda le azioni che ha appena concluso, quindi i suoi ricordi si perdono nel passaggio dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine.

Come funziona la memoria a breve termine?

La memoria a breve termine è una memoria di lavoro che ha due compiti fondamentali. Si occupa di trattenere le informazioni per il tempo necessario (di solito 15-20 secondi) affinché passino nella memoria a lungo termine e di richiamare da quest’ultima le informazioni quando ne abbiamo bisogno. Analizziamo un’altra parte del film: alla fine la pesciolina Dory prega il suo amico Marlin di non abbandonarla e non lasciarla sola perché insieme a lui, nonostante la sua amnesia cronica, riesce a ricordare le cose e quindi a recuperare un senso di identità. Può davvero un altro essere vivente aiutare a ricordare? Vari studi hanno dimostrato che l’utilizzo di un cue, o indizio, riesce a creare collegamenti e ponti tra gli archivi della memoria. Assistiamo a questo fenomeno quando ripercorriamo delle azioni già compiute per ricordare qualcosa. Anche le persone possono rappresentare degli indizi e per Dory, è Marlin a ricordarle lo scopo che sta inseguendo.

La disabilità nella Pixar non si ferma nel 2003

La disabilità affrontata riceve talmente tanto successo che nel 2016 si merita un nuovo cartone tutto dedicato: con “alla ricerca di Dory”. Così si apre e si chiude una finestra su un mondo di miglioramenti, su ricordi del passato della pesciolina e su come fosse difficile per lei anche solo giocare a nascondino. Vediamo affiorare nella mente della protagonista brevi flashback che la porteranno a cercare la sua famiglia che ha sempre cercato di proteggerla dal mondo. Flashback su un passato che riesce finalmente a ricordare quando per la maggior parte di noi è la parte che più facilmente dimentichiamo. Dory “si perde” in questa avventura cercando qualcosa che ha perduto. Così facendo ci ricorda che oggi per ritrovare qualcosa è necessario misurarsi con quello che il tempo ci porta a dimenticare, arrivando a dirci che solo se abbiamo il coraggio di “perderci” continuamente, abbiamo poi anche la possibilità di ritrovare noi stessi.

Francesca Morelli

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