Dopo il successo planetario della Ice bucket challenge – che per mesi ha visto giovani di ogni età sfidarsi a suon di secchiate di acqua ghiacciata in testa, inizialmente come metodo di sensibilizzazione verso la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) ma ben presto per mera moda e omologazione – la voragine del web ha inaugurato una nuova prova, questa volta ben più pericolosa. Si tratta della cosiddetta Fire challenge: prova di “coraggio” che consiste nel cospargersi di liquido infiammabile per poi darsi fuoco di fronte all’occhio inclemente della fotocamera.

Fire challenge
Fire challenge, credit: ilgiornale.it

Le sfide del web: dallo scherzo alla tragedia

Sta combattendo tra la vita e la morte la dodicenne statunitense Timiyah Landers, ricoverata in ospedale ricoperta di ustioni dopo aver tentato la Fire Challenge nella sua abitazione a Detroit, in Michigan. Venerdì scorso, insieme a due amici, la ragazzina avrebbe infatti approfittato dell’assenza momentanea della madre, Brandi Owens, per cimentarsi nell’ultima folle mania di internet. Prima una “forte esplosione” e pochi minuti dopo la figura della piccola Timiyah inghiottita dalle fiamme, mentre correva urlando per il corridoio: così descrive la scena la madre, raccontando di come – con l’aiuto del patrigno – l’abbia immediatamente immersa nella vasca da bagno, strappandole i vestiti di dosso e tentando di spegnere con il getto d’acqua il fuoco che le divampava sulla pelle. “L’ho vista correre dimenandosi, completamente a fuoco, dalle ginocchia ai capelli” ha commentato Brandi Owens di fronte ai microfoni del notiziario locale Fox2 Detroit.

Fire challenge
Timiyah Landers, credit: The Sun

Le vittime della Fire challenge

Ora Timiyah è ancora in terapia intensiva: respira con il supporto di un respiratore, mentre oltre il 49% del suo corpo presenta terribili ustioni. Dopo il tragico incidente gli amici hanno ammesso di aver visto i video della Fire Challenge su YouTube e di aver deciso di imitarne gli incoscienti autori. L’unica regola a cui dovevano sottostare i protagonisti dei video precedentemente girati tra i social network era la presenza nelle vicinanze di una doccia, una piscina o perlomeno un getto d’acqua fresca in grado di spegnere le fiamme in tempo ed evitare danni irrecuperabili. Ma chiaramente per Timiyah Landers – così come per molti altri giovani attratti da questa pericolosa sfida – non è andata così: sempre in America infatti Tyler – di soli nove anni – ed il fratello maggiore Shaun – di undici – sarebbero rimasti gravemente ustionati dalle fiamme della Fire challenge, tanto che gli stessi genitori dei bambini avrebbero chiesto ai vertici di YouTube di eliminare i video postati, che ritraevano i figli inghiottiti dalle fiamme. Inoltre, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Daily Mail un altro minore – di cui non si conoscono le generalità – sarebbe addirittura morto a causa della sfida. Drammatico episodio estremo che – se questa nuova letale moda non verrà “spenta” fin dalla sua prima scintilla – rischia di ripetersi anche in un futuro non così remoto.

Francesca Amato

 

 

FONTEBurning from her hair to her knees
CONDIVIDI
Articolo precedenteIl valore terapeutico dei videogiochi
Prossimo articoloLa morte di Uri Avnery, l’uomo che credeva nella pace tra Israele e Palestina