“Ciao piccolino, cosa vuoi fare da grande?” “Da grande voglio fare il giornalista“. Senza dubbio una risposta meno tipica rispetto all’astronauta, alla ballerina, o al presidente. Ma comunque un sogno nel cassetto che non è così poco comune avere. E forse, se non parte proprio dalla tenera età, si sviluppa con il tempo, fino a diventare una vera e propria vocazione.

I giornalisti sono i paladini della libertà di parola, i responsabili della diffusione delle notizie e di una corretta e bilanciata informazione. Ma Ben Parker diceva ‘da un grande potere, derivano grandi responsabilità’. E questo è vero non solo per supereroi mascherati, ma anche per chi con una penna in mano descrive il mondo. È proprio per questi poteri che sono spesso presi di mira da chi cerca di incatenare la potenza della stampa ai propri servigi. O che, non riuscendoci, scrive per i giornalisti la sorte che più preferisce.

Questo è il caso di Can Dundar, ex direttore del Cumhuriyet, una delle più storiche testate turche -come una delle più critiche contro il presidente Erdogan. Il 6 maggio 2016, il giornalista era stato attaccato da un uomo che lo accusava di tradimento. Grazie anche alla moglie, riuscì ad evitare le due pallottole, salvandosi la vita. Il suo attentatore è stato condannato a soli dieci mesi di carcere e a 800 euro di penale. Lui, al contrario, è dovuto scappare in esilio in Germania. Tutto ciò, solo per il suo mestiere.

Can Dundar, ex direttore del Cumhuriyet, dopo essere stato condannato per rivelazione di segreti di stato ed essere sopravvissuto ad un tentato assassinio, è fuggito in esilio in Germania

Ma fare giornalismo non è solo pena e pericolo. Fare giornalismo è fare parte di un universo che equivale alla finestra sulla realtà a cui tutto il mondo può affacciarsi. Ma come e quando questa galassia di libertà, censura, parole e pagine ha visto la luce?

 

Il caso inglese 

Se già nell’antica Roma si ritrovano esempi di primissime forme di stampa, ancora non si può parlare di giornalismo vero e proprio. Perché le caratteristiche basilari di questo sono principalmente due: in primo luogo, l’essere su carta stampata (e non avere dunque forma di manoscritto, dettaglio che porta la nascita del giornalismo a posizionarsi posteriormente al 1456, l’anno dell’invenzione della stampa a caratteri mobili); in secondo luogo, l’uscita periodica.

Le matrici con i caratteri in stile gotico che caratterizzano la stampa a caratteri mobili

I primi periodici risalgono al diciassettesimo secolo. Qui troviamo le radici del moderno giornalismo, che si sviluppano principalmente in tre nazioni: Inghilterra, Francia e Olanda.

In Inghilterra nascono gli antenati dei giornali politicamente orientati, quelli di cronaca pura, così come inizia a serpeggiare l’idea della possibilità di un’opinione pubblica. Lo stato si mostra inizialmente molto interessato alla novità della stampa, ma anche molto preoccupato per le possibili implicazioni che essa può avere. Sull’isola si sviluppa quindi, dal 1632 al 1641, una politica di controllo e censura preventiva. Solo per un paio di anni la corona sarà disposta a garantire una sorta di libertà di stampa.

Ed è proprio in questo periodo che nascono i diurnall. Questi sono periodici a cadenza settimanale che trattano temi di politica e notizie parlamentari. La caratteristica più importante dei diurnall è quella che, di fatto, li distacca dalla cronaca propriamente intesa: essi infatti mancano del fattore di oggettività. Il Mercurius Aulicus ed il Mercurius Britanicus sono due dei 200 periodici diffusi nel 1643 che trasmettono idee politiche ben marcate. Grazie anche a loro e al dibattito politico che instaurano, la popolazione inizia inevitabilmente a schierarsi, portando al sorgere dell’opinione pubblica.

La libertà di espressione però, almeno in Inghilterra, ha vita breve. Questo scambio libero di opinione risulta scomodo al governo, che tornerà sui suoi passi fino ad autorizzare nuovamente solo poche testate che sono, come il Mercurius Politicus, in linea con il loro pensiero. Ma i giornalisti del tempo, avidi della loro libertà, trovano una scappatoia a questo clima di censura. Inizia dunque quel giornalismo alternativo finanziato da privati alla base delle odierne testate che si occupano di cronaca pura, di annunci ed avvisi al popolo.

Questo ossessivo controllo dello stato porta dunque, senza saperlo, a far creare due delle basi dell’odierno giornalismo.

 

Il caso francese

Anche in Francia, come in Inghilterra, la monarchia non è disposta ad abbandonare la stampa a se stessa. Nasce così il giornale in livrea, cioè un periodico che va a prefissarsi come organo ufficioso del potere. Controllata da una forte censura preventiva, la Gazette sola si fa portavoce del mondo politico del tempo. ‘Sola’ perché, visto il caos inglese, il governo decide di istituire una forma di monopolio informativo (possibilità di diffusione di una sola testata), che quindi vieta a chiunque altro di stampare copie di carattere politico.

La scappatoia francese al controllo governativo: ‘il giornale dei sapienti’, il punto di partenza per il giornalismo culturale

Ma ancora, come gli Inglesi, gli stampatori (che poi sono anche gli editori e gli stessi giornalisti) francesi trovano una soluzione. Essi capiscono che l’unico modo per assicurarsi la libertà, è quello di diffondere cultura. Iniziano così le pubblicazioni del Journal des Savants (Giornale dei Sapienti), il primo periodico di stampo culturale che prenderà presto forma anche in tutti gli altri stati Europei. Fino ad avere l’importanza che gli si dona ora.

 

Il caso olandese

Situazione ribaltata è invece quella olandese. Qui la stampa si sviluppa totalmente libera dal controllo dello stato. Gli stampatori godono di un’indipendenza ignota al resto d’Europa. E questo, indubbiamente, porta a risultati fondamentali per la storia.

Si creano i Corantos, i primi periodici dell’epoca a cui si ispirano anche i diurnall inglesi. Settimanali di carattere politico che si occupano di casi nazionali ed internazionali. È con questi che nasce l’organizzazione del moderno quotidiano: l’impaginazione delle notizie diventa caratteristica fondamentale, la dote di sintesi necessaria. Si trattano le notizie rispettando una sorta di gerarchia, mettendo quelle internazionali in primo piano. La necessità di crearsi un pubblico fedele porta alla pubblicazione delle lettere al direttore, presenti anche nei giornali che tutti oggi conosciamo.

Il ‘Mercurius Politicus’, uno dei primi periodici non messi al bando dal governo inglese, che si ispira proprio ai Corantos olandesi

Nonostante una tiratura limitata, insomma, l’Olanda per prima costruisce le fondamenta su cui si baseranno tutti i quotidiani moderni.

Sull’onda dell’esempio di queste tre nazioni, il giornalismo prenderà sempre più piede. Il pubblico tratterà l’attualità come fatto utile e non più solo accessorio. La professione di giornalista si imporrà sempre più in un contesto mondiale come figura di riferimento, fino a portare un bambino di oggi ad affermare: ‘Da grande, voglio fare il giornalista‘.

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Studentessa di Lingue, Comunicazione e Media presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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