A coloro che forse si ritrovano ad essere maggiormente dediti alla politica rispetto ad altri magari può capitare di volgere gli occhi al cielo e contemplare nella mente la nostra povera italia, che negli ultimi anni ne ha viste tante, forse troppe, e i cui cittadini oramai non sanno più a chi aggrapparsi o cosa aspettarsi da un futuro che di certo non sarà roseo a breve.

La condizione sociale generale dell’intera comunità italiana già a intuito non può di certo essere definita una delle migliori. Il benessere è affar di pochi, mentre la voglia di riscatto e di un ambiente migliore si attribuisce a tanti, molti di più. A partire dalla mattinata di oggi però non serve più l’intuito per guardare a una società in chiaroscuro, tra i suoi lati positivi e negativi.

È di stamattina infatti la pubblicazione della 52esima edizione annuale del rapporto Censis. Tale rapporto, per coloro che ne fossero all’oscuro, in breve rappresenta un’indagine dello status dei principali fenomeni socio-economici che attraversano la nostra penisola. In questo senso l’indagine si compone dei necessari e adeguati dati statistici completati dalle osservazioni precise dei ricercatori coinvolti, che in questo modo cercano anno dopo anno di cogliere le trasformazioni che attraversano la nostra società.

Il rapporto, presentato stamattina intorno alle 10 e ora acquistabile online, descrive i cittadini italiani attuali come “incattiviti” e portatori di un sovranismo psichico prima ancora che politico.

Forse è meglio subito chiarire: gli italiani vengono descritti come più cattivi non in quanto violenti o criminali, ma piuttosto in quanto più propensi all’affermazione di una spinta identitaria a scapito della tolleranza dell’altro, alias l’immigrato. In questo senso gli italiani sembrerebbero meno propensi a strutturare una comunità sempre più globale che vada oltre i confini nazionali e invece maggiormente disposti ad accettare un “sovrano autoritario” che riaffermi l’identità italiana e si allontani da una politica sovra-nazionale, che non viene di certo vista di buon occhio dal popolo del Belpaese.

In questo modo si sviluppa quindi quello che è stato definito sovranismo psichico, dove il sovranismo rappresenta una dottrina politica a sostegno della sovranità nazionale dello Stato e contro una sovranità per così dire sovra-nazionale, data da istituzioni che vadano oltre allo stato.

Per quanto concerne il sovranismo psichico, è interessante notare la sfiducia che pervade il popolo italiano rispetto alle istituzioni dell’Unione Europea, con solo il 43% che crede che l’Unione Europea abbia portato dei benefici alla nostra nazione, dato più basso in tutta Europa, dove invece la media è del 68%.

“Muri invisibili, ma spessi”

Questo essere “più cattivi” rispetto al passato sembra poi essere giustificato da una serie di dati inequivocabili riportati all’interno del rapporto Censis.

Secondo l’analisi condotta infatti questa cattiveria sarebbe segno di un rancore che cerca riscatto, nei suoi esiti estremi, con la “caccia al capro espiatorio”, portando gli italiani a erigere “muri invisibili, ma spessi” nei confronti dell'”altro”, di quell’alter ego lontano dalla propria identità che osa insediarsi all’interno del territorio italiano.

In questo senso i dati raccontano una situazione ricca di odio, sintomo di una ricerca costante di sicurezza dettata dalla paura. Il 63% degli italiani si dichiara infatti sfavorevole all’immigrazione per ragioni disparate, che vanno dal “ci rubano il posto di lavoro” (il 58%), all’aumento della criminalità (75%) fino ancora ai danni che gli immigrati possono procurare al welfare (63%). Del resto la politica anti-migranti che ha avuto e ha ancora tanto successo nel nostro paese non è novità, mentre potrebbe suonare come una novità quel 45% degli italiani che non gradiscono l’immigrazione di altri cittadini europei sul suolo italiano.

È interessante notare poi come in quel 63% di ostilità verso l’immigrazione, la maggior parte di coloro che sono inclusi in questa percentuale sia costituita da membri “fragili” della società, con il 71% tra gli over 55 e il 78% tra i disoccupati, e con gli imprenditori che al contrario arrivano solo al 23%.

Una simile situazione condita di paura poi evidentemente arriva in fretta a sfociare in una vampata di pregiudizi, con il 69,7% che non vorrebbe dei Rom come vicini di casa e il 69,4% che richiederebbe una maggiore protezione nei confronti di tossicodipendenti e alcolizzati.

Fonte: lachiosapubblica.it

Le cause di questa cattiveria

Ma con ciò non si sta affatto dicendo che gli italiani siano un popolo cattivo in sé e per sé. Nessun ragionamento metafisico o valoriale sta dietro un simile giudizio, ma piuttosto le cause di una simile conclusione risultano ben note ai ricercatori del Censis.

Questa cattiveria sarebbe infatti il prodotto di una serie di delusioni che il popolo italiano, ferito, avrebbe dovuto inanellare. L’economia stenta a rialzarsi (il PIL rimane fermo sul +0,7% rispetto all’anno scorso, decisamente più basso delle previsioni) nonostante le promesse di ogni generazione di politici, e gli italiani ora perdono ogni speranza in un cambiamento della situazione, guadagnando in paura e delusione. Alla mancata ripresa dell’economia bisogna unire poi anche quel senso di abbandono che caratterizza gli italiani nei confronti della politica, per cui i rappresentanti di questa élite sembrano non difendere gli interessi dei propri concittadini.

A tutto ciò ovviamente si accompagnano i chiari dati statistici elaborati: il 63,6% degli italiani ritiene che non ci sia nessuno a difendere i propri interessi e il 56,3% non crede al al fatto che la nostra situazione socio-economica stia cambiando, rendendo così manifesto il proprio sentimento di abbandono. Per quanto riguarda poi la mancata ripresa dell’economia, è significativo il dato riguardante il cosiddetto ascensore sociale, che riguarderebbe solo il 23% degli italiani, dove l’ascensore sociale rappresenta quel fenomeno per cui degli individui raggiungono una situazione socio-economica migliore rispetto a quella dei propri genitori. Per quanto riguarda quest’ultimo dato, esso rappresenta il più basso tra tutti i paesi europei.

Una delusione, quindi, trasformata in rancore diretto ad escludere coloro che invece vorrebbero entrare a far parte della società. Una delusione capace di far perdere la fiducia nelle alte istituzioni europee a favore di un sempre più affermato “sovranismo psichico“, che spinge verso una sovranità nazionale più forte, con conseguente rifiuto della tolleranza dell’altro, nella sua diversità e novità.

Giovanni Ciceri

 

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Giovanni Ciceri
Studio Filosofia, perché penso sia terribilmente importante. Mi piace dire che "la scienza sa e la filosofia capisce". Sono convinto che l'estate sia decisamente meglio dell'inverno.

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