Lei di poca fede

Homer costruisce un modellino di razzo che per sbaglio distrugge la chiesa di Springfield. Il “magnanimo” Monty Burns si va avanti per finanziare le riparazioni, ma trasforma il luogo di culto in una azienda dedita al profitto. Cartelloni pubblicitari, poltrone massaggianti, ghiaccio nell’acqua santa e maxi schermo con tanto di “Dio telecamera”. Lisa ne ha abbastanza, e decide di abbandonare la chiesa per andare alla ricerca della sua spiritualità. La mercificazione di Dio è il primo tema che viene messo in luce. Il “fedele-cliente” può oggi scegliere tra diverse offerte di “prodotto-Dio”, nel più ampio quadro delle fedi come marketplace dove assemblare la propria identità religiosa. Il rischio è ovviamente quello di una religione desacralizzata che annulla se stessa. L’abbandono del Cristianesimo da parte di Lisa è l’emblema del duro colpo che le varie fedi hanno subito per tutto lo scorso secolo. Soprattutto tra le nuove generazioni, e in particolar modo tra le donne, la religiosità al di fuori delle chiese è decisamente in aumento.

Mercificazione di Dio

Una ricerca senza fine e senza verità

Fino a qualche decennio si spiegava la perdita di potere sulla vita degli individui da parte della religione attraverso l’imperante secolarizzazione che procedeva di pari passo con il processo di modernizzazione. Gli studiosi contemporanei notano invece una rinascita della spiritualità, che il sociologo Urlich Beck identifica come la religiosità del “Dio personale“. È proprio del “Dio personale” che Lisa si mette alla ricerca, un Dio individualizzato costruito su misura per le proprie credenze e necessità. Si tratta di una religiosità che non presuppone l’aut-aut (o questo o quello), ma un politeismo soggettivo del vel-vel (sia questo sia quello), in cui l’individuo è libero di far propri aspetti diversi delle più disparate fedi, anche in contraddizione tra loro. La secolarizzazione, lungi dall’essere la condanna a morte per la religione, secondo Urlich Beck, porta con se un vantaggio per quest’ultima. Epuratasi dal fardello di dover fornire risposte terrene, la religione può ora concentrarsi sull’insopprimibile spiritualità dell’essere umano, lasciando i più perniciosi problemi del sapere razionale alla scienza. L’approccio del vel-vel permette a Lisa di credere nella scienza senza che questa imponga l’esclusione della sua spiritualità. Permette anche di definirsi Buddhista partecipando al contempo alle feste religiose cristiane, visto che il Dio personale non conosce verità assolute.

Homer l’eretico

È una domenica invernale a Springfield e Homer decide di non andare in chiesa per rimanere a dormire. In sogno appare Dio in persona per chiedergli per quale motivo abbia abbandonato la sua religione. Homer risponde che non ha voglia di sprecare il suo tempo andando in chiesa e gli promette di continuare ad adorarlo “a modo suo”. Molti altri americani ed europei seguono questo trend, e il progressivo svuotamento delle chiese ne è la conferma. Un primo aspetto rilevante è il cosiddetto “believing without belonging” (credere senza appartenere): puoi sostenere l’esame finale senza frequentare le lezioni. Marge si preoccupa dell’anima di suo marito, ed è espressione della credenza diffusa che senza fede non vi siano moralità. In realtà la scollatura tra religiosità è morale è già avvenuta da tempo, per cui un uomo può possedere un proprio codice di condotta e dei propri valori pur essendo ateo. Alla fine dell’episodio Homer si addormenta sul divano, lasciando cadere un sigaro che causa un incendio. Non a caso intervengono a salvarlo Ned Flanders (Cristiano), Krusty il clown (Ebreo) e Apu (addio piccolo induista). Il messaggio di tolleranza tra le diverse religioni universali è chiaro. Bisogna oggi decidere di cosa abbiamo bisogno. Restare aggrappati alla solidità di una verita ultima e trascendente? O piuttosto della convivenza pacifica, del mutuo rispetto e la reciproca solidarietà?. Per usare le parole di Urlich Beck: “Solamente quando le religioni dei vari ‘Dèi unici‘ si impegneranno a fondo per incivilire se stesse e si apriranno al principio della tolleranza interreligiosa, il mondo avrà un’opportunità. Ma non si tratta forse di una speranza assolutamente ridicola?”

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