E’ semplice e banale addossare la colpa di ciò che accade tra i giovani alla musica che ascoltano, ma è altrettanto improduttivo di risposte e soluzioni per migliorare la situazione. Le canzoni spesso narrano di un mondo desiderato e del modo attuale di vedere il mondo non più accettato dai giovani. Ma la rappresentazione attuale della società in cui si vive, non ha un unico colpevole, nel complesso tutti siamo colpevoli di ciò che la società oggi rappresenta. Incolpare la musica è un modo per provare a scagionarsi dalle colpe. La musica è il sintomo di una società malata. La soluzione tanto cara ai moralisti sarebbe quella di fare come Ulisse che si fece legare per non lasciarsi sedurre dal canto delle sirene. Mentre Orfeo vinse il canto delle sirene con una musica più bella, per cui le sirene si gettarono in mare e diventarono scogli. Provate a fare come Orfeo, date dei presupposti per una soluzione musicale migliore, al posto di provare a legare i giovani.

SOCIETA’ DEI CONSUMI

Nella nostra società si sono sostituiti i sentimenti, le emozioni, le relazioni con gli oggetti e le cose materiali, sono i beni materiali che hanno ricoperto quel vuoto che è stato lasciato dalle emozioni e i sentimenti. Le relazioni affettive passano attraverso gli oggetti. Non è un caso che le canzoni spesso esprimano il desiderio di un abito firmato, di un gioiello, di una macchina lussuosa. Persiste una necessità di costruire dei legami affettivi e di solidarietà,capaci di spingere le persone fuori dall’isolamento nel quale la società tende a rinchiuderle in nome degli ideali individualistici. La crisi non è nei singoli giovani ma essi sono il riflesso di una crisi della società. Solo il mercato si interessa dei giovani, per condurli sulle vie del consumo e del divertimento. I giovani veicolano l’amore attraverso le cose che acquistano per soddisfare i desideri e occupare il vuoto lasciato dalla comunicazione.

IL FALLIMENTO DELLA SCUOLA

Ai ragazzi manca un’identità. L’identità tra i giovani si forma tra il dualismo del non sapere chi si è e la paura di non riuscire ad essere ciò che si sogna. L’identità si forma a partire dal riconoscimento dell’altro e si forma in tutti quei luoghi dove è possibile ottenere riconoscimento. Se la droga viene considerata come interpretazione della propria identità è perchè altro non è stato offerto. Il compito di un insegnante non è propriamente quello di istruire ma di educare. Come ovunque nella nostra società anche a scuola l’identità degli studenti viene formata dal profitto delle loro prestazioni, dalla scuola vengono espulse tutte quelle caratteristiche che sfuggono alla calcolabilità come la creatività, le emozioni, i desideri, i piaceri e i dolori che costellano la crescita giovanile. Il disagio giovanile quindi è anche frutto del vuoto emotivo ed esistenziale che la scuola crea intorno agli studenti . Si trascura il frequente disinteresse emotivo e intellettuale dell’insegnate che non riesce a nutrire passioni, trasmettere sapere e dare un idea di futuro.

IL FUTURO MANCATO

Il futuro è visto come una minaccia e non più come una promessa e la mancanza di un futuro come promessa arresta il desiderio del presente. L’esistenza dei giovani a loro non appare priva di senso perchè costellata di sofferenze ma appare costellata di sofferenze perchè priva di senso. Nella visione dei giovani mancano le direzioni, il senso, lo scopo e l’incertezza, la precarietà, l’inquietudine , l’insicurezza accrescono la demotivazione e annullano le speranze. I processi di demotivazione isolano i giovani nelle loro stanze ad ascoltare musica e ad abbandonarsi agli spinelli intercalati da ore di ignavia.

L’USO DI SOSTANZE

Desiderio vuol dire mancanza di qualcosa, si desidera perchè non si ha. Si desidera un futuro, ma in mancanza di esso si cerca di riempire quel vuoto lasciato dal desiderio con le droghe, che fungono da anestetizzanti. La finalità del gesto di una persona che si  droga è simile a quella di una persona che assume farmaci, cioè riuscire a stare meglio. Le droghe sono una cura al disagio giovanile. Si cerca di non sentire il peso di una vita insignificante evadendo nella droga, si cerca di sottrarsi alla noia della quotidianità. Una volta il piacere della droga era la scelta di una maggiora intensità della vita al prezzo della sua brevità, oggi ci si rifugia nella droga per astenersi dalla vita perchè vivere in questo modo tocca a tutti ma almeno non sentire di vivere si può scegliere se farlo o no. L’attenzione dei grandi deve essere spostata dalle conseguenze che genera l’uso sui motivi per i quali si fa uso.

 

Sfera Ebbasta e la scena trap sono vittime del sistema e sono frutto della società. Sono loro il capro espiatorio cercato dalla folla e la notizia da vendere per i giornalisti. E’ più facile dare la colpa a loro che cercare di capire le motivazioni reali di tale fenomeno.

Nikola Hristov

 

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2 Commenti

  1. Davvero è stato scritto un articolo del genere? Non me ne capiacito, la musica ha sempre avuto come argomento l’utilizzo di sostanze stupefacenti , basta pensare all’album pubblicato dai rolling stones :” brown sugar” che fa riferimento ad una tipologia di eroina.
    Detto ciò, bisogna ringraziare che questo pseudo rapper parla della cannabis che sappiamo essere una sostanza poco pericolosa per la salute, anzi una sostanza che oramai in tanti stati del mondo è legale poiché non nuoce gravemente alla salute.
    Ora non sto qua ad elencare quanti cantanti vecchi e nuovi , rapper e non rapper parlano nei loro testi di alcolici , e sostanze stupefacenti ben più nocive della marijuana e deimi suoi derivati.
    Per il fatto delle idee puramente materialistiche, beh andiamo a vedere poeti come d’annunzio o oscar wilde che tutt’ora vengono studiati nelle scuole italiane, questi poeti sono decisamente più materialisti di sferaebbasta e hanno degli ideali “””sbagliati””” se si fa fede all’articolo riportato qua sopra.
    Quindi , io questo artista non lo vedo come una piaga sociale, anzi lo vedo come un comunissimo rapper riuscito a diventare famoso e virale, poi certo si può discutere sul fatto che piaccia o no la sua musica, ma fare i finti moralisti non porta da nessuna parte se non al disprezzo immotivato.

    • La tua critica sarebbe che non è una novità che nella musica si affrontino temi di droga/alcol? E sottointendi anche che la società di oggi è uguale a quella che era nel tardo 800 e inizi del 900 ?

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