Gli studi che hanno destato preoccupazione

In particolare sono 2 gli studi che hanno suscitato non poco scalpore: il primo studio, italiano, è stato condotto dalla Dott.ssa Fiorella Belpoggi dell’Istituto Ramazzini(onlus), ricercatrice a capo del più grosso studio al mondo, sugli effetti nocivi da radiazioni da antenne di telefonia mobile, il secondo studio invece è americano ed è stato condotto dal National Toxicology Program. Entrambe le ricerche hanno evidenziato un aumento del rischio di tumori del cervello, del nervo vestibolare e della ghiandola salivare nei ratti sottoposti, sin dalla nascita, a radiazioni elettromagnetiche su frequenze usate dal 2g al 3g.

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Fonte foto: mobileworld.it

Perché possiamo stare tranquilli

Secondo la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, entrambi gli studi sarebbero poco affidabili. Questo perché i ratti in primis, non sono stati esposti ad una rete 5g, bensì sono stati esposti ad una massiccia e continuativa dose di campi elettromagnetici simili a quelli dei ripetitori, ma molto più intensi. Ciò ha causato i primi problemi di salute delle cavie, con conseguente sviluppo di cellule tumorali.

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Fonte foto: tecnoandroid.it

Il 5g è meno dannoso

Rispetto alle altre reti, quella di quinta generazione utilizzerà frequenze più elevate, significa che la lunghezza d’onda è più piccola e ciò comporterà una penetrazione minore nel campo e di conseguenza, anche una minore penetrazione nel corpo umano. Forse coloro che vogliono boicottare il progetto del 5g in nome della salute (o chissà per quali altri motivi), si sono accorti tardi della pericolosità delle onde elettromagnetiche, in quanto già da un 20ennio, siamo costantemente bombardati da radiazioni di qualunque tipo a partire dagli elettrodomestici, alle televisioni, ai ripetitori, alle antenne ecc… Forse sarà proprio il 5g la rete che permetterà ad un intero ufficio di dipendenti di scaricare simultaneamente 1 gigabit di contenuti in 1 secondo, ma senza alcun danno collaterale per l’organismo umano.

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