In molti paesi la vendita dei propri ovuli, dietro pagamento, è una pratica comune. I prezzi vanno dagli 8000 euro, in America, ai 1000-3000 in Europa.
È legale quindi per una donna andare in una clinica e, dopo un consulto psicologico, commerciare i propri ovuli.
In Italia no. È legale la fecondazione in vitro eterogenea (donatrice dell’ovulo e portatrice della gravidanza sono due persone distinte), ma gli ovuli devono essere donati, senza ricevere in cambio dell’intervento nessuna ricompensa.

Il sistema italiano è decisamente utopistico: la donazione di ovuli è un vero e proprio intervento chirurgico, in anestesia totale, e non una donazione del sangue.

In Italia vige una situazione ambigua: la fecondazione eterogenea è legale, ma non ci sono ovuli da impiantare.
Così, molto spesso, si ricorre a “mazzette”, piccoli scambi di denaro da parte del ginecologo con donne che “donano” i propri ovuli.

La donna che è al centro della vicenda in questione era un’infermiera in prova presso la Clinica Matris, che aveva inizialmente accettato di farsi operare dal ginecologo Antinori, ma all’ultimo aveva cambiato idea, rifiutandosi violentemente.
Le sue richieste erano state, però, ignorate. Nonostante le sue proteste era stata sedata ed operata. Al suo risveglio la donna aveva chiamato in lacrime il 112, denunciando subito l’accaduto. Dopo un processo lungo tre anni, dopo essere stato in un primo momento scagionato, Antinori è stato condannato a sette anni e due mesi di prigione. L’uomo è condannato per rapina aggravata degli ovociti, sequestro di persona, lesioni ai danni della donna.
L’infermiera assicura, anch’ella condannata a 5 anni, di aver partecipato contro la sua volontà, costretta sotto le minacce da parte del ginecologo.

Il racconto dell’Ancella di Margaret Atwood:

Tutto ciò ci riporta al libro di Margaret Atwood, che scriveva di un mondo dove le donne fertili sono costrette, contro la loro volontà, ad accettare la gravidanza, a favore di coppie ricche, che prenderanno poi il bambino.
Attualizzando questa distopia, ritroviamo la storia di una donna, costretta da esigenze di danaro, costretta a subire l’intervento chirurgico di estrazione di ovuli contro la sua volontà.Così come le donne del Racconto dell’ancella, erano in una situazione di svantaggio (private di ogni diritto) e sottoposte ad un destino che non volevano, così la ragazza (e come lei tante altre) è stata costretta da un uomo che prevaleva su di lei.
Egli, probabilmente, non credeva che la donna potesse arrivare a denunciarlo, credendo di accontentarla con pochi soldi.

Tutto ciò potrebbe essere cambiato: in Italia non esiste una normativa riguardo la compra-vendita di ovuli, portando tutto questo mercato in una sfera di illegalità. Ciò ovviamente va a scapito delle più deboli, che non essendo protette dalla legge devono accontentarsi di pochi e nessuna certezza.

CONDIVIDI
Articolo precedenteDietro il sacrificio di Majin Vegeta c’è il Collaboration Effect: ecco come funziona
Prossimo articoloI Simpson diventano musulmani: quando la censura uccide una serie tv

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.