Un vecchio paradosso della psicologia dice: “se cade un albero nella foresta quando non c’è nessuno ad ascoltarlo, che rumore fa?”. Ebbene, cari lettori, la risposta vi stupirà: nessuno.

La motivazione è semplice, in quanto non c’è nessun orecchio ad ascoltare quel rumore.

Ci sono però dei rumori che il nostro orecchio non sopporta e che ci fa avere delle reazioni come il corrugamento del volto, strizzamento degli occhi e stress nervoso.

Ma cosa succederebbe se un suono, uno specifico suono ci facesse irare così tanto da scoppiare in una furia irrefrenabile? Alcune persone nel mondo soffrono una condizione che va ad inficiare nella vita sociale dei soggetti: la misofonia.

Il suono e l’ attenzione

Il suono non è nient’ altro che uno spostamento dell’ aria dovuto ad uno stimolo che modifica la realtà circostante. E’ un gioco della fisica.

Il nostro accurato sistema uditivo va a captare questi spostamenti d’ aria che vengono tradotti dal nostro cervello in suoni, che vanno dai più acuti ai più gravi. Il nostro cervello, successivamente, attraverso i neuroni sensoriali situati nella coclea dell’ orecchio interno vanno a condurre il segnale elettrico alla corteccia uditiva.

Il nostro orecchio riesce a captare un suono fino all’incirca di 20.000 decibel, molto basso rispetto a quegli degli altri animali, ad esempio il nostro amico fidato, il cane, riesce a captare suoni oltre la nostra soglia: gli ultrasuoni.

Oltre al sistema uditivo, entra in gioco un sistema ancora più elevato: l’ attenzione.

Il processo attentivo è definito metaforicamente come un fascio di luce che va ad illuminare uno stimolo che ci interessa ed offusca quello periferico, al quale non poniamo attenzione.

Questo sistema va anche a coinvolgere il suono, poiché quando stiamo ascoltando una persona che ci sta parlando, o dobbiamo focalizzarci sulle parole del professore a scuola o, addirittura, quando dobbiamo ascoltare dei pettegolezzi, ci focalizziamo verso quello stimolo uditivo, annebbiando le distrazioni che ci sono attorno.

La misofonia

Ci sono rumori che non è bello sentire, specialmente se siamo stressati o sovrappensiero; ma alcune persone soffrono di una condizione neurologica che influenza la loro vita sociale: la misofonia: l’ odio verso dei suoni.

C’è da specificare che i soggetti misofoni non hanno sintomi visibili. All’ascolto di un suono particolare,se qualcuno sta mangiando, si sta tagliando le unghie o se stanno compiendo qualche altra azione particolare della vita quotidiana, i soggetti si concentrano su quel suono, il quale fa scattare in loro un misto tra stress ed emozioni negative che li costringono all’ira contro il personaggio che sta facendo rumore, finché non smette.

Tra le reazioni ci sono urla, minacce e comportamenti talvolta violenti.

misofonia

Nel manuale diagnostico psichiatrico non è stato mai inserito questo disturbo e nemmeno nell’ICD-10 dell’ Organizzazione mondiale della sanità, perché ci sono ancora poche prove scientifiche.

Molti studiosi si stanno adoperando per scoprire la causa di questo disturbo.

Le cause sono ipotizzabili e molteplici:

  • molto probabilmente potrebbe risiedere in un iperattività della corteccia dell’ insula: una parte del cervello deputata all’ attenzione, la quale focalizza il fascio attentivo su un rumore insignificante; per esempio se qualcuno sta mangiando affianco l soggetto misofono, provocando uno stress tale che il misofono non lo tollera e scatena una collera spropositata verso il pover uomo.
  • Un’ altra causa potrebbe essere non biologica ma psicologica: un soggetto sottoposto ad una situazione stressante anche in momenti conviviali come il pranzo. Per questo sfoga il proprio stress enfatizzando un rumore e irandosi con chi fa quel rumore

Particolarità importante di questo disturbo è che il misofono non va in collera per rumori casuali, ma hanno sempre un movente dietro di loro, quasi come pretesto per perdere le staffe.

Amare i suoni: l’ ASMR

Al contrario, c’è gente che ama i suoni e la loro peculiarità, in quanto riaccendono in loro i ricordi del calore famigliare, oppure semplicemente si rilassano con frequenze gravi. E’ il caso dell’ ASMR.

Se si fa un viaggio su Youtube si possono vedere, o meglio ascoltare, video dove ci sono persone che, attraverso microfoni speciali, enfatizzano suoni di vita quotidiana come quello del mangiare cibo croccante, i quali rilassano o mettono fame a chi le ascolta.

misofonia

La musicoterapia ha come base questo: sfruttare frequenze di suoni che vanno a calmare la mente:molti ipotizzano che sia dovuto a frequenze particolari che ricordano il suono ovattato del grembo materno.

                                                                                                        Mattia Mancini

 

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