Il movimento di emancipazione femminile scoppiato in Iran, prende il nome di My Stealthy Freedom: la mia libertà clandestina. Ma perchè la libertà dovrebbe essere clandestina? Perchè in paesi come l’Iran, paesi, come si sa, di impostazione fortemente maschilista, la libertà della donna è minata continuamente da una pressione schiacciante. Un aggravante è dato dal fatto che la libertà è soppressa anche, e soprattutto, nell’espressione del proprio culto e ciò avviene, ormai, da più di quarant’anni: una donna davanti ad un prelato, o anche solo in pubblico, non può togliersi l’hijab, il suo velo, senza essere arrestata per questo. Tuttavia, c’è chi ha il coraggio di protestare: prima l’imposizione alla donna di aggiustarsi il velo declinata con fermezza, poi, in seguito alle minacce d’arresto, coraggiosamente e con aria provocatoria, lo toglie.

donna e emancipazione
Un’immagine dalla pagina Facebook My Stealthy Freedom

Gap di genere

Mai sentito parlare della teoria della coerenza con il ruolo? Gli esseri umani, vivendo la loro quotidianità nella società di loro appartenenza, recitano, se così si può dire, delle parti che, in un certo senso, gli sono state assegnate. Ma chi assegna queste parti? Gli individui, quando osservano e analizzano la realtà, iniziano a comporre degli schemi mentali che relegano qualsiasi oggetto, o persona, entro degli ambiti ben definiti. Così si instaurano gli ideali secondo i quali, per esempio, la donna è solo madre e l’uomo solo un lavoratore. Si tratta di ideali tramandati di generazione in generazione, fortemente radicati nel pensiero comune e, dunque, difficili da debellare. Infatti, nel momento in cui vengono “assegnati” questi ruoli, la società comincia a funzionare seguendo questi schemi mentali figli del tempo, che sono stati adottati, che mutano di paese in paese e cambiano a seconda della cultura di riferimento. Così, in paesi estremisti come l’Iran, la donna, semplicemente per il fatto di essere nata tale, è destinata ad essere una madre, a vivere sotto l’ala del suo uomo, ad essere protetta e, dunque, automaticamente a sottomettersi. Questi vengono denominati Gap di genere e sono i principali responsabili di un fenomeno studiato dalla psicologa Alice Eagly denominato come soffitto di Vetro.

La rottura del soffitto di vetro

Cosa significa per una donna iraniana essere schiacciata dalla presenza del soffitto di vetro? Significa che, a causa del ruolo di sottomessa che gli è stato assegnato dalla società, nel protendersi verso la propria libertà e la propria autonomia, viene ostacolata da barriere invisibili che non solo bloccano, ma cancellano lo sforzo e la voglia di cambiare. Si tratta di un processo puramente mentale costruitosi nel tempo, fatto di quattro barriere che intrappolano dentro coloro che ne vogliono uscire. Queste barriere sono date dall’incoerenza con il ruolo che è stato assegnato, dalla mancanza di esperienza che permette di destreggiarsi in qualcosa, fino ad allora, espressamente vietato, la responsabilità della famiglia e la mancanza di motivazione. Quando quest’ultima barriera si sfalda, si incrina, oppressa dalla caparbietà, dal coraggio di sostenersi a vicenda e dalla spavalderia di chi non ha più paura, ecco come, in un attimo, davanti agli occhi dell’uomo dominatore si infrange il castello che ha accuratamente costruito. Tuttavia, un ultimo ostacolo si presenta all’orizzonte, ovvero la minaccia dello stereotipo. 

La minaccia dello stereotipo contro la libertà d’espressione 

Sebbene una donna si sottragga alla sua fortezza di vetro, vi sarà sempre una forza che, se non viene sconfitta, la riattirerà sempre indietro e le impedirà di elevarsi definitivamente. Mai sentito il soprannome attribuito a Margaret Tatcher? La Tatcher venne soprannominata Lady di Ferro. Ciascun individuo è mosso da un sentimento di appartenenza al proprio contesto di riferimento ed è fortemente condizionato dall’opinione del suo gruppo. Margaret Tatcher ha violato lo stereotipo femminile, assumendo, così, un epiteto che, anche se in maniera sottile, è volto a svalutare la sua stessa femminilità. Ciascun individuo, in un modo o nell’altro, soffre della minaccia dello stereotipo. A causa degli schemi mentali attribuiti, si incrementa, nel caso della donna, l’ansia. Nello specifico, l’ansia è data dal fatto di essere perennemente schiacciata dallo stereotipo della sottomissione, che fa sì che la spinta a stringere i denti per ottenere quanto sperato possa venire meno per la paura di essere, da quel momento, esclusa dalla propria società.

Uomo e donna
Un esempio di stereotipo di genere

Azioni come quella di togliersi il velo, che ha visto come protagoniste le donne iraniane, è solo un esempio. La lotta per l’emancipazione femminile si protrae da molto tempo e, anche se la strada verso il raggiungimento dei propri obiettivi risulta essere decisamente meno imperversa rispetto a qualche decennio fa, ancora l’obiettivo è lungi dall’essere raggiunto. Sradicare degli ideali per far sì che altri, più giusti ed egualitari, prendano il loro posto è un lavoro tutt’altro che facile. Tuttavia, il seme del cambiamento sta germogliando e il coraggio sempre più lampante delle donne, sempre più fiere e guerriere, ne è la dimostrazione. 

Alice Tomaselli

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