Da Giove, il gigante gassoso del Sistema Solare che da luglio 2016 è minuziosamente studiato dalla sonda Juno, arrivano importanti e sorprendenti scoperte. Gli strumenti della sonda permettono di penetrare lo strato più esterno del pianeta e dalle sue osservazioni gli scienziati hanno iniziato a fare nuove deduzioni. Uno degli astrofisici del SouthWest Research Institute del Texas ci rivela che tutte le nostre aspettative sul pianeta sono crollate.

Di che pasta è fatta la sonda?

Juno è la prima navicella ad addentrarsi nello Spazio profondo alimentata solo da energia solare grazie a 3 pannelli ad alta efficienza. Juno ospita nove strumenti scientifici di cui ben sei sono dedicati allo studio della magnetosfera di Giove. Ma quello destinato a far più parlare di sé è la JunoCam, una telecamera che invierà a flusso continuo immagini del pianeta finché le radiazioni subite non la distruggeranno. Stabilire quanta acqua ci sia su Giove, sotto forma di vapore o di ghiaccio sospeso nell’alta atmosfera, è tra gli obiettivi primari della missione. Dalla quantità d’acqua si otterranno indizi per capire se Giove si sia formato all’interno della nube protoplanetaria che diede origine al Sistema Solare. Un altro compito di Juno sarà capire se all’interno del pianeta gassoso ci sia un nucleo solido roccioso o metallico. Lo si capirà dalle piccole fluttuazioni nell’attrazione gravitazionale del pianeta, misurabili dalle perturbazioni dei segnali radio. Altre analisi riveleranno poi se è un oceano di idrogeno metallico allo stato liquido a generare il potente campo magnetico di Giove. Juno spierà che cosa accade sotto alle fitte nubi di Giove, indagando fino a una profondità dove la pressione è 100 volte maggiore di quella terrestre.

fotografia della sonda Juno

Cosa abbiamo scoperto finora

Lo scorso 21 dicembre la navicella si è avvicinata fino a 5.053 chilometri al di sopra della densa coperta di nuvole di Giove. Attualmente è stato il passaggio più ravvicinato finora completato, passando per il punto dell’orbita di un satellite più vicino al pianeta. Gli strumenti di bordo hanno dimostrato di resistere bene alle forti radiazioni prodotte dal pianeta e la sonda riuscirà ad arrivare a fine missione. Particolarmente intrigante è ciò che siamo riusciti a capire dei treni d’onda nell’atmosfera di Giove. Juno ha permesso di confermare e studiare anche un altro particolare fenomeno atmosferico: i fulmini. In questa prima parte di missione la sonda ha contato circa 373 fulmini. Il pianeta ha uno strato sottile di idrogeno liquido sul quale piove elio e al di sotto uno strato molto più spesso di idrogeno metallico e infine un nucleo solido. Un altro elemento sorprendente riguarda il campo magnetico di Giove che risulta essere molto più forte e molto più irregolare del previsto. 48 minuti è il tempo che impiegano i segnali radio a viaggiare da Giove alla Terra. Juno assorbirà una tale quantità di radiazioni letali che difficilmente sopravviverà oltre un anno e mezzo.

immagine di Giove da parte della sonda Juno

Aurore polari e cicloni su Giove

Le aurore boreali del pianeta gigante sono state più volte fotografate dai telescopi. Gli astronomi non hanno una spiegazione per le improvvise esplosioni estremamente luminescenti. Grazie a Juno si ha una piccola teoria sulla causa del formidabile fenomeno atmosferico imputabile a uno dei satelliti di Giove. Le immagini arrivate dalla sonda hanno mostrato incredibili cicloni ai poli del pianeta. Questi sono probabilmente composti da ammoniaca e hanno dimensioni tali che potrebbero contenere l’intero nostro pianeta. Grazie all’orbita che condurrà la sonda sopra ai poli di Giove si potrà studiare come le particelle solari interagiscono con la magnetosfera del gigante gassoso.

Immagine di un aurora polare su Giove

Giove è davvero famoso

Giove è stato ambientazione di diversi film girati nel corso degli anni. Come ad esempio 2010 : anno del contatto (1984)In questa pellicola, il pianeta è alla base di un mistero intergalattico causato da un monolite molto sospetto. In una scena del film la navicella che trasporta i protagonisti, deve virare verso Io. Causa un problema tecnico, si deve trovare un modo per virare, a questo punto il pilota sfrutta l’irregolarità del campo magnetico di Giove per rivolgersi verso il satellite. Il gigante del Sistema Solare è stato protagonista anche nella Divina Commedia, più precisamente nel sesto cielo del Paradiso. Dante vi ascende con Beatrice e qui incontrerà tutti coloro che agirono sotto la sua influenza celeste.

Immagine tratta dal film 2010 – L’anno del contatto

 

Alberto Simula

 

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