La galassia che ci ospita è un disco abbastanza regolare piuttosto piatto con un rigonfiamento al nucleo, attorno al quale ruota tutto il resto. Se però verrà confermata l’ipotesi avanzata dagli astronomi bisognerà rivedere questa rappresentazione.

La Via Lattea

Per gli scienziati dell’Osservatorio astronomico nazionale cinese, la Via Lattea non è un disco ma un piatto deformato, distorto quanto più ci si allontana dal suo centro.
La causa della distorsione sarebbe dovuta all’indebolimento della forza di gravità a mano a mano che ci si allontana dal cuore della Galassia. Allo stesso tempo si fanno sentire con maggiore intensità le forze di contorsione del disco. Il coordinatore dello studio afferma che gli astronomi sanno bene quanto sia complesso misurare le distanze delle stelle rispetto al Sole nelle parti più esterne della Via Lattea. Ora grazie a un nuovo catalogo di stelle che variano la loro luminosità a ritmi ben precisi siamo in grado di determinare la forma tridimensionale della Galassia. Queste stelle sono chiamate cefeidi. Astri di breve durata con massa da quattro a venti volte quella del nostro Sole e 100.000 volte più luminose della nostra stella. Le 1339 stelle cefeidi studiate si dispongono nella Galassia proprio come il gas che la permea deformando così le regioni più esterne.
La nuova struttura della Via Lattea riporta ad alcune precedenti osservazioni di una dozzina di altre galassie che mostrano simili modelli a spirale progressivamente contorti.

Illustrazione schematica: le dimensioni della Via Lattea e la posizione del Sole rispetto al centro galattico.

Queste nuove strane stelle

Le cefeidi sono stelle variabili che pulsano cambiando periodicamente di luminosità. Il prototipo di questo tipo di stelle è delta Cephei nella costellazione di Cepheus. Le cefeidi sono stelle instabili, che si gonfiano e si sgonfiano periodicamente, variando così le loro dimensioni. È proprio questo fenomeno a causare la variazione di luminosità. Queste stelle sono importanti perché permettono di misurare le distanze delle galassie. Si sa infatti che il tempo che passa tra un picco e l’altro di massima luminosità è costante. Dunque misurando il periodo di una cefeide si può risalire alla sua luminosità reale che, confrontata con quella apparente, consente di stimare la distanza. Il sistema è stato impiegato per calcolare la distanza della Piccola Nube di Magellano distante 230 mila anni luce da noi.

RS Puppis, una cefeide a 6.500 anni luce da noi, ha un ciclo di sei settimane.

Via Lattea come fonte d’ispirazione

La Via Lattea è stata sempre fonte d’ispirazione per poeti e scienziati. Da Leopardi a Dante in molti hanno raccontato le bellezze del cielo nelle loro opere. Lo studio della Via Lattea non ha portato solo a grandiose scoperte astronomiche, da sempre l’osservazione della nostra porzione di cielo ha permesso a grandi poeti e letterati di trarne ispirazione. Nella mitologia greca il termine Via Lattea indica le gocce di latte uscite dal seno di Era, dopo che Eracle, prese il seno della dea facendo schizzare il latte verso il cielo. I poeti da sempre sono rimasti colpiti dalla moltitudine e dalla bellezza degli astri nel cielo, alcuni corpi celesti presenti nel nostro orizzonte cosmico, sono diventati veri e propri simboli letterari. Dante in ogni parte della Divina Commedia usa gli astri come un riferimento costante nella cantica del Paradiso. Il mito di queste stelle continuò grazie a poeti come Pascoli e D’annunzio, che chiamò i 5 libri delle sue laudi con i nomi delle stelle appartenenti al corpo celeste (Maia, Elettra, Alcyone, Merope e Asterope).
Il cielo dunque attraverso la visione della nostra Via Lattea e dei suoi oggetti ha ispirato sempre gli uomini, Camille Flammarion scrisse: ”Cieco chi guarda il cielo senza comprenderlo: è un viaggiatore che attraversa il mondo senza vederlo; è un sordo in mezzo ad un concerto”.

Alberto Simula

 

 

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