L’agopuntura è una delle pratiche più conosciute tra le varie medicine alternative. Al giorno d’oggi ci sono diversi centri, anche in Italia, in cui si possono effettuare sedute di agopuntura. Ma cosa ne pensa la medicina occidentale? Può essere davvero utile o si tratta solo di qualcosa di inconsistente?

Secondo la medicina tradizionale cinese, la salute di una persona è dovuta ad un flusso bilanciato di qi, ovvero l’energia vitale della persona stessa. Quando questo flusso presenta degli squilibri si ha l’insorgenza di alcune problematiche, che possono essere curate tramite la correzione di questa mancanza di equilibrio. Per fare ciò si ricorre all’agopuntura, ovvero la stimolazione di alcuni punti del corpo tramite aghi, calore e pressione per riequilibrare il flusso di qi. Tali regioni del corpo sono conosciute come “sistemi funzionali“, alcuni dei quali associati ad un organo specifico. Questa pratica rientra nella categoria delle medicine alternative, non scientifica e non verificata.

Come è nata l’agopuntura

Non si hanno notizie certe su come questa disciplina sia nata, ma in Cina sono state ritrovate delle pietre molto affilate (Bian Shi) risalenti al neolitico, se non addirittuta antecedenti. Alcune pitture e alcuni geroglifici appartenenti alla dinastia Shang (1600 – 1100 a.C.) fanno pensare alla pratica di una specie di primordiale agopuntura. La prima testimonianza concreta di questa pratica è del 300 a.C. nel Huangdi Neijing (tradotto come Canone di Medicina Interna dell’Imperatore). Questa pratica si diffuse poi alle regioni circostanti (Giappone, Corea, Vietnam e Taiwan) per poi raggiungere anche l’Europa nel XVI secolo. Nel 1972 l’agopuntura raggiunse pure l’attenzione degli Stati Uniti quando Richard Nixon visitò la Cina. Durante la visita fu mostrata alla delegazione l’operazione di un paziente sottoposto ad agopuntura invece che ad anestesia. Si scoprì poi che il paziente aveva un’elevata tolleranza del dolore.

Teorie su cui si basa l’agopuntura

Secondo la medicina tradizionale cinese il corpo umano è formato da molti “sistemi funzionali” in equilibrio tra di loro, alcuni dei quali sono collegati ad un organo specifico. Questi sistemi funzionali sono tenuti in equilibrio da un flusso energetico, il qi, che scorre all’interno dell’organismo. In accordo con questa filosofia, la malattia insorge nel momento in cui si presentano degli squilibri o dei blocchi in questo flusso di energia che emergono in forma di dolore. Uno degli assiomi di questa disciplina infatti è “niente dolore, niente blocco; niente blocco, niente dolore“.

Secondo chi pratica l’agopuntura esistono 12 canali principali, definiti meridiani, collegati ciascuno ad un organo. Questi 12 canali sono suddivisi in due gruppi, 6 canali Yin e 6 canali Yang, e ogni arto è costituito da 3 di questi. L’agopuntura, come le altre discipline che seguono lo stesso principio (ad esempio l’agopressione), prevede la correzione del flusso energetico tramite l’applicazione di pressione, calore o la puntura di queste regioni anatomiche.

Come la medicina occidentale vede l’agopuntura

Dalla fine del XX secolo sono stati numerosissimi gli studi svolti per verificare l’effettiva efficacia dell’agopuntura in ambito terapeutico. Questi avevano lo scopo di dimostrare l’esistenza di un’efficacia concreta del metodo invece di un semplice effetto placebo. La medicina occidentale non condivide la filosofia nascosta dietro tale pratica, ma ne conferma alcuni benefici.

L’agopuntura è in grado di ridurre le sensazioni dolorose in quanto è consente di modificare le attività di alcune regioni del cervello responsabili del dolore. Gli aghi sono in grado di stimolare zone molto ricche di nervi e vasi sanguigni favorendo la produzione di endorfine. Ciò porta ad un effetto antinfiammatorio locale. L’agopuntura, se praticata da persone esperte, presenta dei rischi non sostanziali. Si deve però ricordare che questa pratica può aiutare in caso di dolori muscolo-scheletrici, mal di testa o in ambito ginecologico (dolori mestruali o problematiche legate alla menopausa). Ma è necessario sottolineare che, soprattutto per malattie più importanti, l’agopuntura non si deve assolutamente considerare come un sostituto delle cure mediche. Al massimo può essere integrata ad esse, ma solo dopo aver chiesto al proprio medico curante.

Michele Sciamanna

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