Il mondo descritto da George R. R. Martin nel Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco e poi ripreso dalla altrettanto famosa serie televisiva Il Trono di Spade, è estremamente vasto e complesso. Nulla è lasciato al caso ed ogni aspetto umano, ogni dinamica sociale, è attentamente descritta, in modo da creare un mondo perfettamente realistico entro le sue caratteristiche. Ecco che la religione, specie in virtù del proprio rapporto con il potere politico, assume ne Il Trono di Spade, un ruolo tutt’altro che scenografico. Quello che mi interessa e che trovo particolarmente rilevante, è il modo in cui i vari culti presenti nella serie si evolvano e comunichino tra loro, facendosi specchio delle varie credenze che si sono effettivamente susseguite nella storia umana.

Il Culto dei Sette: la supremazia del paganesimo

La religione con più adepti all’interno dell’universo di George R. R. Martin è senza alcun dubbio il Culto dei Sette Dèi. Questa religione, alla quale ci si riferisce semplicemente come Il Culto, domina l’intero continente occidentale, ad eccezione di alcune regioni del nord e delle Isole di Ferro. Come lascia intuire il nome di questa fede, essa si basa su sette divinità, rappresentanti ciascuno un aspetto del divino.

Il Trono di Spade religioni
Ripresa di un tempio del Culto, adornato dalle statue delle sette divinità del credo

Le sette divinità sono Il Padre, La Madre, Il Guerriero, Il Fabbro, La Vecchia, La Fanciulla e Lo Sconosciuto. Ciascuno di essi viene invocato nel proprio ambito di pertinenza, facendo di questo credo un culto pagano a tutti gli effetti. Pur essendo considerati aspetti del medesimo principio divino, infatti, a questi Dèi ci si rivolge come singole entità, in maniera molto affine a ciò che avviene per l’induismo. Le figure proposte ricalcano invece molto gli Dèi della religione greco-latinaIl Padre La Madre sono molto simili, anche nella raffigurazione, a Zeus ed EraIl Guerriero ricorda molto il Dio Ares, proprio come Il Fabbro ricorda il Dio EfestoLa Vecchia La Fanciulla, rispettivamente Dea della saggezza e Dea della Castità, sono invece più autonome come figure, seppur possano in qualche modo rimandare alle Parche ed alla Dea ArtemideLo Sconosciuto rappresenta invece l’ignoto, la morte, ed è per questo non propriamente sovrapponibile all’Ade del pantheon greco-romano, che è invece il custode dell’oltretomba.

Il Culto come La Chiesa

In merito all’organizzazione del credo, il modello de Il Culto, ricorda invece molto il Cristianesimo Cattolico. Esistono dei sacerdoti, sia maschi che femmine, chiamati Septon e Septa, dei quali, i più importanti, formano il concilio dei Più Devoti. Il concilio è presieduto dal Sommo Septon, votato dal concilio ed a tutti gli effetti simile a ciò che la figura del Papa rappresenta per il Cattolicesimo. Il Sommo Septon ha infatti il potere spirituale sulla comunità dei credenti, ma proprio per questo ha anche un notevole peso politico. Esattamente come il Cattolicesimo ha poi molti ordini monastici, di cui alcuni militanti e armati. Non va poi dimenticato che, proprio come il cristianesimo, Il Culto dei Sette Dèi possiede un libro sacro, in cui i miti sono codificati e i riti regolarizzati.

I monoteisti de Il Trono di Spade

In Il Trono di Spade oltre la religione dominante ve ne sono molte altre, quasi tutte di stampo monoteista. Tralasciando il Dio Abissale, una sorta di Poseidone più grezzo e rude dell’originale, venerato nelle Isole di Ferro, le principali fedi alternative a Il Culto sono due. Il culto di R’hllor, chiamato anche Il Signore della Luce, e il culto del Dio dai Mille Volti.

Il Trono di Spade religioni
Il Cuore di Fuoco, simbolo di R’hllor

Entrambe queste fedi sono estremamente interessanti, tanto per la complessità della loro teologia quanto per i miti a cui fanno capo. Il culto di R’hllor, detto anche il Dio Rosso, è plasmato sul modello dello Zoroastrismo, da cui prende la venerazione per il fuoco. Gli adepti di questa religione, i preti rossi, hanno infatti una concezione manichea del mondo, per cui al fuoco, la luce, si contrappone l’ombra, la notte. I Preti Rossi possiedono poteri pirocinetici e sono in grado di vedere il futuro osservando le fiamme, nonché di resuscitare i morti. Il loro culto è interamente incentrato sul Dio Rosso, impegnato in un’incessante guerra con l’innominabile Dio dell’oscurità. Esattamente come per le religioni abramitiche, il culto del Dio Rosso prevede una precisa escatologia, per la quale un giorno l’avvento di una figura messianica chiamata Azor Ahai, metterà fine a tutte le sofferenze del mondo. Ricorda qualcosa?

Il culto della morte

Il culto del Dio dai Mille Volti è una religione ancor più oscura e a tratti molto macabra. Nata dal comune desiderio di morte degli schiavi minatori delle Montagne di Fuoco, vessati dalle disumane condizioni di lavoro a cui erano sottoposti, essa vede come unico dio la Morte. Tutte le religioni, secondo i cultisti, sarebbero infatti riconducibili al culto del Dio dai Mille Volti, riconosciuto in diversi modi nelle altre fedi. Lo Sconosciuto de Il Culto e l’opposto di R’hllor dei preti rossi sarebbero infatti diversi nomi dati al Dio dai Mille Volti. L’idea di fondo dei fedeli è che tutti i mortali, indipendentemente dalla propria religione, alla fine debbano inchinarsi alla Morte, che è quindi l’unico vero dio. Morire è visto dunque come un sollievo dal dolore della vita, un dono concesso dal Dio, da cercare e di cui essere grati. Il viso degli adepti, sacrificatisi nel tempio, viene poi conservato ed utilizzato dai sacerdoti del Dio per praticare un particolare rito di trasfigurazione.

Il Trono di Spade religioni
Dettaglio del tempio del Dio dai Mille Volti

Tylor e lo sviluppo delle religioni

Ma il monoteismo, nel mondo de Il Trono di Spade, è un fenomeno piuttosto recente. Il culto di R’hllor è ad esempio molto praticato oltre il Mare Stretto, ma relativamente nuovo nel continente occidentale, dove hanno luogo la maggior parte delle storie narrate nella serie. Il Culto dei Sette è invece, come già detto, la religione dominante, ma non è sempre stato così. Prima dell’avvento de Il Culto, sul continente regnava una religione animista, che si riferiva agli Antichi Dèi della Foresta. Questa fede, molto arcaica, è rimasta praticata solamente in alcune regioni del nord e quasi tutte le sue figure sacre sono state distrutte dagli ordini militari de Il Culto.

Il passaggio compiuto dalle popolazioni dell’universo di George R. R. Martin è esattamente quello descritto dall’antropologo Edward B. Tylor. Secondo lo studioso ogni civiltà passerebbe attraverso tre stadi di sviluppo della propria religione. Nel primo, il primordiale approccio con la natura e le sue forze, darebbe adito a credenze spiritualiste. L’uomo primitivo e arcaico sarebbe indotto a proiettare il proprio io sulla realtà che lo circonda, immaginando tutte le forze della natura pervase da uno spirito cosciente. Da qui il primo approccio, quello animista, alla religione. Lo svilupparsi delle società complesse, contraddistinte dalla spartizione del lavoro, porterebbe poi allo sviluppo di religioni politeiste. Così come la società umana è sostenuta dalla divisione dei compiti tra differenti specialisti in uno o l’altro campo, così il creato sarebbe regolato dall’attività coordinata di più divinità, ognuna incaricata di tutelare un aspetto dell’esistenza.

Monoteismo e assolutismo

L’approdo al monoteismo è invece da considerarsi un esito meno roseo. Passando prima dalla monolatria, come con l’affermarsi del culto di Mitra nell’Impero Romano o di Aton nell’antico Egitto, l’esito monoteistico rappresenta il trionfo della civiltà totale. Sono infatti i contesti socio-politici imperiali a favorire il fiorire delle religione monoteiste. Non ci sono più Dèi che si dividono le mansioni o in perenne guerra, tra regni diversi, ma un dio unico, totale, che si impone sugli altri, esattamente come fa un grande impero sugli altri popoli. Le visioni religiose universalistiche, sia che nascano da un popolo oppresso, come quello giudaico, che da un popolo vittorioso, come quello egizio, hanno sempre come sostrato un contesto imperiale. Inoltre è interessante notare la somiglianza tra i primi monoteismi e il culto del Dio Rosso de Il Trono di Spade. R’hllor, proprio come Mitra, Mazda o Aton è un Dio della luce ed ha in sé ogni attributo divino.

George R. R. Martin, nella sua incredibile opera, ha quindi inconsapevolmente descritto uno dei fondamentali processi teorizzati dall’antropologia culturale. Stando agli studi di Tylor dobbiamo quindi stare certi che, se nella ormai imminente ottava stagione de Il Trono di Spade qualcuno riuscirà ad imporsi sull’intero continente occidentale, Il Culto verrà rapidamente rimpiazzato dalla religione di R’hllor o da quella del Dio dai Mille Volti.

Alessandro Porto

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.