Scienziati di tutto il mondo, oramai, considerano più che accettabile l’idea di creazione di cunicoli attraverso lo spazio-tempo. Piccoli buchi neri, insomma, in grado di trasferire oggetti – sinora unicamente particelle subatomiche – avanti od indietro lungo la linea temporale. Per quanto tutto ciò suoni eccessivamente fantascientifico, il periodo da noi vissuto potrebbe realmente segnare l’inizio d’una nuova era all’interno della storia umana. Tuttavia, è bene avvertire in cosa consista il punto dell’argomentazione. Non s’intende, qui, trattare la questione secondo una prospettiva scientifica, bensì analizzare eventuali implicazioni logico-ontologiche di simili viaggi temporali in relazione alla realtà quotidiana. In particolare, a tal scopo, mi affiderò all’attento studio di Adriano Torricelli ed ad uno tra gli esempi videoludici maggiormente in voga, il titolo Life is Strange. Quanto segue, dunque, concerne una mera speculazione, una semplice analisi logica di ciò che potrebbe accadere qualora fosse possibile varcare il confine del tempo.

Spettatori o artefici: due distinte modalità di viaggio

“Il viaggio nel tempo è possibile?” recita la scritta affiancata dal ritratto di Einstein

“La teoria relativistica di Einstein – scrive Torricelli – ha sempre asserito […] la possibilità per gli uomini di viaggiare nel tempo, ma sempre in quella che ci appare come la direzione naturale di esso, ovvero il futuro“. Einstein, di fatto, non approfondì mai particolarmente il tema in senso opposto, ipotizzando, cioè, un eventuale ed effettivo ritorno verso il passato. L’idea, così come presentata, appare giustamente “inquietante” agli occhi di Torricelli, considerando, per l’appunto, il consueto proseguimento lineare che al tempo s’attribuisce. Prendendo per vero che tale azione risulti realizzabile, dunque, cosa comporterebbe sul piano teorico e come influenzerebbe i concetti umani di Tempo e Realtà? Torricelli stesso espone una duplice possibilità, ovverosia il viaggio intrapreso alla stregua d’uno spettatore o d’un interagente.

Nel primo caso, l’idea di Tempo non presenterebbe alcuna sostanziale modifica, poiché l’individuo limiterebbe la sua azione ad una mera ricostruzione dei fatti, a guisa d’uno storico. In esso, infatti, sarebbe possibile unicamente osservare ed analizzare un segmento, senza in alcun modo scalfirlo o cangiarlo. Nel secondo caso, al contrario, la questione risulterebbe decisamente più complessa. Torricelli, a tal proposito, individua, attraverso il paradosso del nonno, le due principali problematiche legate alla sua interpretazione logica.

Il paradosso del nonno, la negazione del presente e l’inevitabile modificazione attiva

“Un tizio – scrive Torricelli – torna nel passato ed uccide suo nonno… il che rende impossibile che suo padre e lui stesso siano mai nati. Come ha fatto dunque costui a nascere e a tornare indietro nel Tempo se suo nonno è morto prima di poter dare vita a suo padre?”. Tale indovinello porta alla luce, come detto, due principali punti interrogativi. Il primo, più evidente, concerne la negazione del presente da cui l’individuo è partito – nego mio nonno, ergo nego me stesso. Il secondo, di maggior rilievo, si focalizza sul fatto che la mera presenza d’un viaggiatore nel Tempo sia sufficiente a provocare una modificazione attiva dei fatti a cui questi prende parte.

La raffigurazione schematica del paradosso del nonno

Per quanto riguarda la negazione del presente, le soluzioni paiono essere due: o, uccidendo il nonno, l’individuo ha dato origine ad un alternativo sviluppo spazio-temporale – il classico universo parallelo – o, considerando che questi esista già, tale omicidio semplicemente non risulta possibile. Tuttavia, come pocanzi citato, la seconda problematica appare decisamente più complessa. Spesso, all’interno di film e romanzi, viene raccomandato ai viaggiatori temporali di non interagire, in modo tale che un loro ritorno al passato possa rivelarsi del tutto ininfluente verso il futuro. Il monito, principalmente, concerne il tentativo di non lasciare una qualche traccia che possa determinare un ingente cambiamento negli eventi avvenire. Torricelli sottolinea, però, come ciò non possa assolutamente realizzarsi, poiché “un elemento, posto all’interno di un dato contesto, finisce inevitabilmente per modificarlo. E queste modificazioni, anche se minime, non potranno non lasciare delle tracce su ciò che avverrà dopo la sua scomparsa”.

Una plausibile soluzione

Altresì nel secondo caso, dunque, tornerebbe in auge l’ipotesi d’un universo parallelo, poiché, a rigore di logica, la sola presenza del viaggiatore risulterebbe sufficiente a generare una modifica del corso degli eventi. In alternativa, è plausibile ipotizzare che la presenza del viaggiatore stesso fosse già stata prevista ed inclusa nel flusso temporale che l’ha generato. In altri termini, ciò significherebbe che, prima della nascita del nipote, il summenzionato nonno avesse già subìto un tentativo d’omicidio, ovvero che il ritorno al passato fosse già stato scritto nel flusso temporale. Inoltre, la teoria conduce maggiormente all’idea paradossale d’un passato influenzato dal futuro, piuttosto che il contrario. Torricelli, a guisa di soluzione definitiva, propone la postulazione d’un piano a-temporale rispetto al flusso in questione. Non un universo parallelo, dunque, bensì un universo aggiuntivo che funga, in qualche modo, da contenitore, all’interno del quale tutto risulti oramai scritto e prestabilito.

Life is Strange e la dinamica del “riavvolgimento”

La protagonista Max, attraverso il gesto raffigurato, manifesta la capacità paranormale di riavvolgere il flusso temporale

Life is Strange è un’avventura grafica, suddivisa in cinque episodi, sviluppata da Dontnod Entertainment e pubblicata da Square Enix per Microsoft Windows, Playstation 3 e 4, Xbox 360 ed Xbox One. Come detto, il videogioco si divide in cinque episodi pubblicati lungo l’arco del 2015. Esso possiede la caratteristica tipica dei titoli di simile categoria e modalità, ovverosia il richiamo alleffetto farfalla ed alla teoria del caos già analizzato in Until Dawn. Tuttavia, a differenza dei precedenti, presenta un considerevole mutamento in termini di sviluppo della trama. La storia ruota attorno a Maxine “Max” Caulfield, una studentessa timida ed introversa che scopre di possedere l’abilità di riavvolgere il tempo in ogni momento. Ciò, di fatto, le conferisce la possibilità di resettare – per così dire – situazioni già vissute e di cambiare coscientemente il corso degli eventi.

Una concezione lineare del Tempo

Un’accezione essenziale da considerare in Life is Strange consta del concetto del Tempo come linea, anziché come circolo. Max, riavvolgendone il flusso, altro non fa se non spostarsi avanti ed indietro lungo la medesima linea temporale, alterando un evento e, di conseguenza, provocando un effetto domino verso i successivi. Tuttavia, sebbene il gioco consideri unico tale segmento, la protagonista manifesta spesso un’insicurezza riguardo il risultato dei propri viaggi. Nello specifico, così come lo stesso Torricelli, ella si domanda se il suo giocare con il passato possa in qualche modo generare differenti sviluppi dello stesso presente. Diversi universi paralleli, insomma.

Il viaggio nel tempo risulta da sempre un mero sogno e, almeno sinora, è costretto a restare tale. Nessuno può effettivamente e certamente sapere se, un giorno, tutto ciò sussisterà nel concreto, né se sarà mai realizzato a pieno. Forse, da un lato, è meglio così. Del resto, se mai fosse consentito ritornare indietro, rivivere il passato, le conseguenze potrebbero rivelarsi fatali e disastrose, più di quanto effettivamente si possa immaginare.

Simone Massenz