Ce lo dice il cofondatore del Centro per lo studio del rischio esistenziale Sir Martin Rees, il quale ipotizza che la civiltà umana abbia il 50% di probabilità di sopravvivere a questo secolo: le nostre vite, e quelle delle generazioni future, dipendono praticamente dal lancio di una moneta.
D’altronde abbiamo avuto già degli esempi eclatanti nella storia, in cui la vita sulla Terra è stata messa a dura prova. Per esempio, la cometa che si schiantò sullo Yucatan 66 milioni di anni fa, causò l’estinzione dei dinosauri e di altre numerose specie viventi. Un altro esempio risale a circa 75 mila anni fa, dove un supervulcano in Indonesia, eruttando, causò l’estinzione di quasi tutta l’umanità (primitiva) esistente a quei tempi.

Fonte foto: portalemisteri.altervista.org

Questi cataclismi, sono avvenuti durante un intervallo di tempo decisamente superiore alla durata attuale della nostra civiltà e sicuramente siamo più intimoriti da probabili attacchi terroristici o una guerra mondiale, piuttosto che da una gigantesca cometa.
Ma i dati statistici ci insegnano, che ciò che ha causato il maggior numero di decessi nella storia dell’umanità sono state le epidemie: quella spagnola ha provocato dal 3% al 6% di decessi dell’intera popolazione mondiale fra il 1914 e il 1918, la peste nera del 1300 invece supererebbe per numero di morti, quelli della Prima e Seconda guerra mondiale, della Guerra dei trent’anni, delle guerre civili più importanti e delle crociate messi insieme.

Il vero pericolo

In realtà tutto ciò, non c’entra con quello di cui dobbiamo avere veramente paura e che potrebbe farci estinguere in brevissimo tempo, che è la super intelligenza artificiale.
Questo ce lo dice una delle più brillanti e avanzate menti dei nostri  tempi, recentemente scomparso, il fisico Stephen Hawking, il quale attraverso i suoi studi, ha ipotizzato che in una data X, l’intelligenza artificiale prenderà il sopravvento sulla razza umana e sulla nostra biosfera.
Altri studiosi che sostengono la sua tesi, hanno ipotizzato scientificamente che grazie alla biotecnologia, le nanotecnologie e la biologia sintetica, in un futuro non troppo lontano, in cui sarà possibile manipolare il codice genetico a 360°, si potrà dare vita ad agenti patogeni incontrastabili. Un’ipotesi a riguardo, verterebbe appunto, sulla possibilità di creare dei microscopici nanobot, programmati per disassemblare e riassemblare qualsiasi tipo di materiale con qui vengono a contatto, riassemblandolo in cloni esattamente uguali agli originali, questo causerebbe la distruzione della nostra biosfera e della vita stessa.
In conclusione chi pensa che l’unico modo che possiede l’uomo per autodistruggersi, sia quello di una guerra nucleare, si sbaglia di grosso.

Fonte foto: bigpicture
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