Osservando la società, è facile notare come esistano chiare discrepanze tra uomini e donne. Ci sono molte sottili differenze nel modo in cui il cervello degli uomini e quello delle donne processa le informazioni e controlla le emozioni, il linguaggio e i processi cognitivi. Per molti anni si è ritenuto che l’ambiente, l’educazione e le differenze culturali avessero un peso maggiore rispetto alla biologia e ai geni. Tuttavia molte differenze sono evidenti già dopo pochi mesi dalla nascita, quando l’influenza dell’ambiente sociale è molto limitata. Negli ultimi anni si è iniziato a pensare che le differenze di comportamento e attitudini possano in realtà essere la conseguenza di differenze neurofisiologiche e anatomiche tra il cervello dei due sessi. 

È noto, ad esempio, che il morbo di Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica sono più comuni tra gli uomini, mentre la malattia di Alzheimer tende a colpire di più le donne, così come anche l’ansia e la depressione. Tuttavia i meccanismi per cui vi siano queste differenze nell’incidenza delle malattie sono ancora in gran parte ignoti. Proprio per questo è importante che la ricerca includa le donne nei campioni di soggetti. Inizialmente le femmine erano escluse dalle ricerche a causa delle loro fluttuazioni ormonali. Queste, infatti, erano viste come un possibile fattore confondente, in grado di causare un’eccessiva variabilità nei risultati. 

Differenze riscontrate

Negli ultimi 40 anni molti studi post-mortem e di neuro immagine hanno indagato la possibile esistenza di differenze di genere nel cervello. Alcuni di questi hanno evidenziato come l’encefalo degli uomini sia più grande e pesante di quello delle donne, ma se rapportati al peso corporeo medio questa differenza di fatto scompare. Tuttavia alcune aree sono chiaramente differenti tra i due sessi, anche in proporzione al peso medio. Il cervello dei maschi, ad esempio, presenta un maggior volume di amigdala e ipotalamo. La prima è deputata al controllo emozionale, il secondo controlla e integra le funzioni del sistema nervoso autonomo e l’attività endocrina. Questo è implicato inoltre in molte funzioni come la termoregolazione, il sonno e l’assunzione di cibo.

Al contrario, il cervello delle femmine presenta un volume maggiore nella corteccia prefrontale e nell’ippocampo. Il primo è coinvolto nella pianificazione dei comportamenti cognitivi complessi e nella presa di decisione, il secondo nel controllo delle emozioni e nella formazione dei ricordi. L’attivazione dell’amigdala favorisce l’immagazzinamento dell’esperienza, le donne, quindi, tendono a ricordare più degli uomini le esperienze di tipo emotivo, e ad assorbire più efficacemente informazioni di carattere sensoriale.

Da studi di risonanza magnetica sono emerse anche delle differenze funzionali. Per esempio, il cervello delle donne elabora il linguaggio verbale contemporaneamente nei due emisferi, in quello degli uomini, invece, viene elaborato solo nell’emisfero di sinistra. Di contro, il cervello maschile sembra avere una maggiore connettività a livello del cervelletto, deputato al controllo dei movimenti. 

Teorie sull’origine delle differenze 

Le differenze nella dimensione di amigdala e ippocampo possono essere spiegate da una maggiore densità di recettori per gli androgeni (ormoni maschili) nell’amigdala rispetto a livelli più elevati di recettori per gli estrogeni (recettori femminili) nell’ippocampo. In antichità gli uomini delle caverne si dedicavano alla caccia, mentre le donne raccoglievano il cibo e curavano i bambini. Secondo David Geary, ricercatore dell’Università del Missouri, migliori capacità di orientamento favorivano gli uomini nel ruolo di cacciatori. La preferenza per le relazioni sociali, invece, poteva aiutare le donne nel compito di organizzare il gruppo familiare. Un’altra ipotesi suggerisce che differenze strutturali a livello di encefalo potrebbero esistere per compensare differenze fisiologiche dovute ai diversi livelli di ormoni gonadici e alla diversa espressione dei geni legati al sesso. In pratica, secondo quest’ultima teoria, le differenze neurali permetterebbero che la funzione del cervello in maschi e femmine sia simile. 

Differenze apparenti

In realtà, uno studio condotto da più università, ha rivelato una vasta sovrapposizione tra la distribuzione delle caratteristiche del cervello maschile e femminile. Sono quindi rari i cervelli che hanno caratteristiche spiccatamente attribuibili a uno dei due sessi. La maggior parte dei cervelli, invece, può essere definita come un “mosaico” di caratteristiche uniche, talvolta più comuni nei maschi, talvolta nelle femmine. Pertanto, nonostante le differenze citate, quasi mai il cervello umano rientra in una delle due categorie di genere. Le varie differenze neurali si manifestano quindi in maniera molto sottile.

Marco Prevedello 

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