Nelle ultime ventiquattro ore il nostro bel paese ha assistito a una spaccatura memorabile: violenti nubifragi e temporali nelle maggiori città del Nord e temperature in continua salita al Sud. Milano e Torino, da una parte, vedono esondazioni, livelli dell’acqua salire e tempeste di fulmini, mentre dall’altra, le temperature continuano a salire, superando i 35 gradi in alcune zone della Sicilia e della Sardegna.

 

La spaccatura

Sono le tre del mattino circa, il sole ci metterà ancora del tempo ad alzarsi sopra il capoluogo lombardo e all’improvviso qualcosa rompe il silenzio. Sono i primi rumori di un violento temporale che poche ore dopo causerà l’allarme degli esperti, riportando l’esondazione del Seveso, veri e propri fiumi in alcune delle piazze principali e numerosi tetti scoperchiati. La maggiore città del centro nord è sotto attacco.

Sorte non diversa per le zone orientali ed occidentali del centro Italia. Se la provincia di Torino vede abbattersi per la terza sera di seguito una violenta tempesta di fulmini, tenendo occupati vigili del fuoco per quasi tutta la notte a causa di allagamenti di garage e sottopassaggi, allo stesso modo numerosi sono i disagi in Trentino, dove un temporale misto a grandine si è riversato su gran parte del territorio, causando ulteriori complicazioni in seguito all’esondazione del Rio Costalunga di due giorni fa.

In tutto ciò, al Centro-Sud le temperature sono in continua crescita. Picchi di oltre 35 gradi, caldo afoso e alta pressione di matrice africana caratterizzano la parte centro-meridionale della penisola. Tuttavia, tali alte temperature potranno tornare anche al nord, causando possibilmente altri violenti temporali grazie all’infiltrazione di correnti fredde.

 

L’uomo e la natura

Eventi estremi come quelli accaduti nelle ultime ore, danno da riflettere sul rapporto che l’uomo ha con ciò che lo circonda.

Un interessante chiave di lettura del rapporto uomo-natura ci viene fornita da Immanuel Kant nella Critica del Giudizio, quando parla di sublime matematico. Esso è il sentimento che si prova di fronte a «ciò che è assolutamente grande, ciò che è grande al di là di ogni comparazione», che viene «rappresentata come tale da provocare timore».

La riflessione del filosofo prussiano sembra porci di fronte ad una sorta di impotenza. Kant, infatti, sembra dirci che quando la natura decide di scatenarsi, non si può far altro che accettarlo, provare quel sentimento di bello misto a timore ed aspettare che tale affascinante furia passi. Dall’altra parte, però, negli ultimi due secoli gli esempi della responsabilità dell’uomo sulla natura e sulla condizione di allarme per l’impatto amientale sembrano affermare una sorta di emancipazione di quest’ultimo rispetto alla natura.

Dove sta quindi la verità? È possibile che l’uomo, pur essendo assoggettato alla natura, in un certo senso, possa agire in modo permanente, andando, quindi, a modificare l’ambito naturale?

 

 

FONTERepubblica
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