Il primo caso si è registrato il 23 ottobre, quando una bambina di 8 anni con i sintomi della malattia viene ricoverata in ospedale, la seguono alcuni giorni dopo il fratello di 11 anni e i cugini di 2 e 16. Lo stesso giorno viene ammesso in ospedale per altri motivi un bimbo di 11 mesi che successivamente sarà contagiato anche lui dal morbillo. Alcuni giorni dopo, 8 novembre, viene infettato anche l’addetto alla sorveglianza del reparto delle malattie infettive, la mamma del bambino di 2 anni e un’altra donna che, stando agli esperti, non sarebbe collegata all’eventuale contagio.

Ovviamente la questione si scalda quando viene sottolineato che nessuno era stato sottoposto al vaccino. Nemmeno l’addetto alla sorveglianza.

Questo situazione ricorda il caso scoppiato nell’ospedale di Trieste attorno alla metà di ottobre: qui furono sette le persone che mostrarono i sintomi del morbillo tra cui quattro operatori sanitari non vaccinati. In questa occasione inoltre, a seguito di complicazioni respiratorie del malato, è avvenuto l’unico decesso per morbillo registrato in Italia nell’ultimo anno.

Tuttavia il morbillo se prevenuto in modo appropriato o trattato con le dovute cure, non è nè una malattia mortale nè da temere. Secondo il bollettino per morbillo e rosolia pubblicato dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia dal 1° gennaio al 30 settembre 2018 ci sono stati 2295 casi di morbillo di cui 100 riguardano operatori sanitari, mentre l’unico caso di decesso è avvenuto appunto, per complicanze respiratorie. In Francia la quota raggiunge i 2718 casi, in Germania scende a 510 e in Inghilterra 886 (European Centre for Disease, Prevention and Control). Negli Stati Uniti invece, dove i bambini sono ammessi a scuola solo se vaccinati, sono stati registrati solamente 142 episodi individuali dall’inizio dell’anno. (Centers for Disease Control and Prevention, USA)

Diffusione del morbillo in Europa da settembre 2017 ad agosto 2018 (https://ecdc.europa.eu/en/publications-data/measles-notification-rate-million-population-country-eueea-1-october-2017-30)

Proprio riguardo le vaccinazioni è intervenuto in occasione dei casi di Trieste il presidente del Dipartimento di Igiene e Sanità pubblica, Riccardo Tominz: “Era abbastanza prevedibile che prima o poi vi fosse un focolaio, perchè il tasso di vaccinazione è molto basso. A livello locale resta complessivamente all’87%”, un dato “ben al di sotto della soglia di immunità di gregge che è del 95%”. La soglia del 95% è significativa perché permette di tutelare anche quelle persone che non possono essere vaccinate, e raggiungere quindi l’ immunità di gregge, come bambini troppo piccoli o immunodepressi.
Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, definendo la situazione come “allarmante” ha dichiarato: “Si è creata in Italia dal 1999, da quando il Parlamento ha abrogato l’obbligo di iscrizione a scuola con il certificato di vaccinazione, una vera bomba microbiologica. I bambini che non si sono vaccinati nel 1999 oggi hanno 18-19 anni e sono decine di migliaia; vivono e si muovono e il morbillo è un virus tra i più contagiosi che esistano”. 

Invece con il verificarsi dei casi di Bari emerge un’ulteriore questione, considerato che la Puglia ha raggiunto l’immunità di gregge negli ultimi tre anni. Sempre Ricciardi ricorda che particolare attenzione dovrebbe essere prestata alla questione del rispetto del protocolli in caso di malattie infettive e dell’importanza di stabilire l’obbligatorietà dei vaccini per il personale sanitario e nello specifico per coloro che lavorano in ambienti strettamente a rischio, considerato che: “C’è una legge sulla sicurezza sui luoghi di lavoro – osserva Ricciardi – che obbliga il datore di lavoro e il lavoratore ad attuare le misure per la prevenzione dei rischi, e non c’è rischio più evidente di quello della malattia, e quindi a legislazione vigente non serve altro che far rispettare la legge. Se ci fosse un intervento chiarificatore da parte dei ministeri competenti sarebbe però un contributo importante”.

Erica Da Ronco

 

CONDIVIDI
Articolo precedenteHo sposato un ologramma. Quando l’amore diventa realtà… virtuale
Prossimo articoloLa memoria come Sherlock: uno studio rivela quanto sia vicina alla realtà

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.