Sarà capitato a tutti gli spettatori della ormai famosissima serie The Big Bang Theory di chiedersi come mai il personaggio tanto spigliato e, alle volte, disinibito Rajesh Koothrapali abbia così tanti problemi a rivolgersi al sesso femminile. Sarà per imbarazzo? Sarà per timidezza? Eppure, il problema è più serio di quello che sembra. Si tratta, infatti di Mutismo selettivo. L’esempio di Raj, infatti, è il simbolo di una fetta di popolazione veramente ristretta e, proprio per questo motivo, alle volte ignorata e, spesso, poco compresa. Gli stessi personaggi della serie, infatti, molto spesso, deridono, anche se in modo affettivo, il personaggio. Scopriamo cos’è il mutismo selettivo, come funziona e come è possibile curarlo.

Storia di Rajesh

Evoluzione di Raj nel tempo, The Big Bang Theory

Raj è un astrofisico emigrato negli Stati Uniti dall’India, dopo aver studiato a Cambridge nel Regno Unito, per lavorare al Dipartimento di Fisica del Caltech a Pasadena, in California. Ha ottenuto, poi, un riconoscimento per i suoi studi e per la pubblicazione sulla fascia di Kuiper, una regione del Sistema Solare. Koothrappali è figlio di un importante ginecologo, grazie al quale la famiglia gode di un’ottima stabilità economica. Come tutti gli spettatori della serie sapranno, Raj è il migliore amico di Howard Wolowitz, nonché suo collega, con il quale intrattiene un rapporto controverso e a tratti ambiguo. Il rapporto con Wolowitz è controverso tant
o quanto la sessualità di Raj, il quale la esprime in maniera impacciata e, a volte, fuori luogo. Come abbiamo visto, Koothrappali è contraddistinto dal suo Mutismo Selettivo verso le donne, che il personaggio stesso cerca, spesso, di contrastare con l’alcol il quale, come molti di noi sapranno, ha effetti disinibenti. Nel corso delle stagioni, tuttavia, Raj riuscirà a guarire da questa condizione, riuscendo, finalmente, a rapportarsi col sesso femminile in maniera tranquilla.

Il Mutismo

Il Mutismo Selettivo rientra tra i disturbi d’ansia citati nel Manuale Diagnostico Statistico (DSM-V)
e, generalmente, compare nell’infanzia. È caratterizzato dall’incapacità, da parte del bambino, di parlare e di rapportarsi con gli altri nonostante manifesti la volontà di farlo. Spesso, capita che il bambino presenti questo tipo di disturbo in contesti particolarmente ansiogeni, come la scuola (o l’asilo) o in luoghi pubblici nei quali ha sperimentato situazioni di forte disagio. Normalmente questo disturbo tende a sparire con il tempo, se adeguatamente curato come vedremo in seguito. Tuttavia, a volte, in presenza di qualche evento traumatico o di qualche situazione di stress, il disturbo si può ripresentare anche in età adolescenziale e in età adulta. 

MUTISMO IN ETÀ ADULTA: gli individui colpiti da questo tipo di disturbo costituiscono circa l’1% della popolazione mondiale. È importante sottolineare che il mutismo si diagnostica solo nelle casi in cui non siano presenti altri tipi di patologie psichiche o cliniche, poiché, in quel caso, potrebbe essere affiliato alla malattia. Negli adulti, inoltre, possono esistere cause scatenanti eterogenee ma che, in ogni caso, comprendono l’esistenza di un fattore scatenante lo stress. In questo tipo di situazioni la psiche, infatti, tende a creare dei meccanismi di difesa che la proteggano da danni permanenti causati dallo shock. Per comprendere meglio il disturbo si applica, inoltre, una classificazione primaria: 

  • Mutismo totale acquisito: si manifesta in seguito ad uno shock psicologico e scompare, solitamente, all’improvviso;
  • Mutismo Elettivo o Selettivo Stabile: l’individuo, in questo caso, riesce a comunicare solo in ambienti conosciuti e che gli ispirano tranquillità, negli altri contesti si esime dal parlare. 

Come curare il mutismo?

  • Tecnica dello Stimulus Fading: consiste nell’introdurre il soggetto affetto da mutismo in una cerchia di persone con la quale possa interagire con calma e poco per volta, affinché possa ambientarsi, sentirsi a suo agio ed, eventualmente, cominciare a produrre le prime parole. La confidenza, infatti, riveste un ruolo molto importante, poiché, attraverso di essa, si può invogliare il soggetto a rinnovare la fiducia verso il prossimo e a superare lo shock subito;
  • Tecnica della Desensibilizzazione Sistemica: con questa tecnica il soggetto viene esposto a livelli sempre crescenti di stress, in modo tale che vi si abitui e possa imparare, gradualmente, a gestire situazioni difficili. In questo modo, il soggetto viene desensibilizzato, o neutralizzato, a tal punto da superare il proprio trauma e imparando a gestire i sentimenti negativi.

È importante sottolineare che i progressi del soggetto saranno lenti e graduali, all’inizio addirittura impercettibili. Un ingrediente essenziale risulta essere, dunque, la pazienza. 

Anche nelle serie tv comiche come, appunto, The Big Bang Theory, si intravedono aspetti di una quotidianità che, tuttavia, non fa parte della vita di tutti. È curioso come, certe volte, le serie tv riescano a trasporre delle situazioni problematiche e non vissute da tutti e farle apparire addirittura normali. 

Alice Tomaselli

CONDIVIDI
Articolo precedenteSicuri di essere sempre gli stessi? Erving Goffman e la teoria degli individui come “attori”
Prossimo articoloFiocchi di neve: il preciso ordine del caos e la curva di Koch

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.