È stato arrestato il 30 maggio ed ora è in attesa del giudizio della corte salernitana, Antonio Ferruccio Sorrentino è accusato di incendio aggravato dopo che è stato colto ad appiccare fuochi in tre diversi cassonetti dell’immondizia in quel di Nocera Inferiore. Sembrerebbe infatti che nell’arco di un paio d’ore l’accusato abbia acceso tre diversi roghi in tre punti diversi della città, senza nemmeno assistere alla propria creazione. Il crimine è stato classificato come incendio aggravato nonostante la mancanza di un movente o di vittime, anche perché il tempismo dei pompieri ha salvato le abitazioni che potevano venir coinvolte dal propagarsi del fuoco. Gli unici danni riscontrati sono confinati agli stessi contenitori dei rifiuti e ad una macchina in sosta, per non parlare degli odori terribili che fuoriuscivano.

Questo crimine in cui risvolti sono stati fortunatamente limitati deve essere preso in considerazione con la massima cautela proprio per la natura dei crimini; infatti l’impiego del fuoco nei crimini è noto alla psicologia come “piromania” ed è considerata una pericolosa ossessione tale da condizionare la mente di chi ne è affetto. Il termine piromania deriva dal greco e si traduce letteralmente come “ossessione per il fuoco”, e come è facile dedurre chi ne è affetto sperimenta un’euforia unica nel vedere il fuoco che si propaga. Spesso i piromani vengono identificati nel vasto mondo dei criminali come una forma specifica di assassini: niente di più falso, infatti l’ossessione per il fuoco non è strettamente legata agli istinti omicidi, le due condizioni possono intrecciarsi a causa della forza disruttiva delle fiamme, ma al contrario è facile che il profilo psicologico dell’assassino sia diametralmente opposto a quello del piromane, oggi con l’aiuto della psicologi cercheremo di  far luce sulla personalità di quest’ultimo.

A conferma delle notevoli differenze tra un assassino seriale ed un piromane seriale, quest’ultimo non è incline alla violenza, anzi spesso si tratta di individui timidi con problemi relazionali di ogni genere; per interagire più facilmente con la loro ossessione non tentano vie oscure e malavitose, anzi cercano di intraprendere la carriera, ad esempio, di vigile del fuoco per interagire con il fuoco più facilmente. Per evitare fraintendimenti non stiamo parlando di individui docili e responsabili, si tratta sempre di una delle più pericolose ossessioni devianti. L’insorgenza di un’ossessione di questo genere non è facilmente riconducibile ad un evento traumatizzante della propria infanzia o un episodio chiave della propria vita: come tutte le ossessioni le cause di insorgenza sono filtrate dalla propria esperienza soggettiva e quindi non è possibile stilare un elenco delle cause possibili.

Tuttavia, è possibile tracciare il profilo comportamentale di un piromane che senza freni cerca di soddisfare la sua ossessione: come una dipendenza, l’adorazione del fuoco deve essere assecondata in episodi sempre più massicci, è molto difficile senza aiuto controllare un piromane seriale. Il suffisso “seriale” viene applicato all’individuo quando questo inizia sistematicamente a commettere crimini per compiacere la sua ossessione, dopotutto viene applicata solo in caso di criminali recidivi: serial killer, rapinatore seriale ecc. Per questo è importante che il tribunale non trascuri un caso di piromania non ancora scoppiato in una ossessione distruttiva. Infatti, il criminale Salentino non ha fatto male a nessuno, ma nulla assicura che in futuro la situazione non degeneri in una tragedia, visti anche i piccoli precedenti penali dell’accusato i quali non agevolano la situazione.

CONDIVIDI
Articolo precedenteCervo volante: fonte di ispirazione per nuovi super-materiali
Prossimo articoloLa strage di Bologna