Gli “Shinrin-yoku” hanno un ruolo terapeutico nella cura della salute degli individui e sono largamente utilizzati nella medicina orientale. Diversamente, la medicina occidentale è più improntata ad un uso, spesso sregolato, di farmaci e terapie che nulla hanno a che vedere con la natura. La tradizione orientale, tuttavia, può portarci a rivalutare il nostro rapporto con la natura e la sua utilità anche a scopo medico. Del resto, si è tanto discusso del ruolo dell’omeopatia nella cura delle malattie organiche, una polemica del tutto fondata dal momento che i farmaci omeopatici, non contenendo alcun principio attivo, non possono essere utilizzati per curare una patologia del corpo. Ma si può dire con estrema certezza che può valere lo stesso anche per le malattie della mente? Sicuramente i “bagni nella natura” hanno un effetto benefico, tuttavia, bisogna anche tenere in conto quando non possono essere utili. Definiamo, allora, la malattia, cosa sono gli psicofarmaci, quando servono e quando non servono. 

I bagni nella foresta

Shinrin-yoku significa letteralmente “bagno nella foresta” e si riferisce a quella pratica attuata in Giappone per combattere disturbi che intaccano la sfera sia psichica che fisica. Il nome fa riferimento principalmente all’immersione nell’atmosfera della foresta, una pratica affiliabile all’aromaterapia. Evidenze scientifiche hanno dimostrato che queste brevi passeggiate, attuabili non solo in un bosco, ma anche in zone molto ricche di vegetazione, hanno effetti decisamente positivi non solo sul sistema immunitario, ma anche sul sistema ormonale, riducendo drasticamente la produzione Cortisolo, battezzato come “ormone dello stress”. L’effetto benefico delle passeggiate è stato studiato dall’Università della California, la quale ha individuato nella “medicina forestale” un ottimo deterrente contro qualsiasi tipo di malattia, poiché sia le malattie del corpo che quelle della mente spesso possono essere ricondotte a fattori immunologici. 

GLI ALBERI CURANO L’ANSIA? Sembrerebbe proprio di sì. Ciò è dovuto alla presenza di alcuni tipi di Terpeni, oli essenziali contenuti nelle piante, i quali hanno proprietà anti-depressive e calmanti di grandissimo effetto. 

Perchè usare gli psicofarmaci?

Gli psicofarmaci sono stati studiati prettamente per curare alcuni disturbi relativi alla sfera psichica quali depressione e ansia, ma anche disturbi bipolari e distacchi dalla realtà causati dalle psicosi. Questi agiscono direttamente sul Sistema Nervoso Centrale e vengono utilizzati per tamponare gli effetti di una malattia grave, per consentire al soggetto di poter condurre una vita quanto più normale possibile. È molto importante sottolineare che gli psicofarmaci vengono utilizzati quando la terapia con il soggetto non presenta i risultati sperati, per facilitarla o per mitigare gli effetti devastanti causati da malattie psichiatriche gravi. Dunque, questi non vengono utilizzati come soluzione immediata al disturbo. 

UTILIZZO: spesso si teme che queste sostanze possano causare dipendenza. Ciononostante, i dosaggi vengono studiati attentamente per ciascun paziente, che varia a seconda della situazione, della persona e della gravità dei sintomi. Il dosaggio, inoltre, non è continuo ma pensato per essere portato a termine in un breve periodo e affinché il soggetto possa sentire il meno possibile gli effetti collaterali. 

Confine tra malattia e normalità

Una realtà sempre più affermata e studiata da ricercatori quali Allen Frances è quella secondo cui si ha un utilizzo smodato e sregolato, soprattutto negli Stati Uniti, di questi farmaci anche quando questi non servirebbero. Il confine tra normalità e malattia si sta assottigliando sempre più. Si cerca la soluzione più rapida e la più immediata ad un problema, che sia questo serio o meno. I farmaci, sicuramente, hanno un effetto più tangibile rispetto alle normali terapie e rispetto alle alternative naturali precedentemente citate, tuttavia è bene ricordare che questi sono solo un espediente, non la cura. L’utilizzo indiscriminato può portare, inoltre, ad una percezione malsana del loro utilizzo e ad una svalutazione dell’utilità della terapia nonché della credibilità degli studiosi della mente.

Le sostanze naturali utilizzate in aromaterapia e presenti in natura mostrano, come è ovvio, una grande biodisponibilità. Una bella passeggiata nel bosco può migliorarci, in tutti i sensi la vita ma non bisogna dimenticare l’utilità degli psicofarmaci. La medicina alternativa è un valido supporto per la medicina tradizionale e va considerata come medicina vera e propria solo e solamente dietro un supporto scientifico che ne comprovi l’effetto benefico. Sebbene la loro utilità sia stata comprovata da numerosi studi, questa sembra essere una realtà ancora molto distante dalle psicoterapie.

Alice Tomaselli

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