La pillola abortiva è un farmaco a cui possono ricorrere tutte le donne che, per qualsivoglia motivo, desiderino interrompere una gravidanza. Questa pratica si esegue sotto controllo medico, ma qual è il meccanismo di azione di questo farmaco?

Gli anticoncezionali e la pillola del giorno dopo (il cui funzionamento è spiegato in questo articolo) sono dei metodi che permettono ad una donna di evitare una gravidanza. A differenza di questi, la pillola abortiva è un preparato farmacologico che permette di interrompere la gestazione quando questa è già in atto.

Si può ricorrere all’aborto farmacologico entro i 49 giorni dall’inizio della gravidanza, scaduti i quali si deve ricorrere all’aborto chirurgico.

Questa pratica deve avvenire però sotto il controllo di un medico, in quanto le condizioni della donna, psicologiche e fisiche devono essere monitorate. L’aborto farmacologico consiste in due step:

  1. Assunzione della pillola abortiva: un dosaggio che può andare dai 200 ai 600 mg di mifepristone.
  2. Dopo alcuni giorni, il medico può somministrare 200 microgrammi di misoprostolo se non si è ancora verificata l’espulsione dell’embrione.

La pillola abortiva: gli effetti del mifepristone

Dopo il concepimento, il corpo luteo formatosi sopo l’ovulazione, continua a produrre progesterone, un ormone che agisce sulle pareti uterine e consente il mantenimento della gravidanza. Il mifepristone è un ormone sintetico con effetto anti-progestinico. Questo blocca i recettori di progesterone, in modo particolare quelli dell’utero. Il farmaco causa un blocco della crescita embrionale e un distacco dell’endometrio, la mucosa che ricopre l’utero e che ospita l’embrione appena fecondato.

pillola abortiva
Struttura del Mifepristone, il principio attivo della pillola abortiva

La sola pillola a base di mifepristone ha efficacia nell’80% circa dei casi. Il sanguinamento inizia generalmente dopo 24-48 ore dalla sua assunzione. Nel caso in cui l’aborto non sia avvenuto nelle 36-48 ore successive all’assunzione del farmaco, il medico somministra un prostaglandinico alla paziente.

Il misoprostolo

Il misoprostolo è un analogo sintetico delle prostaglandine, in modo particolare della prostaglandina E1 (PGE1). I suoi usi principali sono: prevenzione di ulcere da uso di FANS (Farmaci antinfiammatori non steroidei), trattamento dell’aborto spontaneo, induzione del parto e come farmaco abortivo.

Struttura del Misoprostolo

Il misoprostolo attiva le contrazioni uterine favorendo l’espulsione della mucosa, che avviene in modo analogo alle mestruazioni. L’espulsione dell’embrione avviene nella quasi totalità dei casi in seguito all’assunzione del farmaco, e solo il 3% delle volte avviene prima del suo uso. La donna dovrà poi ritornare per un controllo ginecologico dopo 10-14 giorni.

Effetti collaterali

La pillola abortiva, oltre al sanguinamento e ai crampi, può portare ad alcuni effetti collaterali che possono essere lievi o più gravi. La donna infatti può lamentare nausea, vertigini e mal di testa in seguito all’aborto. In alcuni casi, anche se rari, si può andare incontro anche alla malattia infiammatoria pelvica o alla metrite. La pillola abortiva può anche avere effetti a livello psicologico: la paziente può sviluppare ansia e depressione in seguito ad un aborto. Perciò se una donna decide di fare questo passo è sempre bene sostenerla e supportarla, a prescindere dalle questioni etiche che sono strettamente personali.

Michele Sciamanna

CONDIVIDI
Articolo precedenteGulliver e Heidegger: qual è il senso più profondo del linguaggio?
Prossimo articoloAppello in favore della scienza. Il Patto trasversale e il punto della situazione sulla ricerca italiana

2 Commenti

  1. Ansia e depressione non sono un effetto collaterale della pillola in quanto farmaco come si evince dal testo. Gli effetti a livello psicologico di una interruzione di gravidanza ci sono anche in caso di aborto chirurgico e non solo farmacologico: non dipendono dall’assunzione del farmaco ma dalla finalita’ per cui il farmaco viene assunto.
    Inoltre da specificare che la PID, malattia infiammatoria pelvica, non e’ una conseguenza e nemmeno un affetto collaterale dell’interruzione di gravidanza quanto della presenza di infezione da Chlamidia.

    • Sull’ansia e depressione forse mi sono spiegato male io, non volevo attribuirla alla pillola in sé ma alla scelta di voler abortire che di certo non è facile e potrebbe comunque portare ad avere dei rimorsi.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.