Attingere ai poteri presidenziali di emergenza potrebbe consentire al Sig. Trump di aggirare il Congresso e accedere alle risorse necessarie per completare il progetto. Ma quali sono questi emergency powers, e usarli è davvero così semplice?

Cos’è esattamente uno “stato di emergenza”?

Lo stato di emergenza viene dichiarato in tempi di crisi. In questo caso, Trump afferma che la crisi è stata causata dai migranti che arrivano sul confine USA-Messico.

Secondo Elizabeth Goitein, condirettore del Programma di sicurezza nazionale del Centro di Brennan, la dichiarazione di un’emergenza nazionale conferisce al presidente «l’accesso a poteri speciali contenuti in oltre 100 altre leggi».

Sostenitori di Trump in Texa

La questione relativa alla frontiera con il Messico è davvero un caso di massima emergenza?

Sebbene entrambe le parti chiamate in causa concordino sull’effettiva problematicità della questione, il fatto che essa costituisca un’emergenza rimane tuttavia profondamente in discussione. Da un lato, nel solo mese di novembre, più di 2000 persone sono state quotidianamente allontanate o arrestate al confine. I sostenitori del muro affermano  che questo basta e avanza per dichiarare un’emergenza.

Altri, invece, sostengono che la cifra sia molto più bassa di un decennio fa, e molte delle migliaia di persone che viaggiano verso nord da paesi come l’Honduras si presentano come richiedenti asilo, cercando di entrare legalmente nel paese.
Elizabeth Goitein, un’esperta dei poteri di emergenza del presidente, non crede che si sia raggiunto quel limite (che permetterebbe l’utilizzo dei poteri di emergenza, ndr).

«È necessario che si tratti di qualcosa di rapido e totalmente imprevisto», sostiene la Goitein. «Pensata per essere una misura provvisoria». «Non sarebbe questo il caso e ci troveremmo di fronte a un tremendo abuso di potere al fine di mandare in tilt il processo politico».

Lei, tuttavia, porta l’attenzione a due sezioni della legge di cui Trump – che potrebbe cercare di usare tale potere per sbloccare i fondi necessari per il muro – potrebbe eventualmente servirsi.

Una consentirebbe il reindirizzamento di fondi per progetti militari già approvati dal Congresso. L’altra richiederebbe all’amministrazione di dimostrare che il muro costituisca una costruzione, e quindi una spesa, militare.

Confine Usa-Messico, fonte: bbc.com

Quindi, Trump potrebbe costruire un muro di emergenza?

Tecnicamente è possibile. Tuttavia, è improbabile che gli avversari politici di Trump e i gruppi per la protezione dei diritti civili glielo permettano senza lottare. In primo luogo, il Congresso potrebbe votare a sfavore di una tale risoluzione. Quanto ciò sia probabile, però, non è del tutto chiaro.

Ad ogni modo, se riuscisse a passare, ci sarebbe ancora la possibilità che la mossa venga bloccata tramite i tribunali. Così, si riproporrebbe un precedente legale che risale alla presidenza di Harry Truman, quando il presidente provò a nazionalizzare l’industria siderurgica durante la guerra in Corea.

Adam Schiff, presidente del comitato di intelligence della Camera, ha dichiarato ai microfoni della CNN: «Se Harry Truman non poteva nazionalizzare l’industria dell’acciaio durante la guerra, questo presidente non ha il potere di dichiarare un’emergenza e costruire un muro multimiliardario lungo il confine».

Muro di frontiera tra San Diego e Tijuana

Con quale frequenza i presidenti utilizzano i poteri di emergenza?

Sorprendentemente spesso. Ad esempio, Barack Obama, li ha usati ben 13 volte, mentre il suo predecessore George W. Bush 12. Se Trump andasse avanti dichiarando un’emergenza nazionale, sarebbe già la quarta volta in soli due anni di mandato.

Ci sono attualmente 30 emergenze nazionali ancora in atto negli Stati Uniti. Tra queste, quella dichiarata dal presidente George W. Bush dopo gli attentati alle Torre Gemelle dell’11 settembre o quella dichiarata dal presidente Barack Obama per l’epidemia di febbre suina nel 2009.

Forse, però, il caso più famoso di un presidente che fa uso dei poteri di emergenza è quello relativo a Franklin D. Roosevelt. Roosevelt lì utilizzò per ordinare l’internamento di oltre 110.000 giapponesi-americani nei mesi successivi all’attacco del 1941 a Pearl Harbor.

Franklin D. Roosevelt

Quali sarebbero le implicazioni a lungo termine della costruzione del muro con il Messico?

Innanzitutto potrebbe significare che gli Stati Uniti debbano trovare miliardi di dollari per finanziare la costruzione del muro in un futuro non troppo lontano. Nonostante le precedenti assicurazioni di Trump, non sembra che il Messico non sborserà un singolo peso.

Ma ciò potrebbe anche servire come monito al Congresso circa il livello di potere concesso ai presidenti attraverso la Legge Nazionale sulle Emergenze del 1976.
«Tutto questo dimostra perché la legislazione non possa riporre una fiducia così illimitata in un presidente», ha affermato Elizabeth Goitein.

 

Daniele Farruggia

 

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