Una serie come quella de I Simpson non smette mai di sorprendere per la ricchezza di spunti di riflessione e di critica. Se dovessimo analizzare ogni episodio potremmo cercare riferimenti alla società, allo stile di vita degli americani (ma anche degli europei e degli asiatici), alle ideologie e agli stereotipi più vari. Mi è capitato di soffermarmi su un episodio in particolare dell’ottava stagione, precisamente l’episodio 23. La prima volta che lo vidi, oltre a divertirmi molto, mi turbò lievemente. L’episodio in questione, intitolato ‘Il nemico di Homer‘, presenta un nuovo personaggio, Frank Grimes, soprannominato scherzosamente ‘Grimmione’ da Homer. Frank viene mostrato come un uomo che ha lottato a denti stretti nella vita per cercare di trovare il suo posto nel mondo. Da sempre partito svantaggiato, abbandonato dai genitori e costretto a lavorare da fattorino fin dalla tenera età consegnando regali a ricchi bambini, ha cercato di affermare sé stesso e la sua intelligenza, in bilico tra i pregiudizi e la sua traballante autostima. Nei suoi pochi momenti liberi ha sempre studiato fino a ottenere la laurea per corrispondenza in Fisica nucleare. Grimes, a 35 anni, si sente notevolmente realizzato quando viene assunto per lavorare nella centrale nucleare di Springfield, soprattutto in virtù del fatto che il traguardo che ha appena raggiunto se l’è guadagnato col sudore della fronte e con la fatica di un vero lavoratore onesto. Purtroppo per lui, lo strano e assurdo mondo de I Simpson continua a riservargli sorprese sgradite e sfortune immeritate.

Frank Grimes (a sinistra) si presenta a Montgomery Burns, il quale lo ha espressamente richiesto come impiegato. (Fonte: article.wn.com)

Un esempio dell’assurdità che impregna la vita di questo sfortunato lavoratore è quella di essere stato chiamato alla centrale nucleare per ricoprire l’importante ruolo di vice-direttore esecutivo ma che poi, una volta giunto fin lì, viene relegato dal direttore Burns a semplice impiegato perché vorrebbe eleggere vice-direttore esecutivo un cane distintosi per le sue azioni eroiche. Questo è solo uno dei primi avvenimenti assurdi nella nuova vita lavorativa di Grimes perché i seguenti (e numerosi) eventi sono caratterizzati dall’incontro con Homer Simpson, l’eterno rappresentante di quel mondo assurdo de I Simpson, riscontrando non poche difficoltà a mantenere un certo equilibrio mentale. Homer è sostanzialmente un nullafacente sul lavoro, un lavoro che tra l’altro non si è nemmeno meritato e per il quale non possiede uno straccio di qualifica o competenza nel svolgerlo. Passa le sue giornate a poltrire sulla sua postazione di lavoro o a bighellonare nei corridoi, mangiando a sbafo ciambelle nell’area ricreativa. Frank si ritrova esterrefatto dal comportamento di Homer ma è ancor più sorpreso nel vedere che né i colleghi, né i superiori sembrano indignarsi per questa sua assurda condotta lavorativa. Ciononostante, il bravo lavoratore Frank verrà punito in diverse occasioni dai superiori e preso in antipatia dai colleghi, immeritatamente. L’odio e l’invidia verso il successo inspiegabile di Homer si acuisce ancor di più quando viene invitato a cena in casa Simpson, scoprendo che questi ha una bella famiglia, una bella casa e che ha vissuto esperienze che un uomo normale come lui non può pensare di affrontare, come l’essere stato un astronauta. Frank decide, quindi, di prendere in giro Homer di fronte a tutti per cercare di far capire quanto sia stupido: gli fa credere di dover partecipare ad un concorso per bambini impegnati a realizzare un modellino innovativo della centrale nucleare. Con stupore di Frank, il pubblico acclama Homer e ottiene il primo premio nonostante fosse un concorso riservato esclusivamente a dei bambini. È La goccia che fa traboccare il vaso della ragione. Frank impazzisce e in preda alla pura follia comincia a fare ciò che vuole, compreso toccare dei fili elettrici ad alta tensione, perché anche lui può essere come Homer Simpson, l’uomo che può fare tutto rimanendo impunito e immacolato.

Frank Grimes, in preda alla follia, qualche istante prima di provocare la sua morte. (Fonte: archivo.trompe.pe)

La morte di Frank Grimes rappresenta il trionfo dell’assurdo. Matt Groening, il creatore dei Simpson, ha affermato che l’episodio in questione rappresenta il caso in cui una persona del mondo reale viene catapultata nel grottesco mondo dei Simpson. Quindi Frank impazzisce perché il mondo in cui vive è davvero paradossale. Egli si sente davvero normale ma non riesce a comunicarlo e soprattutto non riesce a comunicare il senso di assurdità che prova. L’incomunicabilità è una caratteristica fondamentale della concezione dell’assurdo incarnata filosoficamente da Albert Camus. Secondo il filosofo francese l’esistenza è di per sé qualcosa di assurdo, senza un vero significato. In virtù di questa consapevolezza, l’uomo deve continuare a vivere in solidarietà con gli altri uomini consapevoli di questa verità, per far fronte comune e combattere la frustrazione derivata dalla presa di coscienza della propria condizione di uomo immerso nell’assurdità esistenziale. L’opera maggiormente identificativa del filosofo francese è senza dubbio Lo straniero, che racconta la vita di Meursault, un uomo che sembra agire nell’apatia e nell’indifferenza più totale. Egli si sente uno ‘straniero’ perché è conscio dell’assurdità del mondo in cui vive e non riesce a comunicare questo suo disagio a causa dell’indifferenza che permea l’universo nei confronti dell’umanità. Non sembra provare nulla per la morte della madre, né per la sua relazione sentimentale. Uccide persino un uomo senza provare il minimo rimorso e si lascia condannare senza tentare di difendersi giuridicamente. Meursault è sostanzialmente diverso dal personaggio di Frank Grimes, dato che quest’ultimo ha lottato nella vita per cercare quantomeno di sopravvivere e affermarsi, non lasciandosi trasportare in maniera apatica dagli eventi, ma al tempo stesso condividono quell’incomunicabilità del proprio malessere che li rende entrambi STRANIERI nel mondo in cui vivono.

Albert Camus. (Fonte: vanillamagazine.it)

Frank Grimes è quindi lo straniero proveniente dal mondo reale, catapultato nella ‘assurdità simpsoniana’. Le avversità che la vita gli ha riservato lo hanno reso combattivo, sebbene anche sfortunato, e ha poi dovuto fare i conti con il pazzo mondo di Homer Simpson, comprendendo l’assurdità della sua esistenza segnata da stenti e fatica, che non lo ha ricompensato in alcun modo. Il cartone animato de I Simpson ci presenta Frank Grimes come l’uomo che rappresenta tutti noi quando siamo sgomenti di fronte all’assurdo, al grottesco e all’ingiusto e non riusciamo a comunicare a nessuno tale disagio esistenziale, perché forse nessuno ci ascolta, nemmeno l’Universo. Forse però vi è una speranza, una speranza che vede anche Camus stesso ed esprime nel finale del suo saggio, Il Mito di Sisifo, nel quale attraverso le testimonianze di varie figure chiave della filosofia e della letteratura, invita a prendere coscienza del ‘sentimento dell’assurdo’ e di lottare per vivere consapevoli di questo:

“Lascio Sisifo ai piedi della montagna! Si ritrova sempre il proprio fardello. Ma Sisifo insegna la fedeltà superiore che nega gli dèi e solleva i macigni. Anch’egli giudica che tutto sia bene. Questo universo, ormai senza padrone, non gli appare sterile né futile. Ogni granello di quella pietra, ogni bagliore minerale di quella montagna, ammantata di notte, formano, da soli, un mondo. Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice.”

Luca Vetrugno

 

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Chi è Luca? Nessuno di importante. Un semplice laureato in filosofia e desideroso di continuare a studiare questa materia meravigliosa. Un tipo critico dalla vena scettica e pessimista, ma che sa apprezzare ciò che è meritevole. Adora il fantasy e la letteratura in generale e spera di poter diventare uno scrittore, con tutte le avversità che questo mondo comporta.

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