La curiosa applicazione

Fu proprio una sbronza a convincerlo ad assumere una dose di 600mg del farmaco al quale – fino a quel momento – aveva lavorato solo in laboratorio: aveva un importante convegno quella mattina. Quando lo inghiottì, a Stewart Adams passò il mal di testa e riuscì ad intervenire lucidamente alla conferenza. quello stesso giorno capì due cose: la prima, che non poteva sbronzarsi la sera prima di un convegno, e la seconda – forse più importante – era che quell’antidolorifico era efficace e avrebbe potuto alleviare il dolore di altre migliaia di persone. Siamo nel 1952, e da allora dovrà aspettare circa 17 anni prima che nel 1969 sia dichiarata legale la vendita in Gran Bretagna e poi in tutto il mondo.

Stewart Adams aveva 95 anni, e per gran parte di questi ha lavorato all’antidolorifico che ha reso più serena la vita di tanti. Aveva cominciato la carriera di chimico al dipartimento di ricerca di Boots, proveniente dalla Facoltà di Farmacia dell’università di Nottingham.

Una foto che ritrae l’anziano Adams (fonte: Wired)

Ibuprofene

Il capostipite dei derivati fenilpropionici. È un analgesico e antinfiammatorio, dotato anche di una elevata attività antipiretica – capace cioè di abbassare la febbre. è il solo FANS (Farmaco Antinfiammatorio Non Steroideo) ad essere incluso come antinfiammatorio nella lista dei farmaci “essenziali” stilata dalla WHO. Ciò è dovuto al fatto che la molecola presenta un’efficacia analgesica e antinfiammatoria equivalente agli altri farmaci della sua categoria, ma una tollerabilità gastro-intestinale nettamente superiore: ha quello che si definisce “Indice Terapeutico” (rapporto tra dose letale e dose farmacologicamente efficace) molto alto, quindi è molto sicuro.

L’Ibuprofene agisce inattivando due molecole: COX-1 e COX-2, chiamate Ciclossigenasi. Esse hanno la funzione di produrre la prostaglandina H2, che – come le altre molecole della sua categoria – è coinvolta nei processi infiammatori del nostro organismo. Risultato? Un “estintore” per i processi infiammatori come nevralgie, mal di denti, cefalee, febbre, o dolori articolari legati a tendini o muscoli.

La molecola dell’Ibuprofene (Fonte: Wikipedia)

Il moderno farmaco

Oggi la molecola è adoperata in molteplici applicazioni e forme, dalle compresse al granulato, passando dalle pomate alle supposte, fino alle soluzioni per iniezione intramuscolare. Tutta questa disponibilità è dovuta ai numerosi studi effettuati a partire dalla sua scoperta ad oggi, partendo da quel farmacista coi postumi di una sbornia che, un po’ sicuro della sua scoperta, un po’ messo alle strette da una terribile emicrania, decide di assumere una bella dose di quella polverina che aveva sintetizzato nel suo laboratorio – da cavia del suo stesso esperimento – traendone benefici.

Umberto Raiola

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Umberto Raiola
Appassionato di musica e scienze dal cuore partenopeo, studia alla facoltà di Farmacia della Federico II di Napoli.

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