Il cambiamento climatico é sotto il nostro controllo

Nel 1988 é stato fondato l’IPCC (il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), che, da allora, é la principale organizzazione che si occupa dello studio e delle analisi circa i cambiamenti climatici. L’IPCC passa in rassegna e valuta le più recenti informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche prodotte a livello mondiale per la comprensione dei cambiamenti climatici. Non effettua attività di ricerca né di controllo dei dati o dei parametri climatici. Redige, peró, periodicamente rapporti, che rende pubblici. I cambiamenti climatici, sebbene siano un tema purtroppo non molto sentito in molte persone nella loro vita quotidiana, é oggetto di numerosi controlli e studi. Tale argomento é talmente importante che nella data di ieri, il 15/03/2019, ha fatto sí che si svolgesse uno sciopero su scala mondiale. Per quanto, infatti, il tema sia strettamente monitorato da tantissimi governi(ben 194 aderiscono all’IPCC) c’é moltissimo lavoro ancora da fare ed é fondamentale che ognuno, nel suo piccolo , contribuisca a questa grande causa. Se il fenomeno non viene fermato o arginato potrebbe portare, nel corso dei pochi anni, al ridimensionamento della geografia terrestre: con l’innalzarsi dei mari, molte nazioni, perderebbero una non piccola fetta di terreno. Con l’innalzamento delle temperatura vi saranno – e ci sono giá- eventi climatici, tra cui temporali e alluvioni, sempre piú disastrose. Ma i problemi che il cambiamento climatico indurrebbe, non si limitano alla sola sfera geografico/ambientale, ma coinvolgeranno anche in modo evidente la salute umana.

(Foto a cura di Jacopo Antoniolli, 2019)

Gli effetti sulla salute umana

La variazione climatica potrebbe essere causa di migrazione di  alcuni portatori di agenti patogeni, tra cui la Zanzara Anopheles, Zecche e altri parassiti. Una maggiore, o comunque sempre diversa, porzione del globo sará sottoposta  ad agenti patogeni per cui, per alcuni, é nota la cura ma a cui le popolazioni di non tutte le nazioni sono abituate. Un altro problema riguarda le persone allergiche. Con il cambiamento climatico vengono anche a variare la stagionalitá e la quantitá con cui alcuni allergeni, quali il polline, sono soliti fluttuare in aria. Gli anziani, inoltre, avranno sempre piú problemi. Con l’avanzare dell’etá, infatti, molte funzionalitá umane subiscono un processo degenerativo: le ossa e le articolazioni non sono piú come un tempo, stessa cosa vale per il sistema di termoregolazione del nostro corpo. Con variazioni interindividuali il nostro corpo, con l’anzianitá, diventa sempre meno capace di sopportare e assecondare sbalzi di temperature e di resistere a temperature atmosferiche troppo basse o alte. Gli anziani, ma anche i neonati, saranno inoltre a rischio di complicazioni di natura cardiovascolare e respiratoria. L’inqunamento e molti fattori di rischio, tra cui primo tra tutti il fumo, certamente non attuttizzano i possibili effetti dell’innalzamento delle temperature. Tutti questi fattori potrebbero compromettere la possibilitá di raggiungere la longevitá e aumentare il grado di mortalitá infantile. Ma non finisce qui. L’aumento delle temperature non ha risvolti solo sulla salute in senso stretto, ma influenza anche la sessualità. Potrebbe infatti portare, secondo alcuni studi, alla nascita di un numero sempre piú grande di figli sterili. Come se non bastasse, i meccanismi di determinazione del sesso, che si svolgono nelle primissime fasi della vita embrionale, non sono influenzati solo da fattori genetici: recenti studi svolti in Finlandia, Giappone e Stati Uniti hanno dimostrato che tale processo é dipendente anche dalla temperatura. In particolare il numero di figli maschi diminuisce con l’aumento delle temperature. Si otterrá che il rapporto di maschi e femmine nate, via via che il fenomeno del cambiamento climatico progredisce indisturbato, sará lievemente diverso dal 50 e 50. Nessuna delle problematiche finora descritte riguarderá il 100% della popolazione. Si tratta, per ognuna, di piccole percentuali. Ma anche da piccole percentuali, se confrontate con quanti siamo al mondo, si ottengono tantissime persone. Il problema del cambiamento climatico a livello globale, concludendo, sará, anche nel campo della salute umana, ben poco trascurabile.

E se l’innalzamento delle temperature raggiungesse livelli estremi?

I problemi sopra detti sarebbero sempre piú evidenti. La specie umana si avvicinerá sempre piú dritta contro un muro: il muro invalicabile dell’estinzione. Ma possiamo fare qualcosa per evitarlo. Nel nostro piccolo, sarebbe necessario un impegno quotidiano. Impegnandoci a fare la raccolta differenziata, a consumare quanta meno plastica, a comprare prodotti ecosostenibili, a limitare l’utilizzo della macchina riducendo le emissioni di benzina. Tutti questi impegni, valgono, ovviamente, ben poco se non assecondate da una mobilitazione dei piani piú alti. Un impegno delle ditte di chi vuole guadagnare a continuare a guadagnare, ma con risorse diverse. Un impegno dei governi a fare leggi, perché il pianeta é uno e non ne esiste uno di scorta. Un impegno nella ricerca, che deve essere veicolata su alcune problematiche prioritarie e deve essere svolta, come giá lo é, in modo sempre piú serio e professionale. Una coscienza dell’uomo che, per anche solo pochi anni, si svincoli dal concetto di denaro e che tenda all’unione, alla solidarietá verso la nostra specie e le altre e verso il pianeta che ci ospita.

(Jacopo Antoniolli 2019)

Pierluigi Segnini

 

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