Chiunque si sia addentrato all’interno dell’universo della filosofia politica, per l’interesse o dovere, non può non aver incontrato Thomas Hobbes, che nel 1651 scrisse “Leviatano”, pilastro portante della disciplina. Nella sua più celebre pubblicazione Hobbes espone la sua concezione della natura umana, che inevitabilmente porta l’uomo ad uno stato di guerra contro tutti poiché nessuno possiede capacità nettamente superiori agli altri. Cosa succederebbe alla visione del mondo Hobbesiana se venisse catapultata all’interno dell’universo X-men? Le premesse sulla natura umana si ribaltano e ciò potrebbe comportare ad un cambiamento drastico della filosofia di Hobbes.

 

L’universo X-Men ed i suoi mutanti

I mutanti si sono evoluti direttamente dagli esseri umani dell’universo dei fumetti X-Men, ed a  seguito di una mutazione genetica hanno facoltà fisiche o mentali sovrumane. C’è chi come Wolverine ha una forza fisica sbalorditiva, muta forma come Mystica o chi come Professor Xavier ha abilità telepatiche. L’universo X-Men ha come epicentro il conflitto tra mutanti ed umani, che emerge dall’evidente disparità tra le due specie. Tra i mutanti c’è chi come Magneto sostiene che i mutanti, essendo superiori, abbiano il diritto di governare gli umani, e chi, come gli X-Men, lotta per un futuro di convivenza pacifica sulla terra. Hobbes sosterrebbe Magneto e la Confraternita dei Mutanti nella loro rivendicazione di superiorità? Il Leviatano ci suggerisce di si.

Gli uomini sono tutti uguali?

Il tredicesimo capitolo dei “Leviatano” si apre con una descrizione della relativa parità degli uomini sia nelle capacità fisiche, che in quelle mentali. Nel proporre ciò Hobbes non nega l’esistenza di persone più forti o più intelligenti della media, ma semplicemente sottolinea che anche quest’ultimi individui possono essere sopraffatti dai più deboli. Questa omogeneità nelle capacità umane comporta che ognuno abbia la stessa probabilità e speranza di conseguire i propri fini, che si combinano nel fine ultimo della propria sopravvivenza. Hobbes constata: “la differenza tra uomo e uomo non è così considerevole al punto che un uomo possa da ciò rivendicare per sé un beneficio cui un altro non possa pretendere tanto quanto lui.” (Leviatano, Capitolo 13). Questa uguaglianza nel diritto di rivendicazione a tutto ciò che potrebbe assistere la propria sopravvivenza porta ad uno stato di conflitto permanente contro tutti gli altri essere umani. Di fatti se ho le stesse probabilità di poter sopravvivere, ho il diritto di poter usufruire di tutto ciò che promuove la mia conservazione, che nel pensiero Hobbesiano porta agli uomini ad avere diritti su tutto, anche sulle vite degli altri.

 

I mutanti vs gli umani: chi regna?

Lo Stato di Natura descritto da Hobbes in “Leviatano” si prospetta un luogo pericoloso, primitivo e indesiderabile. L’unica speranza per l’uomo di avere una vita più pacifica è di creare un contratto sociale in cui i firmatari abdicano i propri diritti in favore di un sovrano supremo. Ma questo scenario è basato sulla concezione umana in cui siamo tutti pari. Nel caso invece esistessero degli esseri con capacità sovrumane come i mutanti, il bilancio del potere si sbilancerebbe in loro favore. Grazie alla loro superiorità fisica e mentale, avrebbero una probabilità superiore di conseguire i propri fini. Dunque le loro pretese sopra chiunque e qualunque cosa avrebbero più peso di quelle avanzate dagli umani. Hobbes probabilmente immaginerebbe un mondo in cui i mutanti avrebbero diritto a regnare sopra gli umani, e dunque ogni contratto sociale formato da quest’ultimi sarebbe vacuo.

L’incontro tra l’universo Marvel X-Men e quello filosofico Hobbesiano può apparire blasfemo e inappropriato, ma usare la dottrina filoso-politica come strumento di analisi è un esercizio utile e divertente per testare il nostro apprendimento. La conclusione di questo post sembra essere piuttosto deprimente per gli umani, non ci resta che sperare nella benevolenza dei nostri futuri sovrani.

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