Portogruaro, luglio 2017, sulla pagina Facebook ‘Sei di Portogruaro se…’:

Bisogna aiutarli, ne ospitiamo uno in ogni casa e li laviamo con la benzina e poi li asciughiamo col lanciafiamme e tutto è risolto’  ‘Gente sporca, devono morire, se trovo uno di loro gli verso dell’acido di batterie così capiscono che non li vogliamo’, ‘Diamo fuoco al palazzo con loro dentro’

La violenza e il razzismo di questi commenti, pubblicati da più di un anno, passa sotto l’occhio dell’Ufficio esecuzioni penali esterne di Venezia. Il 13 settembre 2018 impone a Giuseppe Barresi, Rudy Rosan, Gabriele Marian e Roberto Spadotto, servizi socialmente utili per 4 ore alla settimana ed un risarcimento danni di 200 euro. Ma la faccenda degli utenti di Portogruaro non è stata chiusa così precocemente, ogni pena giudiziaria deve necessariamente avere carattere rieducativo; la rivoluzione di sé parte dalla testa, così la decisione dei giudici di Venezia diventa il fine etico della pena: una seconda possibilità. In questo caso specifico sono stati  applicati due metodi per decrescere i comportamenti problematici.

I cittadini accusati subiscono un vero e proprio time out dall’uso di Facebook,l’astinenza sarà monitorata per 6 mesi. La strategia è ben nota anche in campo pedagogico: un bambino in preda ai capricci viene isolato per alcuni minuti e privato di stimoli, per spingere la riflessione su di sé . Gli imputati in questione hanno però tra i 34 e i 56 anni, e ciò che potrebbe apparire come un ‘castigo’, è una vera e propria pena giudiziaria.

Ogni piattaforma sociale, se privata di un utilizzo ragionato e consapevole, può divenire uno strumento di terrorismo psicologico. Le discriminazioni etniche, religiose, sessiste,  sono sotto i nostri occhi ogni giorno. Eguagliate dallo stesso principio per cui l’odio è sia più veloce e sia più semplice da diffondere. Come liberarsi da questa rete così intricata di ignoranza virale? La conoscenza: il responso dei giudici nel caso di Portogruaro prevede infatti l’obbligo di lettura di alcuni testi e la visione di film specifici . Il tema verterà sull’integrazione e sul multiculturalismo, con annessa verifica dei contenuti appresi. La cultura è chiave della mente, è lotta aperta al terrore del diverso, è la seconda possibilità.

La legge Mancino del ’93 è chiara a riguardo: diffondere in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità, sull’odio razziale o etnico, ovvero incitare a commettere o commettere atti di discriminazione  per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, è punibile anche con la reclusione da sei mesi a quattro anni. O come nel caso di Portogruaro, con obbligo di prestare un’attività non retribuita a favore della collettività per finalità sociali o di pubblica utilità. Nel prossimo incontro in aula i giudici valuteranno eventuali progressi degli imputati, il caso si potrà considerare chiuso non prima del 14 maggio 2019.

Fanigliulo Sarah

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