Selfies: nonostrante le proteste di chi ancora tenta di astenersi, è innegabile che essi siano diventati parte della nostra vita quotidiana. Usiamo i selfies per immortalare le nostre esperienze, luoghi fantastici e momenti di svago con le persone a noi care. Grazie a questi preziosi scatti possiamo provare ai nostri amici di essere stati in posti meravigliosi o avere incontrato il nostro idolo.

Tuttavia, la ricerca ha concluso che la mania per selfies possa essersi spinta troppo in là. Non ci stiamo riferendo ai pazzi con i selfie-sticks o a chi ha l’incessante bisogno di postare nuove foto su Instagram. Infatti, la “Selfite” – l’ossessivo bisogno di scattarsi seflies – è stata attualmente classificata come un vero e proprio disturbo mentale.

Tre forme di “Selfite”

I ricercatori della Nottingham Trent University e Thiagarajar School of Management, in India hanno testato un modello per valutare la severità della Selfite. Essi hanno individuato tre forme della condizione: “borderline”, “acuta” e “cronica”.

La Selfite è definita “borderline” quando le persone si scattano almeno 3 selfies al giorno, ma si astengono dal postarle sui social media.  Sono invece classificate come “acute” quando si scattano almeno tre foto al giorno, postandole online.

Durante la condizione “cronica“, invece, le persone sentono l’incontrollabile bisogno di scattarsi foto e di postarle sui social networks più di 6 volte al giorno.

Lo studio ha coinvolto 2 focus group per un totale di 200 partecipanti. L’autore dello studio Dr. Mark Griffiths della Nottingham Trent University, ha affermato la validità dei dati di riferimento forniti dalla ricerca e ha invitato ad indagare il concetto più approfonditamente. “Il concetto di selfies-taking può evolversi nel tempo con l’avanzare della tecnologia, ma i sei fattori individuati che appaiono alla base della ‘Selfite’ rimangono potenzialmente utili per capire l’interazione umano-computer fatta sui devices elettronici mobili“.

Chi soffre di Selfite?

I fisiologici hanno evienziato come a soffrire di “Selfite” siano le persone generalmente a caccia di attenzioni e con livelli bassi di autostima. Questi individui sono spinti ad usare i selfies e la condivisione sui social network per rafforzare la propria immagine sociale e per dimostrare agli altri di far parte di una cerchia più ampia di persone.
Così come la dipendenza da Internet, i concetti di “Selfite” e di “Selfie-addiction” (dipendenza da selfies) sono stati introdotti come una “bufala”, tuttavia i risultati della ricerca (incluso lo studio presentato) hanno iniziato a validarne l’esistenza

Susanna Morlino

Bibliografia

Balakrishnan, J., & Griffiths, M. D. (2018). An Exploratory Study of “Selfitis” and the Development of the Selfitis Behavior Scale. International journal of mental health and addiction, 16(3), 722-736.

 

 

 

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