Storico incontro tra Papa Francesco e le Chiese Orientali: sul tavolo il Medio Oriente

Dal discorso del Pontefice emerge preoccupazione per le possibili migrazioni delle minoranze religiose, che oltre a ridurre la presenza dei cristiani sul territorio, potrebbero impoverire una regione da un punto di vista culturale.

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https://www.corriere.it/cronache/18_luglio_07/francesco-l-indifferenza-uccide-nessuno-oggi-ascolta-grido-abele-a6769226-81b9-11e8-a063-c48368df153e.shtml

Era fissato per oggi l’incontro di straordinaria importanza fra il Papa e i membri delle chiese orientali a Bari. Obiettivo principale dell’incontro era discutere riguardo alle linee politiche che le chiese si aspettano da parte dei governi riguardo alla situazione medio-orientale. Il Papa, raggiunta la città pugliese in elicottero, ha salutato singolarmente tutti i partecipanti. Di singolare importanza è stato il discorso del Vescovo di Roma, antecedente al momento di preghiera.

I partecipanti e il discorso

Presenti all’appello, insieme al Santo Padre, vi erano tra gli altri il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, il patriarca di Alessandria e di tutta l’Africa Teodoro II, l’arcivescovo Nektarios di Anthedon in rappresentanza del patriarca di Gerusalemme Teofilo III, il metropolita Hilarion di Volokolamsk in rappresentanza di Kirill, patriarca di Mosca e di tutta la Russia.

Nel suo discorso il Papa ha denunciato soprattutto l’«indifferenza» di molti. Essa, infatti, causa la sofferenza e il pianto di persone innocenti che si vedono calpestare la propria terra da altri in cerca di «ricchezze e potere». Diretta conseguenza è l’abbandono del Medio Oriente da parte di numerose minoranze religiose cristiane e non solo, tra cui curdi, copti d’Egitto, maroniti e cristiani di Terra Santa.

Il Papa, così, insieme agli altri patriarchi, con il lungomare come cornice, mostra vicinanza per questi popoli, che vivono situazioni di grande sofferenza, in bilico fra la resistenza e la migrazione. A loro si rivolge con le parole: «vi siamo vicini».

 

Non solo religione

La denuncia del pontefice non è soltanto di carattere religioso, ma anche culturale. La regione medio-orientale, venendo meno la presenza di determinate minoranze, potrebbe perdere un enorme ricchezza, che da secoli arricchisce il territorio. Questo perché, continua il Papa, «un Medio Oriente senza cristiani non sarebbe Medio Oriente».

Il Medio Oriente, infatti, è sempre stato crocevia di civiltà e di popoli, nonché culla delle più importanti religioni monoteistiche. Compito principale dei governi locali e non è la salvaguardia delle persone che secoli dopo secoli hanno costruito un patrimonio culturale, intellettuale e artistico.

Per questo motivo, il Papa, citando il Salmo, ripete insieme ai patriarchi orientali «Su te sia pace!». Attenzione particolare, infine, è rivolta alla città di Gerusalemme, che è città di Dio e principale bersaglio della cattiveria e delle ingiustizie dell’uomo, simile in questo caso alla descrizione della città degli uomini, identificata con Babilonia, nel De Civitate Dei di Sant’Agostino.

FONTERepubblica
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