Tutti lo usano, ma non tutti sanno veramente come funziona. Il mondo è diventato completamente dipendente dalla Rete, e se improvvisamente il World Wide Web si bloccasse … beh, l’elenco dei problemi che genererebbe sarebbe più lungo di un Rotolone Regina.

Ma spesso, in questo mondo così tecnologico, la struttura e il funzionamento degli apparecchi che utilizziamo ci è sconosciuto. Ci limitiamo a servircene e basta … almeno finché operano correttamente!

Com’è fatto il World Wide Web?

Il Web è una struttura complessa: si compone di terminali (che possono essere computer, supercomputer, cellulari) e sistemi di trasmissione di dati (sia tramite cavi che wireless). Non ha perciò una struttura fissa, ma è una “rete delle reti”. Non esiste un luogo in cui Internet ha sede, e non esiste perciò un luogo da cui Internet si diffonde nel mondo. Internet è fatto da milioni di componenti. Esso funziona grazie ad un protocollo di rete, chiamato TCP/IP (Transimission Control Protocol/Internet Protocol), dal nome dei suoi protocolli più importanti. Essi sono una sorta di lingua comune che permette di codificare e trasmettere le informazioni da un computer all’altro, ed un sistema di scrittura e archiviazione delle informazioni.

Ad essere precisi, l’identificazione del Web con Internet non è del tutto corretta: qualsiasi interconnessione tra reti informatiche di natura diversa può essere definito Internet. Il World Wide Web è una precisa “forma” di Internet, quella che utilizza (oltre al TCP/IP) il protocollo HTTP (che si occupa del modo in cui i PC si chiedono risorse) e pagine HTML, ideati nel 1991 da Tim Berners-Lee.

Tim Bernars-Lee nel 2014 (Di Paul Clarke – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=37435469)

Bernars-Lee era un ricercatore del CERN di Ginevra che, volendo creare un sistema per condividere informazioni con il resto del centro di ricerca, ideò questo metodo. Nel sistema del Web, che funziona appunto tramite pagine HTML, le informazioni sono collegate in maniera non sequenziale. Ciò significa che testi, immagini, video, e tutti i contenuti non si susseguono direttamente, ma sono organizzati in librerie. Si può passare da una libreria all’altra utilizzando i link, una sorta di “ponte” che unisce due informazioni. Potremmo perciò dire che il Web non è un come un libro di narrativa (in cui devo leggere un capitolo di seguito all’altro). Esso funziona come un’enciclopedia o un dizionario, in cui sono io che, attraverso l’indice (o, nel caso della Rete, con il motore di ricerca) mi dirigo in una specifica pagina per trovare l’informazione.

La rete spiegata da Ralph

Una struttura così complicata difficilmente viene compresa dai bambini. Ma a dare una mano possono intervenire i film di animazione, prodotti che, unendo il divertimento all’apprendimento, possono rappresentare in maniera semplice ed efficace pressoché qualsiasi cosa. Viene subito in mente la famosa serie Esplorando il Corpo Umano, cartone animato che, trasformando i linfociti in astronauti in divisa e i batteri in perfidi mostri, rimane ben più impresso nella memoria che qualsiasi lezione di scienze.

Ralph Spaccainternet, anche se usa la Rete solo come ambientazione e non come soggetto della storia, compie un’operazione simile. Cerca di creare delle figure “reali” che possano rispecchiare la struttura di Internet, operazione sicuramente non facile. Possiamo dire che l’operazione funziona? Vediamolo!

Il Web come città

In Ralph Spaccainternet il Web è una enorme città. Esistono palazzoni che sono i grandi siti Internet, e piccole case che rappresentano siti minori. Ad un certo punto si arriva addirittura nel Deep Web, l’insieme di pagine che Google non ha nel suo motore di ricerca, semplicemente perché sono troppe da inserire. Questa metafora della città ben rappresenta l’Internet: non si tratta di un solo luogo, un solo edificio, ma di moltissimi palazzi e moltissime strade, che collegano un luogo all’altro.

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Gli Utenti e il loro IP

Altra felice similitudine sono gli avatar degli utenti di Internet. Essi sono tutti più o meno uguali (testa cubica, corpo stretto), ma hanno delle caratterizzazioni precise. Se nel film esse li fanno somigliare a coloro che li fanno navigare, nella realtà potremmo immaginarli come il nostro indirizzo IP. L’indirizzo IP (o Internet Protocol address) consiste in una serie di numeri che identificano la nostra rete. L’IP pubblico, in realtà, non è collegato direttamente al nostro PC, ma ad un router, un “nodo” della rete che collega sottoreti diverse. Dall’esterno tutti i PC collegati allo stesso router hanno lo stesso IP, mentre all’interno della sottorete esistono altri codici che ci identificano singolarmente. Invece della faccia, quindi, ci mettiamo un numero!

I Banner e i Pop-up

Figure estremamente fastidiose e petulanti, i Pop-up fanno parte della vita di ogni utente del Web. In Ralph si personificano in piccoli omini molto seccanti, che (al pari di qualche “volantinaio” un po’ troppo aggressivo) importunano gli avatar che passano per strada chiedendo di cliccare sul loro banner. Ed essi sono in effetti un ottimo modo per visualizzare la struttura ipertestuale della Rete. Noi stiamo passeggiando per strada (cioè stiamo navigando in Internet) e ci compare davanti questa figura (il pop-up) che, dopo averci parlato (cioè cliccato sopra), ci fa salire sul suo furgoncino e ci porta a casa sua (il suo sito). Avremmo potuto parlare con chiunque altro, e saremmo quindi finiti in luoghi diversi (cioè in altri siti). Tra parentesi, seguire gli sconosciuti non è una buona idea né su Internet né nella vita reale…

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Ma a cosa ci serve?

Ci sono poi moltissime altre piccole cose che il film riesce a riferire al mondo reale, come il funzionamento dei virus o il dispiegarsi di un fenomeno social di massa. Insomma, Ralph Spaccainternet fornisce un ottimo modo per visualizzare moltissimi aspetti del Web, piccoli e grandi. E lo fa molto bene, dandoci un’immagine forte, vivida e colorata di una realtà che, essendo viva solamente in formato digitale, non avremmo modo di capire veramente.

Ma perché è così importante?

In un mondo come il nostro, dove il Web gioca un ruolo a dir poco fondamentale, è più importante che mai che tutti possano capirlo. In particolare, poi, sono i bambini che, in quanto generazione che crescerà sotto l’egida del Web, devono avere ben chiaro quello che la Rete è. E il modo migliore è sicuramente quello di creare immagini, sensazioni, personaggi, qualcosa di semplice ed immediato da ricordare. E Ralph Spaccainternet ci riesce, e ci riesce anche molto bene!

Isaia Boscato

 

 

 

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