La recente scoperta

Lontano 410 anni luce dalla Terra è stato individuato dal Gran Telescopio Canarias, un pianeta sopravvissuto alla morte della sua stella SDSS J122859.93+104032.9, la quale alla fine del suo ciclo vitale ha spazzato via tutto ciò che la circondava diventando una nana bianca. Per questo motivo l’osservazione dei resti di questo pianeta ha lasciato gli scienziati a bocca aperta: è la prima volta che si scopre un corpo come questo che orbita intorno ad una nana bianca. Il suo periodo di rivoluzione è di sole due ore e per capire quanto vicino sia alla stella, basta pensare che il periodo di rivoluzione della Terra è noto essere di circa 365 giorni. La scoperta è stata effettuata all’università di Warwick, Inghilterra.

rappresentazione artistica del pianeta sopravvissuto (www.media.inaf.it).

I ricercatori hanno individuato una scia di gas, come una sorta di traccia lasciata dal pianeta orbitante, e successivamente uno dei ricercatori partecipante alla scoperta, Boris Gaensicke, afferma che l’unica spiegazione del perché una parte del pianeta sia potuto sopravvivere ad un evento simile è che esso sia composto da elementi pesanti con una prevalenza di ferro e nichel.

Cosa accadrà alla Terra?

Dalla scoperta è lecito porsi una domanda riguardo al futuro della Terra sotto questo punto di vista. Ebbene la risposta è da cercarsi nel ciclo di vita stellare. Partendo per ordine è possibile dire che il destino della stella sopra citata è inevitabile e il Sole in quanto tale, farà fronte agli stessi avvenimenti e con lui tutto il sistema solare e ogni cosa presente nelle sue vicinanze. Tutto ciò che esiste in prossimità del Sole verrà spazzato via, inglobato o ‘riscaldato’ (si fa per dire), in base alla distanza. Il motivo risiede nel fatto che una stella è alimentata dall’energia sviluppata dalla fusione nucleare all’interno del suo nucleo. In questo processo l’idrogeno presente viene trasformato in elio, dando vita ad un processo molto più complicato chiamato nucleosintesi stellare che forma elementi più pesanti. Dato che l’idrogeno è destinato ad esaurirsi, il Sole passerà da bruciare idrogeno nel suo nucleo, a bruciarlo sulla sua superficie. Il nucleo quindi collasserà e la parte più esterna si espanderà sempre più, acquistando una maggiore brillantezza fino anche al 40% in più di quella attuale. Questo processo porterà la stella ad essere una gigante rossa, più ‘fredda’ e grande ‘dell’attuale’ Sole, di modo che la distanza dalla Terra sarà così bassa che ogni forma di vita non ha possibilità di sopravvivenza.

Confronto tra le dimensione del Sole nel suo stadio principale e quello finale in cui è una gigante rossa (https://simple.wikipedia.org).

E quindi nessuna possibilità per l’umanità? Non proprio

Per i più ottimisti c’è un lato affascinante che riguarda gli altri pianeti: il processo di morte del Sole è molto lento, di conseguenza così come le condizioni della Terra cambieranno, cambieranno anche le condizioni di abitabilità di Marte, ad esempio. Infatti per un periodo relativamente breve, Marte avrà condizioni molto più ideali di quelle odierne per ospitare forme di vita. Analogamente la zona di abitabilità si espanderà sempre più, rendendo ospitali i pianeti che prima non lo erano, ma si arriverà ad un punto in cui persino su Nettuno, dove adesso la temperatura media è di -220°, farà troppo caldo per ospitare forme di vita. Quindi gran parte dei materiali del Sole verranno anche scagliati lontani di esso, e formeranno una nebulosa planetaria, e questo gli farà perdere massa, fino a quando l’idrogeno non si è completamente trasformato in elio, diventando una nana bianca. questo stadio è abbastanza stabile e potrebbe rimanerci anche per miliardi di anni fino ad esaurire tutta la sua energia che la farà diventare nera.
Non c’è bisogno di creare alcun allarmismo, in quanto l’età stimata del Sole è di 4,57 miliardi di anni, circa metà del suo ciclo vitale e si stima che quanto detto avvenga non prima di 5,5 miliardi di anni, e catastrofi a parte, si spera che l’uomo abbia fatto molti progressi nella scienza o sviluppato soluzioni a tutto ciò, magari per garantire un futuro su altri pianeti.

Fedele Delvecchio

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