“Smart is the new sexy” è uno degli slogan utilizzati dalla serie tv The Big Bang Theory. I protagonisti, nerd incalliti, si ritrovano in situazioni divertenti o imbarazzanti, tra cui il relazionarsi con persone molto diverse da loro, come la bella vicina di casa, Penny.
È con quest’ultima che uno dei protagonisti, Leonard, instaura una relazione.
Lo stereotipo del secchione viene contraddetto proprio da questa relazione romantica e genera situazioni divertenti, come conseguenza dell’attrito tra i due mondi.
Secondo il senso comune, infatti, le ragazze molto belle sono stupide (come il vecchio stereotipo delle “bionde”), e scelgono partner ugualmente belli, mentre i secchioni sono brutti e impacciati, e sono “costretti” a scegliere partner meno attraenti.

Lo studio

Dunkel e colleghi (2018) hanno recentemente verificato questa ipotesi, avvalendosi dei dati provenienti dal Winsconsin Longitudinal Study (WLS). Il WLS è progetto di ricerca che ebbe inizio nel 1957, e il cui scopo era (ed è) raccogliere informazioni, utili per analisi statistiche, su 10.317 soggetti, in un lasso di tempo molto ampio.
Dai risultati statistici delle analisi di correlazione e regressione, è emerso che le donne più attraenti hanno sposato gli uomini con un QI più alto, ma ciò non vale per il sesso opposto, ovvero il bell’aspetto degli uomini non è in grado di predire statisticamente l’intelligenza delle relative mogli.
I risultati però non permettono di giungere a una conclusione certa, dato che nello studio ci sono diversi aspetti da approfondire.
Per esempio, sebbene il QI sia stato misurato all’epoca, altrettanto non si può dire per i punteggi di attraenza su cui si è basato lo studio, che invece risalgono al 2004, e sono stati attribuiti da individui di età media pari a 78 anni.
I ricercatori concludono affermando che, rispetto ai risultati ottenuti e alla letteratura scientifica sul tema, l’intelligenza potrebbe essere importante, per le donne, nella scelta di un partner sul lungo termine. Riconoscono però le limitazioni dello studio, per cui è necessario fare ulteriore ricerca.

I dati raccolti dal WLS permettono di approfondire il corso di vita di un campione di 10.317 persone, analizzandone il funzionamento famigliare, le relazioni, la salute psicofisica, la mortalità, ecc. (foto: ssc.wisc.edu)

Evoluzionismo e sessualità

Secondo la teoria evoluzionistica di Darwin (1871), la selezione sessuale consiste nell’evoluzione di determinate caratteristiche che danno un vantaggio riproduttivo a un organismo.
Tale vantaggio si può ottenere attraverso la competizione diretta con altri rivali dello stesso sesso (per esempio attraverso lo scontro fisico), e mediante l’attrazione sessuale verso il sesso opposto (per esempio esibendo caratteristiche attraenti, come la coda del pavone o le costruzioni dell’uccello giardiniere).
Sembra abbastanza logico supporre che, al giorno d’oggi, a risultare più importanti possano essere caratteristiche come ricchezza e intelligenza. In assenza di predatori da cacciare o da cui difendersi, potrebbero perdere attrattiva caratteristiche come massa muscolare, forza, o altezza.
D’altronde, in assenza di ulteriori studi, è possibile che col passare del tempo subentreranno nuovi fattori a influire sulle scelte di accoppiamento.

Fonti:
Dunkel, C. S., Shackelford, T. K., Nedelec, J. L., & van der Linden, D. (2018). Cross-trait assortment for intelligence and physical attractiveness in a long-term mating context. Evolutionary Behavioral Sciences. Advance online publication.
– Darwin, C. (1871). Sexual selection and the descent of man. Murray, London, 589.

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