Si nasce criminali o lo si diventa? Questa è la domanda che viene posta all’inizio della nuova docu-serie di Netflix: “Viaggio nella mente criminale“. La serie cerca di analizzare la psicologia criminale, prendendo come esempio i più grandi criminali della storia. Inoltre, è suddivisa in quattro episodi. Nel primo vengono riportati i casi più famosi di serial killer come John Wayne Gacy o Ted Bundy. Il tema del secondo episodio riguarda rapimenti molto conosciuti come il caso Fritzl o il caso dei sequestri di Cleveland. Nel terzo episodio le sette sono le protagoniste, le quali hanno in comune un capo onnipotente che non può essere contestato. Il quarto e ultimo episodio, intitolato ‘I signori del crimine’, parla di famosi boss come Pablo Escobar, Al Capone o John Gotti. Tutto questo viene condito da una profonda analisi psicologica per ogni tipo di crimine che comprende una più ampia patologia: il disturbo antisociale di personalità.
Si nasce o si diventa criminali?
Cosa porta un soggetto a compiere un delitto? Un comportamento criminale è innato o si presenta successivamente?. La serie si interroga su questo, su un fenomeno molto studiato e analizzato da psicologi forensi e criminologi. é stato dimostrato come in realtà sono proprio le situazioni familiari e sociali a determinare un comportamento criminale. Niente di innato. A livello familiare, situazioni come carenze e frustrazioni, giocano un ruolo decisivo per questo tipo di comportamenti. Il bambino che sperimenta questa condizione in genere subisce una serie di carenze o accessi affettivi. Tra questi rientrano genitori assenti o poco presenti, genitori ostili nei confronti dei propri figli, genitori alcolisti o tossicodipendenti, genitori iperprotettivi, genitori delinquenti o violenti. Se queste condizioni si verificano ,il bambino, in futuro, ha una probabilità maggiore di sperimentare un disturbo antisociale. Nella società, questi ragazzi tenderanno ad esprimere la propria identità conformandosi ad un gruppo e, se questo gruppo sarà composto da delinquenti o teppisti, quella mentalità verrà acquisita irrimediabilmente.
Il disturbo antisociale di personalità
I comportamenti criminali si trovano all’interno di una più ampia categoria: il disturbo antisociale di personalità. Questa patologia assume diverse coloriture. In primis si caratterizza per un atteggiamento dispregiativo nei confronti delle altre persone. Questi soggetti tentano di ingannare e manipolare la vittima. Una volta adulti questi soggetti non si assumono le proprie responsabilità, non riescono a conservare un’occupazione o mantenere una relazione duratura. Il disturbo antisociale di personalità ,inoltre, è caratterizzato dalla mancanza di senso di colpa e rimorso. Ma come vedono gli altri questi individui? In genere in due modi differenti. Come approfittatori o come deboli. Nel primo caso devono essere sfruttati e nel secondo caso maltrattati. Al contrario, hanno una visione di loro stessi come individuo forte, autonomo e solitario. Molti pensano di essere stati vessati dalla società e di conseguenza cercano di ribellarsi nei confronti degli altri.